cultura

"Nove indagati per i crolli di Pompei", di Stella Cervasio

Non è stata colpa della pioggia. Sott´accusa tecnici e soprintendente. Bondi: i giudici faranno luce. Per la Procura di Torre Annunziata c´è stata imperizia o negligenza nei lavori del 2009. Pareti e tetti sbriciolati hanno fatto il giro del mondo, attirando lo sdegno di chi ha a cuore le sorti delle bellezze d´Italia. Il crollo della Schola armaturarum, la congrega dei giovani pompeiani forse collegata ai gladiatori, i muri del viridarium della Casa del Moralista. La caduta di questi e di altri “pezzi” di Pompei non è stata colpa della grande pioggia delle scorse settimane. Per la Procura di Torre Annunziata c´è stata imperizia o negligenza da parte di chi aveva responsabilità nei confronti dell´area archeologica.
Nove avvisi di garanzia per crollo colposo sono stati notificati in soprintendenza dai carabinieri su delega del pubblico ministero Stefania Di Dona, con il coordinamento del procuratore Diego Marmo. I fatti si riferiscono al 2009, anno in cui venne realizzata l´impermeabilizzazione del tetto della Schola armaturarum, l´edificio che si è letteralmente polverizzato il 6 novembre scorso. Un lavoro fatto a regola d´arte, rispettando tutte le accortezze per evitare cedimenti? Questo il sospetto avanzato dall´indagine, anche alla luce dei primi risultati delle perizie. Tra gli indagati i responsabili scientifici, soprintendente e direttore dell´epoca, e l´ufficio tecnico quasi al completo. A capo della soprintendenza di Pompei c´era l´archeologo Piero Giovanni Guzzo mentre il commissario straordinario nominato dal governo era l´ex prefetto Profili, al quale sarebbe succeduto Marcello Fiori. Con il soprintendente in pensione sono indagati l´attuale direttore degli Scavi, Antonio Varone, e poi l´architetto restauratore della soprintendenza Paola Rispoli, il tecnico geometra Aldo Borriello, l´architetto capo dell´ufficio tecnico dell´area archeologica Valerio Papaccio, il funzionario ora in pensione Maria Grazia Del Greco e l´amministratrice della ditta di costruzioni salernitana che ha eseguito i lavori, Anna Maria Caccavo. Ora le macerie saranno rimosse e comincerà la ricostruzione.
Nessun commento da Guzzo e da Varone. «Tecnici e responsabili di esperienza e dalle provate capacità», è il commento unanime in soprintendenza a Pompei. Soddisfatto dell´azione della magistratura il ministro Bondi, il cui voto di sfiducia è slittato a dopo le feste: «In piena autonomia i giudici faranno luce. Sono stato messo sul banco degli imputati come se fossi l´unico responsabile». Ma da sinistra nuove accuse sul Mibac: «Se Bondi ritiene che sia sufficiente l´avvio di un´indagine per formulare un giudizio politico definitivo – dice Orfini (Pd) – gli suggerirei di applicare lo stesso metodo al suo presidente del Consiglio». «Il ministro – dice la deputata Pd Luisa Bossa ex sindaco di Ercolano – non è esente da responsabilità politiche».

La Repubblica 17.12.10

Condividi