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Renzi paga, Matteoli fugge

«Mi mancava solo prendere una pala per spalare la neve». Il ministro Altero Matteoli dice di avere la coscienza pulita.
«Più di quello che ho fatto non potevo fare. Quando ho avuto contezza dell’emergenza ho parlato con i vertici di Austostrade per l’Italia, Ferrovie, Anas, Protezione civile». Dice: «Chi ha sbagliato paghi». Appunto, chi? Ora la domanda é semplice semplice: perfino Matteo Renzi ha fatto autocritica, si è preso le sue colpe e ha ammesso che si poteva fare di più.
Ma il sindaco deve rispondere dei disagi dei cittadini di Firenze bloccati nel traffico. E degli altri? Chi risponde delle ore al freddo e al buio passate dalle centinaia di automobilisti intrappolati sull’A1 nella notte tra venerdì e sabato? E chi risponde del caos nel quale sono precipitati i passeggeri dei treni impazziti lo stesso giorno? Matteoli dice che nelle ore più drammatiche «ci ho messo la faccia per una cosa di cui, francamente, il ministero non è responsabile». Come, non è responsabile? E allora a quale titolo ieri ha convocato i vertici di Anas, Autostrade e Ferrovie per chiarire ritardi e responsabilità? E a chi devono rispondere i concessionari Autostrade o Anas se non offrono gli standard minimi di servizio che sarebbero tenuti a rispettare?
Non è casuale che Matteoli abbia annullato la propria partecipazione, questa mattina, alla cerimonia di inaugurazione per il completamento dello scavo della variante di valico Firenze-Bologna. Anche perché si troverebbe faccia a faccia con quel presidente della regione Toscana che, grazie a un pressing sulle società concessionarie arrivato a minacciare una class action, ha già ottenuto dei risultati come una promessa di rimborso per le vittime del venerdì nero sulle strade. Anche le Ferrovie dovrebbero fare altrettanto. Matteoli, invece, fugge.
E dire che l’allarme, per una volta, non era stato sottovalutato. Alle 15.47 di giovedì le agenzie di stampa battevano l’allerta per «diffuse nevicate fino in pianura con cumulati abbondanti» in provincia di Firenze. Quindi nessuno può dire “io non sapevo”. Anche il ministro ammette che una sottovalutazione c’è stata, ma non da parte sua.
È ormai chiaro che nessuno ha avvisato né camionisti né automobilisti dei problemi che avrebbe incontrato mettendosi in auto quel giorno sull’A1. E l’informazione su strade e autostrade è stata praticamente inesistente.
Chi, poi, cerca di annegare le responsabilità italiane guardando al maltempo nel resto d’Europa non sa di cosa parla. Siamo quasi certi che nel consueto italianissimo gioco del cerino, il cerino finirà per spegnersi. E Matteoli non lo terrà acceso.

da Europa Quotidiano 21.12.10

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