Mese: dicembre 2010

Buon Anno!

Buon Anno! Buon Anno a chi passa di qua per curiosare o per informarsi, a chi passa per suggerire o per criticare. Buon anno anche a chi non passa, ma fa sentire il suo supporto e la sua vicinanza. Buon Anno a chi è arrivato e un rimpianto per chi ci ha lasciato. Buon anno agli avversari leali, che ci hanno consentito di fare meglio. Buon anno a tutti quelli che hanno reso il nostro Paese più giusto e solidale. Buon anno alle ragazze e ai ragazzi, perchè loro è il futuro. Un futuro che dobbiamo rendere migliore La Redazione e Manuela Ghizzoni Condividi

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"L'Arroganza sconfitta", di Stefano Rodotà

L´anno si chiude con un significativo segnale istituzionale e civile. Il presidente della Repubblica ha firmato la legge sull´università (non oso definirla “riforma”), e ciò conferma il suo scrupolo nell´esercizio del delicatissimo potere di dare il definitivo via libera alle leggi, sottolineando che nel testo approvato dal Parlamento non ha ravvisato «motivi evidenti e gravi per chiedere una nuova deliberazione alle Camere». Ha, però, accompagnato questa sua decisione con una lettera al presidente del Consiglio nella quale non solo si mette in evidenza che nella legge sono presenti “criticità” che dovranno essere affrontate e risolte, ma si richiama il governo all´osservanza di ordini del giorno approvati dal Senato «contenenti precise indicazioni anche integrative» su contenuti e risorse. E soprattutto Napolitano ha concluso la lettera auspicando che, «su tutti gli impegni assunti con l´accoglimento degli ordini del giorno e sugli sviluppi della complessa fase attuativa, il governo ricerchi un costruttivo confronto con tutte le parti interessate». Proprio da queste ultime parole bisogna partire. Il lungo iter legislativo è stato caratterizzato dalla “disattenzione” del Governo per ogni …

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«L’Italia senza welfare tiene in scacco giovani e donne», di Bianca Di Giovanni

Il 2010? Non molto diverso dagli altri anni. Purtroppo». Chiara Saraceno torna a parlare dei «mali d’Italia»: sempre gli stessi. Giovani con poche speranze per il futuro, welfare inadeguato a rendere i cittadini autonomi dalla loro famiglia d’origine, società ferma nelle sue diseguaglianze. Sembra che nulla del nostro Paese possa più sorprendere la sociologa che dopo vari impegni in diverse istituzioni italiane, è «espatriata» (sarà un caso?) a Berlino. Ma c’è un tema su cui l’allarme si fa più pressante: le donne. «Per le donne italiane questi sono anni bruttissimi – dichiara – sia dal punto di vista simbolico che da quello della rappresentazione pubblica». Nel mondo femminile c’è una distanza netta tra Italia e resto del mondo. «La quantità di bocche rifatte qui da noi è abnorme». Riflesso di un berlusconismo ormai dominante? No di certo. Saraceno non punta mai il dito solo su Berlusconi. Sono molte e complesse le cause delle storture italiane. C’entra l’economia, c’entra la cultura, c’entra il governo e c’entra anche la sinistra che non indica una strada alternativa E …

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"Buon 2011, Pd: è l’anno decisivo", di Stefano Menichini

Buon 2011, Pd: è l’anno decisivo Hanno ragione le persone sagge che invitano a non considerare la vicenda di Mirafiori come il nuovo paradigma sul quale misurare meriti e demeriti, innovazione e conservazione, sinistra e destra: dare al metodo Marchionne il compito di riordinare l’intero sistema Italia avrebbe come unica conseguenza amplificare, generalizzare ed estremizzare un conflitto di cui non hanno bisogno la Fiat e Torino, figurarsi questo povero paese alla scadenza del 2010. È anche vero però che lo scontro sul futuro dell’auto arriva in un momento topico, e fatalmente diventa – nel merito e per metafora – un test cruciale per tanti. Innanzi tutto per il Pd e più in generale per le ambizioni e le aspirazioni del centrosinistra. Perché questo è l’amaro paradosso: aver predicato per tanto tempo che non è sulle donne o sui processi di Berlusconi che si deve dispiegare il conflitto politico; e poi, arrivati al momento in cui finalmente il lavoro torna a invadere il dibattito pubblico come un tema centrale (anzi, secondo Bersani, il tema per antonomasia …

