Mese: gennaio 2011

"Governo, due anni di ingiustizie", di Michele Ainis

Abbiamo provato a esaminare, una per una, tutte le leggi approvate dalle ultime elezioni a oggi. Non ce n’è una che citi la parola uguaglianza. In compenso abbondano i rincari, le sanzioni, le discriminazioni. E a volte le pure follie. Ma la legge è di destra o di sinistra? Che domanda, dipende dal cuoco che la sforna, è ovvio. Sicché, applicando le categorie di Norberto Bobbio, una legislazione cucinata dalla destra sarà orientata verso la libertà anche a costo di negare l’eguaglianza, una legislazione di sinistra ci servirà in tavola un menù perfettamente rovesciato. Proviamo allora a esaminare sotto questa lente i 32 mesi del governo Berlusconi, consultando per parole chiave la banca dati delle Leggi d’Italia. Risultato: zero. Nessuna legge cita l’eguaglianza, né “uguale”, “ugualmente” e via uguagliando (dunque Bobbio ci aveva visto giusto); però in nessuna legge risuona la parola “libertà”, né altri termini con la medesima radice. Sarà perché la funzione legislativa si è ormai spostata altrove, perché il Parlamento è poco più di un soprammobile nella casa delle nostre istituzioni? Può …

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Cresce l'evasione fiscale in Italia: nel 2010 scoperti redditi non dichiarati per 49,2 miliardi

Nel 2010 gli italiani non hanno dichiarato al fisco redditi per quasi 50 miliardi di euro. Precisamente 49,245 miliardi di euro, una somma cresciuta del 46% rispetto all’anno precedente. Il dato è contenuto nel rapporto annuale della Guardia di Finanza, presentato a Roma, e conferma quanto già reso noto dal comandante delle Fiamme Gialle, il generale Nino di Paolo, ai membri della Commissione Finanze della Camera nel corso di un’audizione lo scorso 26 gennaio. Stanati più evasori totali Ma non solo: la Guardia di Finanza ha scoperto 8.850 evasori totali (in aumento del 18% rispetto al 2009): persone e aziende che pur svolgendo attività economiche non hanno mai presentato una dichiarazione dei redditi e che nel 2010 hanno evaso redditi per oltre 20 miliardi (+47% rispetto al 2009) e Iva per 2,6 miliardi. Di questi, 3.288 hanno evaso più di 77mila euro di imposte. E sempre nel 2010 gli italiani hanno anche evaso quasi 30,5 miliardi di Irap e 6,3 miliardi di Iva. Ammontano invece a 635 i milioni di ritenute non versate o non …

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"Federalismo, i nuovi oppositori", di Luca Ricolfi

«Item di tipo Thurstone». Nella disciplina alquanto esoterica che insegno all’università (Analisi dei dati) si parla di «item di tipo Thurstone» quando, su un certo tema, si può essere ostili a qualcosa per ragioni opposte. In politica, ad esempio, fascisti e comunisti erano entrambi ostili alla Dc, ma su sponde antitetiche. E oggi, per fare un altro esempio, chi è contro l’Unione europea può esserlo perché rimpiange gli Stati nazionali indipendenti, o viceversa perché vorrebbe un vero governo sovrannazionale, con più e non meno poteri dell’attuale Parlamento europeo. Da qualche giorno questo genere di pensieri mi ronza nella mente, e non solo perché sto per iniziare il mio corso. È la traiettoria del federalismo che me li sta imponendo. Presi dal caso Ruby non ce ne stiamo accorgendo, ma sotto i nostri occhi si sta delineando un nuovo tipo di opposizione al federalismo. Un’opposizione diversa da quella classica, perché basata su argomenti non semplicemente diversi, ma del tutto antitetici a quelli degli anti-federalisti tradizionali. Il federalismo sta diventando un «item di tipo Thurstone». Vediamo un …

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"La follia del click-day per gli immigrati", di Tito Boeri

