cultura

"Ecco cosa fanno a Pompei" di Emiliano Fittipaldi

Dieci domande al Ministro Sandro Bondi e al dirigente del MiBac Marcello Fiori
1) La Corte dei Conti ha rilevato l’illeggittimità del decreto legge che affidava Pompei alla protezione civile per carenza di motivazioni (i cani randagi e le guide abusive non costituivano motivo sufficiente). Cosa pensate di quella pronuncia?

2) Quali attività ha svolto il Commisario con i poteri in deroga alla legislazione ordinaria che non avrebbe potuto fare un Soprintendente munito degli stessi poteri ?

3) Perché non si sono dati al Soprintendente Guzzo gli stessi poteri che si sono dati ad altri funzionari del Ministero come Cecchi a Roma o Marchetti a L’Aquila? Quali specifiche competenze tecniche potevano vantare Profili o Fiori ?

4) le foto mostrano come i lavori per l’impianto elettrico realizzato dal Commisario per l’allestimento del Teatro di Pompei siano stati effettuati con le ruspe. Chi ha ritenuto che lo scavo con mezzo meccanico sia la corretta metodologia di scavo in piena area archeologica?

5) I lavori del teatro erano stati stimati nel progetto iniziale della Soprintendenza – che prevedeva il restauro della cavea in marmo, non in tufo – circa 1,8 milioni di euro; il costo finale dei lavori fatti dal Commissario, con la cavea in tufo, superano i 5 milioni. Come si giustifica l’incremento di spesa?

6) Perché si è ritenuto di dover aggiungere al logo della Soprintendenza Speciale di Pompei un nuovo logo e un sito web “Pompei viva” se quella del Commissariato era una gestione temporanea? Dai bilianci trovati da L’espresso, Pompeiviva è un progetto costato centinanai di migliaia di euro.

7) Considerato che la Soprintendenza disponeva già di una cartografia digitale, è stato messo a punto dal Commissario un sistema informativo geografico dedicato al monitoraggio della manutenzione ? E se si, perché non ha funzionato ?

8) Nella domus di Giulio Polibio sembra sia stata spesa la somma di circa 900.000 euro per la presentazione dei due ologrammi e la percezione multisensoriale, e soli 56.549 euro per la manutenzione delle strutture. Può essere stata questa la causa del cedimento di una trave avvenuto nell’atrio della casa il 29 settembre scorso ?

9) Non sarebbe stato meglio spendere invece di 102mila euro per limitare il randagismo più soldi per mettere a posto la canalizzazione della acque reflue?

10) Quanti crolli ancora ci devono essere prima che il ministro Bondi decida di dimettersi?

L’Espresso 03.12.10

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