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I parlamentari modenesi: un Paese senza guida

Voto di fiducia, la preoccupazione dei 6 eletti alla Camera e al Senato. Al voto in Parlamento sulla fiducia al governo hanno partecipato oggi anche i 6 parlamentari modenesi del Pd: i senatori Barbolini e Bastico, gli onorevoli Ghizzoni, Levi, Miglioli e Santagata. Ecco i loro commenti a caldo al termine delle votazioni in Senato e alla Camera.
Barbolini: “Il voto di oggi, al Senato ma soprattutto alla Camera, certifica la sussistenza del governo ma non l’esistenza di una maggioranza per guidare il Paese. Il dibattito in Senato, dove la fiducia era scontata, ha dimostrato la lontananza di Pdl e Lega dalla grave crisi sociale, economica, morale del Paese. Resta la necessità di una svolta che chiuda la stagione del berlusconismo e restituisca serenità, fiducia e speranza agli italiani. Il Pd continuerà a lavorare per questo”.

Bastico: “E’un voto di fiducia che non garantisce un governo autorevole per il paese. E’ un voto di fiducia che, se non sarà sostenuto da un rapido allargamento della maggioranza, porterà il Paese rapidamente alle elezioni, in un contesto di crisi economica e occupazionale senza precedenti per gravità.
Oggi il Parlamento ha votato in un clima di grande tensione all’interno e all’esterno: una contestazione violenta con lanci di pietre e di bombe carta è giunta fino al Senato, manifestando contro il Parlamento, luogo della democrazia. Si tratta non di studenti, ma di frange di contestatori violenti, che hanno screditato le pacifiche manifestazioni di decine di migliaia di studenti e ricercatori che hanno legittimamente espresso il loro dissenso nei confronti dei tagli del governo e della riforma universitaria”.

Ghizzoni: “La seduta più drammatica della legislatura si é conclusa cosí: sventolio di bandiere italiane e intonazione dell’inno nazionale da parte del Pdl, nel silenzio raggelante della Lega. E’ la perfetta metafora della maggioranza appena confermata, anche attraverso l’ignobile acquisto di deputati, che altrettanto ignobilmente si sono fatti comprare. E da domani si ricomincia. Con il decreto sui rifiuti di Napoli. E il governo é destinato ad andare sotto, perché in realtà la maggioranza politica non c’é più e perché i voti si possono comprare, ma non sempre”.

Levi: “Oggi Berlusconi si è salvato ma i numeri parlano chiaro: la larghissima maggioranza che le elezioni e una indecente legge elettorale gli avevano consegnato appena due anni fa è andata in briciole e si è ridotta a poco più di niente. L’enorme distanza tra quanto era stato promesso e quanto è stato realizzato ha prodotto i suoi inevitabili effetti. L’Italia ha bisogno di cambiamenti per tornare a crescere, per creare lavoro e occupazione. Non potranno mai essere un governo e una maggioranza in agonia a realizzarlo”.

Miglioli: “Brutta pagina nella vita del Paese con un governo che si aggrappa a un’esile maggioranza per restare al suo posto. La sostanza purtroppo non cambia. Con tre voti in più non si può governare e questa crisi è soltanto rinviata. Già dai prossimi giorni sarà chiaro, nel corso dell’attività parlamentare che questo governo non può reggere. D’Altra parte anche le elezioni anticipate sarebbero una inutile scorciatoia di fronte alla gravità delle questioni che sono sul tappeto. Quello che serve è un altro governo con una larga maggioranza che affronti al più presto due o tre questioni urgentissime, a partire dalla legge elettorale”.

Santagata: “La maggioranza si è sfaldata, al di là dei numeri, e il Paese rischia un pericoloso vuoto di governo. Ancora una volta si sono anteposte le esigenze personali ai bisogni degli italiani. Va anche detto che le invettive di Di Pietro contro il presidente del Consiglio non riescono a coprire lo sconcerto per la defezione di alcuni colleghi dell’Idv.

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