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"Nella scuola gli stipendi più bassi I docenti guadagnano in media il 5% in meno degli altri statali", di Carlo Forte

Gli insegnanti e gli operatori scolastici guadagnano circa 2500 euro l’anno in meno rispetto alla media degli altri dipendenti della pubblica amministrazione. E guadagneranno ancora meno nei prossimi due anni. È quanto emerge dal rapporto sul budget dello stato pubblicato il 6 dicembre scorso dalla Ragioneria generale dello stato guidata da Mario Canzio.

A fronte di una retribuzione media annuale di 42.500 euro per dipendente statale, il dipendente scolastico, docente o non docente, guadagna meno di 40mila euro. E la forbice si allarga se si fa il confronto con i dipendenti del ministero dell’economia, delle politiche agricole e della giustizia, che guadagnano mediamente 50mila euro l’anno.

Ma i costi delle amministrazioni sono destinati a diminuire in tutti i comparti per via dei tagli disposti dalle leggi finanziarie di questi ultimi anni. E la scuola farà la parte del leone. Perché impiega quasi un milione di persone, tra docenti e non docenti. Secondo i dati diffusi dalla Ragioneria, i costi totali stimati per l’anno 2011 ammontano 40.446.362.000 euro, in leggera diminuzione per il 2012 (-2,82%) e per il 2013 (-3,59%). Rispetto al budget del 2010 i costi previsti per il 2011 diminuiscono del 7,70%, in particolare il costo del personale (-8,03%, in valore assoluto 3.447.511.000 euro). Mentre rispetto al consuntivo 2009 la diminuzione è dell’8,07%, sempre derivante dalla diminuzione del costo del personale dell’8,27%. Il costo del personale, sempre dalle rilevazioni della Ragioneria, è stimato per il 2011 nell’ordine di 39.507.445.000 euro, pari al 97,68% del totale costi del ministero, con una diminuzione per il 2012 del 2,88% e per il 2013 del 3,67%. Rispetto al budget 2010 presenta una rilevante diminuzione. Ciò è dovuto in primo luogo alla variazione delle retribuzioni, che diminuiscono dell’8%. E tale variazione, dato il peso dell’amministrazione sul totale dei costi delle amministrazioni centrali, è comunque rilevante a livello stato. E in secondo luogo dagli «anni-persona», che diminuiscono dell’8,10%, pari a 87.365 anni persona. Per anno-persona, la Ragioneria intende la quantità di risorse umane utilizzate a qualsiasi titolo presso il centro di costo, calcolato in 12 mesi. La riduzione degli anni-persona è in linea con quanto previsto dall’art. 64 del decreto legge 112/08. Che prevede, ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall’anno scolastico 2009/2010 e successivi, l’adozione di interventi e misure volti al raggiungimento degli standard europei e quindi all’incremento di un punto del rapporto alunni/docente.

In altre parole, la diminuzione dei costi avverrà principalmente aumentando il numero degli alunni per classe. E dunque, costituendo meno cattedre. Perché ogni docente avrà più alunni. Per quanto riguarda il costo medio, a livello di ministero si osserva una stabilità rispetto al budget definito 2010, con la sola eccezione del dipartimento per l’università, l’alta formazione artistica, musicale coreutica e per la ricerca, che registra un aumento del costo medio del 5,47%.

da ItaliaOggi 14.12.10

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Manuela Ghizzoni
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