attualità, politica italiana

Un Governo clinicamente morto

Il governo ottiene 314 voti. 311 i voti a favore della sfiducia, 2 gli astenuti. Bersani: “Il governo non c’è più. Abbiamo ottenuto il massimo”.(pubblichiamo tutti gli interventi in aula dei nostri senatori e deputati). “Non cambia nulla il Governo non ce la fa. La crisi politica esce drammatizzata”. Cosi’ il segretario del Pd Pier Luigi Bersani commenta la fiducia ottenuta dal Governo.
Bersani rivendica l’impegno del Pd per tentare di far cadere il Governo: ”Abbiamo ottenuto il massimo in questo momento, è un governo clinicamente morto”. Il leader Pd respinge anche ipotetiche accuse di aver sbagliato a dialogare con Fini e Casini: ”Non vedo lo sbaglio, la maggioranza aveva 60-70 voti di vantaggio e ora ne ha solo tre”.

Pier Luigi Bersani intervenendo in aula alla Camera avvisava il premier: “Noi siamo tranquillissimi perché comunque vada oggi per voi sarà una sconfitta, sarà una vittoria di Pirro. Lei, presidente non è più in
grado di governare e con un voto in più insegue l’instabilità pilotata
per guidare la macchina verso le elezioni. Siamo davanti ad un voto incerto, la conta è mobile, certe botteghe non chiudono mai, sono aperte h 24 anche in questi minuti”. Poi ha ricordato che oggi “moderato è chi mantiene la famiglia con 1000€ e non chi porta i capitali all’estero o difende chi infrange le quote latte”.

In Senato Anna Finocchiaro durante la dichiarazione di voto ha replicato ad alcune affermazioni di Berlusconi. Sulla ricostruzione in Abruzzo la capogruppo del PD ha consegnato a Berlusconi una nota che, ha detto, “Eviti di ‘irritare’ ancora di più le vittime del terremoto con le ‘strane’ cose che ha detto ieri. Sull’emergenza rifiuti in Campania sarà bene che la destra non vinca il Comune di Napoli, altrimenti Berlusconi non saprà più su chi scaricare la colpa della sua incapacità. Sulle affermazioni di Berlusconi sul debito pubblico, vorrei ricordare la storia del debito dal 1972, con dati della Banca d’Italia alla mano. Le punte più alte sono del ’96, dopo due anni di Governo Berlusconi, con il 124,5 per cento e oggi, dopo altri due anni e mezzo di governo Berlusconi, con il 121 per cento? L’impennata si ebbe con il governo Craxi ’83-’87. Berlusconi – conclude Finocchiaro – dovrebbe ricordare quegli anni: furono quelli del famoso Dl Berlusconi, due volte reiterato, diventato legge nel 1985 per durare sei mesi e durato fino al 1990. E con il quale, in spregio della sentenza della Corte Costituzionale, si permetteva alle televisioni del premier di trasmettere sul territorio nazionale”.

Già ieri Bersani, ad una cena con oltre 500 imprenditori organizzata dal PD del Lazio, aveva detto: “In ogni caso questo governo finisce. Non garantisce e non può garantire più stabilità al Paese. Questa è veramente una preoccupazione per noi, perchè dovremo prima poi prendere in mano il governo di questo paese e porre rimedio ai danni prodotti da questo governo: evasione, poca crescita, aumento della spesa corrente, meno lavoro, meno attività per le nostre imprese. Non abbiamo paura delle elezioni perchè dopo sedici anni questo paese non ne può più. E’ chiaro che se il governo avesse una maggioranza striminzita avremmo un governo precario. Siamo al tramonto di Berlusconi”.

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