Mese: ottobre 2010

"Abuso di potere", di Concita De Gregorio

Esaminiamo la questione al netto degli aspetti da Decameron in versione Bagaglino. Lasciamo fuori le barzellette sui negri, le preferenze sessuali e gli altri antidoti – artificiali e non – scelti da un anziano signore per combattere la sua ossessione della vecchiaia e della morte: è questa, semmai, materia per un bravo terapeuta. Parliamo di istituzioni e di politica. Isoliamo un frammento dei fatti. Il 27 maggio scorso una minorenne di origine marocchina viene fermata dalla Questura di Milano perché sospettata di aver commesso un reato. Non è semplice la sua identificazione. Nel giro di pochi minuti qualcuno (chi, esattamente?) avvisa Silvio B. che l’adolescente è in difficoltà. Il presidente del Consiglio chiama il capo di gabinetto della Questura. Gli garantisce, il premier in persona, che la minorenne è «la nipote di Mubarak» (Marocco ed Egitto in fondo sono in Africa, chi può distinguerli?) e che non è opportuno trattenerla. Diventerebbe un caso diplomatico. Il funzionario della Questura obietta che esiste una procedura. Il premier esclude che la si debba seguire: propone invece di affidare …

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"A cosa serve la Lega del Sud?", di Lorenzo Mondo

È stata annunciata a Palermo la nascita di un nuovo partito, che si chiamerà «Forza del Sud». È la creatura vagheggiata da Gianfranco Miccichè, sottosegretario nel governo Berlusconi: una Lega meridionale che dovrebbe ramificarsi in Calabria, Puglia, Campania e bilanciare, a destra, il peso che la Lega Nord di Umberto Bossi esercita sul governo. Secondo le parole del fondatore, resterà ancorata al Pdl, prendendo semmai le distanze da quella parte del partito di Berlusconi rappresentata nell’isola dal Guardasigilli Angelino Alfano e dal presidente del Senato, Renato Schifani. Ma distinguendosi anche dal governatore Lombardo, che ha aperto la sua giunta a un’alleanza variegata che include il Pd ed esclude proprio Forza Italia. Il Lombardo che, per parte sua, non perde occasione, giocando di rimessa, per mettere sotto accusa il Risorgimento e vantare il progresso morale e civile del governo borbonico, dicendosi favorevole al federalismo e perfino alla secessione. Più che l’unità d’Italia sembrerebbe per il momento in gioco l’unità della Sicilia. Non è un bell’inizio per Miccichè, il quale si propone di sbaragliare gli avversari, forte …

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"Il bunga bunga che segna la fine di un regno", di Eugenio Scalfari

Le recenti cronache dell´Italia berlusconiana che raccontano l´ennesimo scandalo ormai generalmente etichettato «bunga bunga» mi hanno lasciato al tempo stesso indifferente e stupefatto. L´indifferenza deriva dal fatto che conosco da trent´anni Silvio Berlusconi e sono da tempo arrivato alla conclusione che il nostro presidente del Consiglio rappresenta per molti aspetti il prototipo dei vizi italiani, latenti nel carattere nazionale insieme alle virtù che certamente non mancano. Siamo laboriosi, pazienti, adattabili, ospitali. Ma anche furbi, vittimisti, millantatori, anarcoidi, insofferenti di regole, commedianti. Egoismo e generosità si fronteggiano e così pure trasformismo e coerenza, disprezzo delle istituzioni e sentimenti di patriottismo. Berlusconi possiede l´indubbia e perversa capacità di aver evocato gli istinti peggiori del paese. I vizi latenti sono emersi in superficie ed hanno inquinato l´intera società nazionale ricacciando nel fondo la nostra parte migliore. È stato messo in moto un vero e proprio processo di diseducazione di massa che dura da trent´anni avvalendosi delle moderne tecnologie della comunicazione e deturpando la mentalità delle persone e il funzionamento delle istituzioni. Lo scandalo «bunga bunga» non è che …

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"A Pomigliano d'Arco le sorprese della Fiat non finiscono mai", di Rinaldo Gianola