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Battisti: Appello del Pd al Presidente Lula

Il testo della lettera che Piero Fassino, Emanuele Fiano e Andrea Orlando, presidenti, rispettivamente, dei forum Esteri, Sicurezza e Giustizia del Partito Democratico, hanno inviato questa mattina all’Ambasciatore brasiliano a Roma Josè Viegas Filho: “Chi ha scelto la violenza e l’omicidio come strumento di lotta contro le istituzioni democratiche e contro inermi cittadini deve saldare il proprio conto con la società. Le vittime del terrorismo non siano private del loro diritto ad avere giustizia” “Ci rivolgiamo al Presidente del Brasile Lula, che, come dirigenti del Partito democratico e militanti da sempre del fronte progressista in Italia, abbiamo sempre apprezzato e sostenuto.Mentre prosegue l’assordante silenzio del nostro governo, ci rivolgiamo a Lula, uomo di sinistra, perché pensiamo che nessun principio garantista e nessuna salvaguardia dei diritti universali dell’uomo può giustificare l’eventuale non concessione dell’estradizione per il terrorista Cesare Battisti, condannato in Italia all’ergastolo per quattro omicidi compiuti negli anni di piombo. In Italia esiste un ordinamento che prevede tre gradi di giudizio, garantisce il diritto alla difesa, assicura il pieno rispetto delle garanzie della persona, anche …

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Bersani a Marchionne:«Errore escludere chi dissente», di Simone Collini

È sbagliato escludere chi dissente. Un principio che deve valere anche per la Fiat. Pier Luigi Bersani stigmatizza l’esclusione della Fiomdalla rappresentanza di Mirafiori, pur riconoscendo la necessità che l’azienda investa. Il leader del Pd nega che il suo partito sia diviso sull’accordo per Pomigliano. E anche se ammette che tra i suoi la «discussione »non manchi (anzi, in generale dà un 6 meno al Pd in fatto di coesione interna, di contro a un 7 in iniziativa politica), dice che sull’operazione di Marchionne non ci sono distinguo di fondo: «Abbiamo una posizione molto chiara e la sosteniamo tutti». Questa. «Primo punto: la questione produttiva, l’investimento e la nuova organizzazione del lavoro. Su questo i lavoratori si pronunceranno, rispetteremo le loro decisioni,ma noi ci auguriamo che l’investimento venga confermato perché è molto importante per Torino e per l’Italia», dice il leader del Pd in un’intervista a Sky Tg24. «Secondo: quell’accordo contiene una cosa che non va e che riguarda la rappresentanza», aggiunge però. «Per noi non è giusto che chi dissente venga tagliato fuori dai …

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"Tra i quattro "vizi" indicati dal Colle i sussidi regionali voluti dalla Lega", di Alberto D'Argenio

Ecco la lettera a Berlusconi: attuare le promesse sui fondi. Il testo prevede che il 10% degli assegni sia riservato a chi vive nella regione sede dell´università. Quattro punti specifici e due richiami generali di grande portata, come la richiesta di aumentare le risorse a disposizione degli atenei e la necessità di «confrontarsi» con tutte le parti interessate nella lunga fase attuativa che la riforma Gelmini dovrà superare prima di diventare realtà. Sono queste le «criticità» contenute nella lettera che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al premier Berlusconi firmando la tanto contestata riforma dell´università. Missiva che contiene anche un bacchettata – per quanto ammantata da rilievo tecnico – alla Lega che, a gran voce, aveva ottenuto (articolo 4) di destinare il 10% delle borse di studio ai residenti nella regione in cui si trova l´ateneo. Una norma che vista dal Colle «appare non pienamente coerente con il criterio del merito». La battaglia del Carroccio era stata aperta dal governatore del Piemonte Roberto Cota, spalleggiato dal pasdaran Mario Borghezio che accusava: «I ragazzi …

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