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Università delle tensioni

A poche ore dal voto definitivo sul ddl Gelmini, mentre la battaglia in Aula registra la 63sima e la 64sima sconfitta sugli emendamenti dal Pd, Api e da Fli, i primi ad essere insofferenti della possibile riforma dell’Università sono i romani. Dalla prima mattina il centro è bloccato al traffico e nelle zone limitrofe al Parlamento è impedito persino il passaggio a piedi. Contemporaneamente cortei e tensioni in tutta Italia.

“Buongiorno, mi scusi dovrei passare” chiedo gentilmente al poliziotto che è posto tra i due blindati azzurri e bianchi della Polizia che bloccano strada e marciapiede. “Dove dovrebbe andare?” risponde l’agente che poi aggiunge che non si può passare. “Io lavoro vicino a Palazzo Colonna” obietto. “Allora nulla da fare, lì non è possibile arrivare” chiude il discorso il poliziotto. Non è un dialogo surreale ma uno dei tanti che il poliziotto di turno avrà dovuto fare con i tanti passanti e turisti che, sotto la pioggia, per diversi motivi volevano fare una passeggiata o raggiungere i proprio luogo di lavoro. Turisti e romani non studenti ovviamente.

È vero che c’è una strana aria oggi a Roma e si respira davvero molta tensione. La gestione dell’ordine pubblico dovrà essere garantita con molta cautela, raccomanda il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: “speriamo che sia governata bene perché c’è tensione in giro. Franceschini è andato a parlare con Maroni e ha raccomandato tutta l’attenzione necessaria”.

“Mi pare che nella stragrande maggioranza studenti e ricercatori si sono mossi in modo pacifico. Ha impressionato la città militarizzata, mai vista Roma così, e se si è arrivati a questa tensione è per irresponsabilità del governo che ha perso la testa e la presa sui problemi del paese”.

“Il Pd – ha concluso Bersani – continuerà con la protesta e la proposta e la manifestazione dell’11 sarà il luogo in cui si riprende il tema per tutto il sistema del sapere che, caso unico al mondo, è stato calpestato dal governo”.

La stessa tensione si respira anche dentro palazzo Montecitorio. Il governo ha appena subito la sua 63sima sconfitta dopo che le opposizioni hanno fatto approvare un emendamento proposto dall’On.le Granata sugli assegni di ricerca. E in chiusura arriva la 64sima sconfitta quando l’Aula ha approvato tre emendamenti identici di Fli, Api e Pd all’articolo 25 del ddl con 283 voti favorevoli e 261 contrari. Tensioni ancora maggiori si registrano in tutta Italia.

A Bologna gli studenti hanno bloccato l’autostrada A14, a Bari occupato il teatro Petruzzelli, a Palermo bloccato i varchi per accedere al porto, a Milano occupato i binari della stazione Greco, a Torino bloccato l’accesso alla Tangenziale. Diverse stazioni dei treni vengono occupate in tutto il Belpaese. Che la protesta stia avanzando con grande forza se ne accorgono tutti tranne il ministro Gelmini che continua nella sua crociata per liberare Gerusalemme dai baroni. Perfino Bossi capisce della gravità della situazione se arriva ad ammettere che “gli studenti hanno un po’ ragione”.

“Una maggioranza che, a tempo scaduto, vuole approvare una riforma di tagli sbaglia, e trovera’ la nostra opposizione”. Così Dario Franceschini, Presidente dei deputati del Pd ha rinnovato le sue critiche al governo sul ddl università. “Una maggioranza, anche quando ha i numeri per fare le riforme, dovrebbe ascoltare. Quelli che protestano sono i nostri ragazzi, i nostri cervelli, che difendono la loro università”.

Per Anna Finocchiaro, Presidente dei senatori del Pd “il giudizio sulla riforma Gelmini è negativo ed è noto. Questa è una riforma che nasce dai tagli che sono stati operati all’Università e alla ricerca. Ma voglio aggiungere che chi vuole governare il Paese e non soltanto comandare come pare stiano facendo il Presidente Berlusconi e il ministro Gelmini dovrebbe ascoltare e tenere conto che il Paese si sta rivoltando contro queste norme: ormai ci sono manifestazioni di studenti, di ricercatori, di docenti in tutta Italia che durano da giorni e che oggi vedranno un’ulteriore giornata di proteste. Il Governo doveva interloquire con la protesta e provare ad ascoltare. Anche per questo trovo che militarizzare il centro di Roma oggi non sia un segnale di ascolto e di dialogo ma l’ennesima chiusura e forzatura che trovo sinceramente assurda”.

“Capisco che abbiano paura. D’altronde, per chi è circondato da chi dice sempre e solo “sì'”, vedere da vicino tanti italiani delusi e arrabbiati per le scelte (poche e sbagliate) del governo deve essere insopportabile. Ma il panico del Governo per la sfiducia degli italiani non può tenere in ostaggio un’intera città, soprattutto se si tratta della Capitale. E’ ridicolo e drammatico insieme vedere le strade del centro chiuse persino ai pedoni, per la paura di un governo chiuso in palazzi che si vorrebbero isolati dal mondo. Non lo meritano i romani; non lo meritano gli studenti e i ricercatori che stanno pacificamente manifestando per il proprio futuro e per quello del paese; non lo meritano le istituzioni, che dall’ascolto dei cittadini hanno solo da imparare, non certo da temere”. E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

“In un Parlamento assediato dalle forze dell’ordine e circondato dal deserto, il Governo manda in scena l’ultimo tentativo disperato di far passare il ddl Gelmini, del quale sono venuti allo scoperto tutti i limiti e tutte le mancanze”. Lo ha dichiarato Pina Picierno, parlamentare Pd.
“Mentre i ricercatori e gli studenti occupano i tetti, le piazze e le strade, mentre a Roma – ha proseguito Picierno – viene impedito a migliaia di ragazzi di raggiungere piazza Montecitorio per un sit-in autorizzato, il Governo viene battuto sul voto a un emendamento. Più che di una riforma epocale, si tratta di uno spiaggiamento epocale: quello di un Governo ormai incapace di portare avanti i propri progetti, costretto a intestardirsi nella propaganda a cui ormai il Paese non crede più. Si consenta almeno ai manifestanti di portare a termine pacificamente le proprie proteste per le strade di Roma, evitando di alimentare la tensione.”

A.Dra

www.partitodemocratico.it

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