Allora, avete capito? L’appuntamento è davanti allo stabilimento. Poi partiamo tutti insieme. Ci hanno detto che forse possiamo mangiare alla mensa della Rai». A Pomigliano d’Arco i delegati della fabbrica Gianbattista Vico organizzano la trasferta a Roma: oggi gli operai della Fiat sono ospiti della trasmissione di Lucia Annunziata, così sarà possibile sentire anche l’altra campana dopo l’imbarazzante road show aziendale di Sergio Marchionne da Fazio Fazio. Maa Pomigliano d’Arco è diventato difficile persino convocare i lavoratori per organizzare un dibattito, per incontrarsi. Non parliamo di manifestare o protestare, figuriamoci. Tutti aspettano che la Fiat mantenga la promessa e porti qui la produzione della Nuova Panda, garantendo industria, occupazione, reddito in una della zone socialmente più delicate d’Italia, da dove si vedono le fiamme di Terzigno e si scorgono le infiltrazioni camorriste nei comuni circostanti. L’attesa è snervante. Ogni rinvio, ogni parola in più o in meno da parte di Marchionne apre incertezze e altre preoccupazioni in una regione dove la disoccupazione ufficiale è al 20% e i giovani hanno ripreso la strada del Nord, …

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"Quei fondi Fas «riciclati» ancora al palo", di Giorgio Santilli

Ormai è diventato un tormentone nazionale: il Fas che fa da bancomat per ogni esigenza di finanza pubblica, il Fas che manda sotto il governo alla Camera per l’ennesima volta, il Fas che divide il paese fra nord e sud ma dovrebbe pure fare da fondo di perequazione infrastrutturale per il federalismo, il vecchio Fas da riciclare e mettere a nuovo per finanziarci una bella fetta dell’ennesimo piano per il Mezzogiorno da 40 miliardi. Questo fondo per le aree sottoutilizzate continua a dividere, senza per altro riuscire a produrre effetti concreti sull’economia. Le percentuali di utilizzo effettivo dei fondi restano minime, se è vero che a dieci anni dal lancio del programma 2000-2006, più del 30% dell’importo totale di 19 miliardi assegnato alle regioni è totalmente bloccato su opere che stanno a un livello di realizzazione oscillante fra zero e 10 per cento. A oggi di quel piano è stato speso meno del 40 per cento. Quanto al programma 2007-2013 era e resta fermo all’istruttoria tecnica, non è mai andato al Cipe, se si fa …

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In migliaia a Napoli per dire no alla Gelmini", di Marco Ventimiglia

La protesta, se non la rabbia, contro una riforma della scuola che appare piuttosto come una procedura fallimentare,ma anche la fantasia, una materia prima che per fortuna a Napoli non è mai mancata. E così, alla fine della manifestazione a cui hanno partecipato in migliaia, si sono liberati verso il cielo centinaia di palloncini colorati, con una scritta eloquente: “Gelmini vola via”. Si è conclusa così nel capoluogo campano, in piazza del Gesù, la manifestazione nazionale dei precari della scuola, che alla prova dei fatti ha raccolto tutte le categorie toccate dal provvedimento governativo, docenti, studenti, personale amministrativo e “semplici” genitori. Un lungo corteo che ha attraversato la città, scandendo slogan contro il ministro dell’Istruzione e contro l’esecutivo. In testa c’erano i disabili dell’associazione napoletana «Tutti a scuola», che a loro volta rivendicano più insegnanti di sostegno. DA TUTTO IL PAESE Gli insegnanti sono arrivati a Napoli dalla Sicilia, dalla Puglia, dalle regioni del Nord Italia, oltre che naturalmente dalla Campania, per protestare contro i tagli alla scuola pubblica. «Sono 270 mila i precari iscritti …

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"Doppio mercato del lavoro con un welfare non per tutti", di Eugenio Occorsio

Il premio Nobel Pissarides “In Italia flessibilità senza tutele”. Non ci sarà un´altra Grecia: l´Europa ha acquisito strumenti per intervenire rapidamente nelle emergenze. «Non vedo all´orizzonte altre crisi violente sul modello greco. Non perché non ci siano paesi in difficoltà, ma perché le istituzioni europee hanno acquisito strumenti e metodi per tenere sotto controllo le situazioni e intervenire rapidamente nelle emergenze. Lo hanno fatto con colpevole ritardo perché erano anni che si sapeva che la Grecia era in difficoltà. Ma almeno questo risultato c´è. Ora è sotto osservazione la Spagna e la sua crisi immobiliare e mi risulta che a livello comunitario si stiano prendendo misure decise». Christopher Pissarides, nato a Cipro nel 1948, docente alla London School of Economics, è in Italia per la presentazione del Rapporto del Luiss International Group on Economic Policy. Ed esorta i governi a puntare verso l´obiettivo più urgente una volta schivato il pericolo di nuove crisi monetarie: «Bisogna riformare il mercato del lavoro. In Italia avete avuto l´episodio di Marchionne, che lo avrà fatto con toni pesanti ma …

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