Attivate il “mini-client” e cliccate con il vostro “mouse”, come spiegato nella “slide” successiva, recitano le istruzioni del ministero. E attenti, aggiungeremmo noi, a non commettere errori nella compilazione della domanda: anche la minima incertezza nel trascrivere un nome o un indirizzo potrebbe costarvi cara. Non riuscireste a regolarizzare la persona cui affidate la cura dei vostri cari, detta “badante”. E voi immigrati con un permesso di soggiorno non potreste permettere ai vostri figli di raggiungervi senza doversi rivolgere ai criminali, quelli che organizzano il traffico degli immigrati clandestini, pagando un “pizzo” elevato e rischiando la loro vita. Tutto avverrà in poco più di un minuto nei tre click-day a vostra disposizione. Bisognerebbe chiamarli “abdic day”, perché sanciscono l’incapacità di governare i flussi migratori, la scelta di abdicare da questa responsabilità. Nel peggiore dei casi si lascia ai professionisti delle pratiche telematiche (le istruzioni sul sito del ministero sono tutt’altro che semplici e infarcite di termini inglesi, ostici per molti datori di lavori domestici) la scelta su chi regolarizzare e chi non. Nel migliore sarà …

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"Ora Berlusconi chiede aiuto a Bersani", di ce.bu.

Silvio Berlusconi è in difficoltà e questo è ormai assodato. Non si spiegherebbe altrimenti il contenuto e la forma della sua lettera pubblicata oggi sul Corriere della Sera e indirizzata al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. LEGGI IL TESTO Si potrà anche ironizzare su certe espressioni del premier, arrivate dopo giorni di verbali a luci rosse. Così come quando scrive di voler dare una “frustata” all’Italia oppure di non amare la “botta secca” per il Paese. Ma gli elementi che più fanno riflettere della lettera politica e programmatica di Berlusconi sono altri. Il presidente del Consiglio invita il leader dell’opposizione a stringere un patto bipartisan per far ripartire l’economia, ma lo fa fuori tempo massimo. Già mesi, ormai anni fa, era stato proprio Bersani a spronare l’esecutivo a darsi da fare per l’economia stagnante dell’Italia. E Berlusconi aveva sempre risposto parlando d’altro, di un’economia in salute o di giudici che lo perseguitavano. Ma non solo. Berlusconi nella sua lettera arriva a blandire Bersani (“uomo dalla cultura pragmatica dell’emiliano”) dopo avergliene dette di tutti i …

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"Linguaggio, ecco perché Berlusconi usa le parole postribolo o insufflare", di Leonardo Tondelli

Ci si abitua a tutto, col tempo, e il giorno che Berlusconi a rete unificate mostrerà le chiappe ai giudici noi spegneremo la tv sbadigliando, ormai assuefatti. Nel frattempo la scorsa settimana si è limitato a telefonare in diretta a Gad Lerner rimproverandogli di condurre non una trasmissione ma un “postribolo”, e di farlo in modo “spregevole, turpe, ripugnante”. Diamo per scontato che l’intervento di Berlusconi sia stato estemporaneo, e che lui abbia usato nella foga le prime parole che gli venivano in mente; al limite se le sarà appuntate su un foglietto prima di prendere la linea. Non suonano comunque incredibilmente sue? In effetti, chi altri in tv può permettersi, al colmo dello sdegno, di usare la parola “turpe”? Forse lo stesso presidente del Milan che si compiace di pronunciare “giuoco”, che si lamentava che qualcuno “insufflasse” notizie tendenziose ai quotidiani stranieri. Berlusconi del resto può dire quello che vuole, essendo il capo. Chiunque altro vada in tv, soprattutto sui suoi canali (cioè tutti, ormai), ha imparato da anni a limitarsi, a ridurre il …

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"Lega Predona e la stangata del federalismo", di Massimo Giannini

Con il decreto di Calderoli c’è una sola certezza: più tasse per tutti Dalla gigantesca cortina fumogena che avvolge il federalismo fiscale, nella versione municipale appena riscritta dal ministro Calderoli, emerge finalmente una luminosa certezza. Pagheremo più tasse. Secondo la grancassa leghista – amplificata da un governo che dalla Legge di Stabilità del 28 maggio 2010 non ha più varato uno straccio di misura strutturale – la rivoluzione federale avrebbe dovuto cambiare la storia italiana. Gli enti locali avrebbero lucrato un dividendo politico: rafforzare il rapporto con i cittadini con l’offerta di servizi più legati ai territori. I contribuenti avrebbero ottenuto un vantaggio economico: costi certi per le prestazioni, e meno imposte per tutti. La prima è e resta un’incognita assoluta. La seconda invece non lo è più. Il nuovo testo del decreto, che andrà all’esame della Commissione bicamerale della Camera giovedìi prossimo, prevede infatti una gragnuola di potenziali inasprimenti fiscali. Ai 4.781 comuni (ora sotto la soglia dello 0,4%) viene restituito il potere di aumentare le addizionali Irpef già a partire dal 2011. Non …

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