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"Tanti, giovani e arrabbiati. Parlano gli studenti", di Giuseppe Rizzo

Tanti, giovani e arrabbiati. I ragazzi dell’Unione degli Studenti medi si sono dati appuntamento a Roma per rinnovare i vertici del proprio sindacato e ne hanno approfittato per ribadire le loro critiche a Berlusconi e al governo. Due giorni, tra ieri e oggi, in cui mettere sul tavolo le proprie proposte in vista della manifestazione in difesa della Costituzione e della scuola del 12 marzo e definire le linee per le prossime iniziative. Sono più di trecento e tutti censurano l’attacco del premier agli “insegnanti che inculcano principi diversi da quelli dei genitori”. «Quelle di Berlusconi», dice Mariano Di Palma, coordinatore nazionale dell’Uds, «sono frasi che confermano ancora una volta l’azione di distruzione della nostra cultura, per questo scenderemo in piazza il 12 e nei prossimi mesi, ribadiremo che la scuola è un valore e non un feticcio, e lo faremo con le nostre proposte e senza farci strumentalizzare ». La paura maggiore è quella che tutto si riduca all’ennesimo polverone sollevato dal premier. «Non vogliamo che la nostra lotta – aggiunge Di Palma – diventi l’ennesimo tentativo di spallata al governo. Il tema dell’istruzione pubblica è un tema serio, che va discusso al di fuori delle posizioni ideologiche che lo hanno caratterizzato finora. Per questo chiediamo alle opposizioni di unire le forze e lavorare assieme per fermare la scure del governo». Appello condiviso anche da Raffaele Giovine, terza liceo scientifico a Caserta: «Oggi è quanto mai necessaria, anche tra noi studenti, un’opposizione unita e di qualità. C’è bisogno di una classe politica nuova, con cui poter lavorare assieme, perché noi siamo la vera alternativa. In un mondo globalizzato, le sfide sono nuove, perciò c’è bisogno di energie nuove». Energie a cui guarda anche la Cgil. «Di questi ragazzi abbiamo bisogno – dice Vera La Monica della Segreteria Confederale – Sono la forza per cambiare questo paese, una forza critica, dirompente, che noi tutti abbiamo il dovere di ascoltare». E i ragazzi, di cose da dire, ne hanno. «Noi, a suo tempo – ribadisce Di Palma – avevamo elaborato una controriforma Gelmini, una riforma a costo zero che prevedeva la costruzione di un unico ciclo scolastico che unisca scuola media e scuola elementare, per esempio, una riforma 2+3 della scuola superiore, con un biennio unico e la possibilità di un triennio di specializzazione, e tante altre cose. Ma prima di tutto bisogna porre fine a un governo ai limiti della democrazia».

L’Unità 06.03.11

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