Mese: gennaio 2011

"L´etica relativa di un Paese indulgente", di Ilvo Diamanti

È probabile che i recenti scandali abbiano eroso ulteriormente la popolarità di Berlusconi. Che, dopo la scorsa estate, si era già sensibilmente ridimensionata. Non più del 35-36% degli italiani, infatti, valuta il suo operato con un voto uguale o superiore a 6.Cioè: la sufficienza. Tuttavia, non bisogna pensare che i nuovi scandali producano effetti immediati e visibili anche sul piano del consenso elettorale. In primo luogo perché parte dei consensi perduti dal Pdl vengono drenati dalla Lega. (E occorrerebbe un´opposizione davvero competitiva.) Poi, perché sarebbe errato pensare che Berlusconi abbia costruito il proprio consenso su valori specifici e “originali”, imposti da lui. In parte è vero il contrario. Berlusconi ha, semmai, intercettato un sentimento comune che gli pre-esisteva. Attraverso l´azione personale e mediatica. Da un lato, ha riprodotto la passione degli italiani per “l´arte di arrangiarsi”. Il distintivo nazionale, insieme all´attaccamento alla famiglia (come dimostrano le indagini condotte da Demos e liMes, negli ultimi vent´anni). Berlusconi lo ha esibito con orgoglio. L´uomo dei fatti, che si è fatto da sé. Imprenditore ingegnoso, riluttante alle regole …

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"Fiat, Chrysler e Volkswagen Modelli e tutele a confronto", di Marco Ventimiglia

L’appuntamento è per oggi pomeriggio nella sala conferenze del Pd dove si svolgeràunseminario sul settore dell’auto dopo le tumultuose vicende che hanno portato all’approvazione dell’accordo su Mirafiori «Va bene, la Fiat ha imposto il referendum su Mirafiori, il cui risultato va comunque accettato, però adesso il re è nudo. Ora tocca a Marchionne dimostrare che ci mette i soldi, che ci sono dei nuovi modelli, che gli operai potranno veramente compartecipare agli utili se non contribuire alle decisione aziendali». Cesare Damiano, capogruppo dei democratici in Commissione Lavoro alla Camera, parla alla vigilia di un importante appuntamento. Oggi pomeriggio alle 18, presso la sala conferenze del Pd a Roma, si svolgerà un seminario di approfondimento che assume anche una valenza di grande attualità,come suggerisce il suo argomento: “Il settore dell’auto nella globalizzazione tra tutele e competitività. Tre casi a confronto: Fiat Chrysler e Volkswagen”. «Con questa iniziativa – spiega Damiano – vogliamo uscire fuori dalla trincea e capire come stanno veramente le cose. E per farlo occorre occuparsi della realtà all’interno delle fabbriche d’automobili, confrontare gli …

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"L'inglese? Insegnatelo prima delle elementari", di Vera Schiavazzi

E se a Parigi pedagoghi come Michel Morel ironizzano sull´inglese non soltanto a 3 ma anche a 5 anni (“come si può imparare un´ora alla settimana la lingua di Shakespeare quando alla stessa età i bambini non conoscono ancora la propria?”), in Italia gli esperimenti più importanti in questo campo vengono cancellati, o semplicemente si esauriscono, per mancanza di fondi. È il caso di Torino, dove non ci sono più soldi – denuncia il Coordinamento genitori – per pagare insegnanti di madre lingua dedicati ai bimbi dell´ultimo anno delle scuole comunali d´infanzia, o della Sardegna, dove il massiccio investimento compiuto su Sardinia speaks english è durato tre anni ma ora appare incerto. Asili e scuole d´infanzia bilingui non mancano, come non manca l´autorganizzazione della madri, che a Roma come a Milano promuovono una volta a settimana la “merenda all´inglese”: con una cifra compresa tra i 50 e gli 80 euro da suddividere tra le famiglie, quattro o cinque bambini vengono intrattenuti con favole, filastrocche e canzoncine in inglese da un´insegnante madrelingua che fa anche da …

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"A Torino, il progetto sperimentale di valutazione dei docenti proprio non passa…", a cura di flcgil.it

