scuola | formazione

"Formazione, rivoluzione emiliana Pronta la legge sulle qualifiche. Possibile anche diplomarsi", di Emanuela Micucci

La formazione professionale non va di moda? Le regioni si fanno la propria riforma per renderla più attraente agli studenti. L’ultima l’Emilia Romagna, che sta approvando le delibera della giunta regionale sul nuovo sistema regionale d’istruzione e formazione professionale (Ifp). Intanto, in Sardegna è la Cisl a chiedere la riforma regionale del settore.

Mentre la Lombardia si gode il successo del proprio sistema d’Ifp appena decretato dall’ultimo rapporto PISA 2009. Il modello emiliano prevede dal prossimo anno scolastico un percorso unitario tra istruzione e formazione professionale che raccorda i percorsi degli istituti scolastici e dei centri di formazione, rendendoli equivalenti e complementari. «Permette a tutti i ragazzi», spiega dall’assessore regionale alla scuola e formazione Patrizio Bianchi, «di fare un percorso di 5 anni per arrivare al diploma oppure di 3 anni per acquisire una qualifica. Nel nuovo sistema la regione investirà 55 milioni di euro all’anno». A gestire i percorsi triennali istituti professionali in sussidiarietà o enti di formazione professionale accreditati, secondo una coprogettazione tra scuola e enti che rappresenta la sfida del modello emiliano. Una controriforma Gelmini. Infatti, il riordino degli istituti professionali partito a settembre stabilisce percorsi quinquennali anche per l’istruzione professionale, che finora rilasciava una qualifica già al termine del terzo anno. L’Emilia Romagna, inoltre, sta pensando di realizzare un quarto anno per consentire agli studenti di rientrare nel percorso quinquennale e conseguire il diploma di scuola superiore. In Sardegna, invece, la Cisl chiede con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto tra regione e sindacati per predisporre una riforma organica del sistema d’Ifp. Il 46% dei 18000 studenti sardi, infatti, sceglie di iscriversi al liceo, segno che «la risposta sulla filiera delle scuole a indirizzo tecnico è, dunque, deludente», sottolinea il sindacato, accusando anche il mondo delle imprese di aver sollecitato un rilancio dell’istruzione tecnica senza offrire esiti occupazionali. E la legge quadro regionale è anche una delle proposte della Cisl alla giunta regionale per abbattere la disoccupazione. In Lombardia, invece, il 17% dei ragazzi sceglie la nuova istruzione e formazione professionale regionale. E il modello lombardo, avviato nel 2007 con la legge 19, sembra dare risultati positivi. Come rivela l’ultimo rapporto internazionale PISA 2009, dove la Lombardia è la regione italiana che raggiunge i migliori posizionamenti, superando la media Ocse in lettura (522) matematica (516), scienze (526). Posizionandosi in lettura al livello del Canada, terzo migliore Paese, e in matematica poco sotto il Giappone (519) e sopra l’Australia (514). Un dato su cui «probabilmente incide la riforma regionale dell’istruzione e della formazione professionale», commenta Mario Cipollone, presidente dell’Invalsi.

da ItaliaOggi 28.12.10

******

“Al via la gara per agguantare iscritti
Le scuole devono pianificare l’offerta formativa: le preiscrizioni si fanno entro il 12 febbraio”, di Alessandra Ricciardi

Da gennaio scuole in gara per agguantare nuovi iscritti. Il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, firmerà nei prossimi giorni la circolare sulle iscrizioni all’anno scolastico 2011/2012. Il termine fissato è unico per tutti gli ordini di scuola: entro il 12 febbraio, i genitori, e gli studenti se maggiorenni, dovranno presentare la relativa domanda.

Il che significa che appena riapriranno i battenti, presidi e insegnanti dovranno attrezzarsi da una parte per le attività di orientamento e dall’altro per la pianificazione dell’offerta formativa necessaria a convincere nuovi studenti a sceglierli. In un sistema sempre più concorrenziale, in cui dalla popolazione studentesca dipendono i finanziamenti ma anche lo stesso mantenimento in vita della scuola in quanto istituzione autonoma, l’appuntamento con le iscrizioni è decisivo. Da quest’anno c’è poi la grossa novità dei nuovi licei, ma soprattutto degli istituti di formazione professionale che a seguito dell’intesa raggiunta in conferenza stato-regioni, il 16 dicembre scorso, non potranno più accogliere iscritti alle classi prime dei vecchi corsi di qualifica triennale. Prorogati per l’anno in corso ma in regime surrogatorio. Quello degli istituti professionali è il canale più debole dell’istruzione secondaria, quello con il più alto tasso di dispersione, a cui la mazzata definitiva potrebbe giungere proprio dai corsi triennali, abilitati a rilasciare 21 qualifiche utili ad accedere subito al lavoro. E ad adempiere all’obbligo formativo a 16 anni.

Il ministero è deciso a precisare che gli istituti professionali potranno rilasciare qualifiche ma in regime di sussidiarietà: gli studenti potranno chiedere di frequentare l’istituto per cinque anni, ma contemporaneamente al terzo anno di conseguire la qualifica professionale presso lo stesso istituto; i professionali potranno poi organizzarsi anche per le sole qualifiche. In questo caso sarà necessario però avere il via libera dall’assessore regionale competente, e rispettare gli standard formativi previsti per gli Iepf.

Resta sempre la possibilità di iscriversi nelle strutture formative accreditate dalle regioni (secondo il decreto ministeriale del 29 novembre 2009) esclusivamente per le qualifiche triennali.

Resta l’obbligo anche per il prossimo anno di fare domanda presso un solo istituto scolastico. Questo allo scopo di evitare alterazioni degli organici, per le quali, ricorda il ministero, possono ricorrere gli estremi per danno erariale. Ma è data possibilità alle famiglie di indicare, al momento dell’iscrizione, in subordine fino a 2 istituti di proprio gradimento nel caso in cui la prima domanda non dovesse andare a buon fine. Per evitare contestazioni, i presidi dovranno indicare, e pubblicare nell’albo, i criteri in base ai quali, in presenza di esubero di domande, se ne accolgono alcune a dispetto di altre. Il mancato accoglimento dell’iscrizione va comunicata e motivata per iscritto nel più breve tempo possibile. In modo da consentire l’opzione presso un’altra scuola.

da ItaliaOggi 28.12.10

Condividi