Ma il MIUR non si arrende all’evidenza e insiste, estende… Il messaggio è chiaro: va bene tutto purchè si faccia qualcosa, purchè si possa dire che il progetto è partito. Pezze a colori su un tessuto che non c’è. Dovevano trovare 20 scuole disposte a fare la sperimentazione nella città di Torino. Non le hanno trovate. Hanno allargato alla provincia. Ne sarebbero bastate anche 15 di scuole, ma nemmeno in tutta la provincia le hanno trovate. Ragionevolezza avrebbe suggerito di fermarsi, di chiedersi perché il progetto sulla valutazione dei docenti venga rifiutato in modo così massiccio. No, si persevera. Il 24 gennaio scorso il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Francesco de Sanctis ha vergato una circolare regionale avente per oggetto proprio il progetto sperimentale, nella quale si assicura innanzitutto che il dottor Biondi, capo dipartimento del MIUR, incontrando i dirigenti scolastici dell’ambito territoriale torinese, ha fornito significative risposte in ordine alle proposte e ai quesiti precedentemente avanzati dalle scuole. Informa subito dopo che poiché si vuole (adesso?!!!) il coinvolgimento dei protagonisti, il campione …

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Sempre di più i minori stranieri in Italia. Ma anche le loro difficoltà sono in aumento

Cresce la presenza di bambini e adolescenti stranieri residenti nel nostro paese – 932mila di cui 572mila nati in Italia – ma si restringono le maglie dell’accoglienza e dell’inclusione. È la conclusione a cui giunge il secondo Rapporto annuale di Save the Children su «I minori stranieri in Italia», reso noto oggi. La legge 94-2009, meglio nota come “legge sulla sicurezza”, secondo l’organizzazione si sta rivelando un ostacolo che interrompe o rende più difficile il percorso d’integrazione intrapreso – spesso con grande abnegazione e impegno – da tanti minori stranieri non accompagnati, i cui viaggi verso l’Italia peraltro sono diventati ancora più rischiosi a seguito della ratifica dell’accordo Italia-Libia avvenuta nel febbraio 2009. La scuola italiana – tradizionale fulcro dell’integrazione – è sempre più in affanno, e la previsione di un tetto del 30% di alunni stranieri per classe non ha certo contribuito a migliorare la situazione. Il 2010 ha segnato inoltre un periodo di grave difficoltà per centinaia di bambini rom, a causa di sgomberi realizzati senza predisporre misure alternative di accoglienza. L’8% dei …

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"Le donne dicono basta Se non ora, quando?", di Michela Marzano

Bella immagine dell´Italia! Per chi sembrava ossessionato dall´idea che ci si poteva fare all´estero del nostro Paese, accusando alcuni intellettuali di “tradire l´Italia” con i propri libri e i propri articoli, il risultato è eccellente. Perché ovunque, ormai, non si parla d´altro che delle serate “bunga-bunga” del nostro premier. Di Ruby e di Iris. Di seni e di raccomandazioni. Di prostitute minorenni “ricoperte d´oro” per tenere la bocca chiusa… Bella immagine della donna. Ma anche dell´Italia, che per anni ha chiuso gli occhi di fronte al baratro in cui le donne stavano precipitando. Perché ormai non si tratta nemmeno più della semplice trasformazione della donna in un corpo-immagine, ma della sua progressiva e inevitabile riduzione ad un corpo “usa e getta”. Ormai ci siamo. Di nuovo impigliati nelle patetiche reti degli Arcana Imperii: segreti, corruzione, orge. Forse è per questo che non si può più restare zitti, e che nei prossimi giorni ci saranno numerosi appuntamenti per dire “basta”. Basta, lo diranno tra gli altri Eco, Saviano e Zagrebelsky il 5 febbraio a Milano, durante …

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"Mille sfide per un lavoro. Viaggio nella generazione che non riesce a guadagnare e a crescere", di Serena Uccello

Mentre Roberto risponde trafelato al telefono, Betty sta preparando la cena per il compagno, la figlia, la nipote. Roberto è a Roma, Betty a casa, provincia veneta. Roberto, sono le sette di sera ed è ancora in ufficio: sta chiudendo una riunione. «Ci sentiamo dopo», dice. Richiama un’ora più tardi. «Ora possiamo parlare» e si sente in sottofondo il fruscio che fanno gli auricolari. «Sono in motorino – spiega – ma se rinviamo domani sarà anche peggio». Betty e Roberto sono madre e figlio. Lui è un ingegnere con una specializzazione nel settore ambientale, un trentenne che cerca di costruirsi professione e vita, lei un’infermiera oggi in pensione. Roberto non fa parte di quel 28,9%, certificato dall’Istat, di giovani disoccupati. Non si sente un “bamboccione” perché un lavoro ce l’ha e sembra rifuggire anche da quella retorica «secondo cui i giovani sono indistitamente vittime» di cui scrive il professore Alberto Alesina in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore dello scorso venerdì. Roberto e Betty fanno parte dello stesso mondo e allo stesso tempo appartengono …

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