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Gheddafi/Berlusconi, affari in comune e conflitto d'interessi con la Quinta Comunication

Fiano e Orfini:”Italia e Berlusconi recidano i legami con i fondi libici. Di fronte alle stragi del dittatore nessuna connivenza può essere tollerata”. Caos in Libia, Gheddafi annuncia la tregua, i ribelli continuano a combattere. In Libia il regime annuncia la tregua, ma senza riscontri oggettivi. In Italia il Partito Democratico chiede al governo e alla maggioranza di recidere i legami con i fondi libici che hanno compartecipazioni in numerose banche e aziende italiane, e dove spunta l’ennesimo conflitto d’interessi di Berlusconi, in affari con Gheddafi.

In una dichiarazione Emanuele Fiano, presidente del forum Sicurezza del Partito Democratico, chiede al “governo e al mondo dell`economia privata italiana di interrompere qualsiasi tipo di rapporto con le partecipazioni di Gheddafi nelle imprese italiane, compresa ovviamente la Quinta Communication compartecipata dal presidente del Consiglio”. La società a cui si riferisce Fiano è attiva da anni, seppur non visibilissima. Nel settembre 2009 il Guardian, analizzandone le operazioni finanziarie indicava il conflitto d’interessi e avvertiva: i negoziati Italia-Libia sono a rischio d’influenza per gli affari comuni dei due leader. Stessi toni anche per Matteo Orfini, membro della segreteria del Pd e responsabile Cultura e Informazione: “La vicenda degli incroci proprietari tra società del presidente del Consiglio e società partecipate da fondi di stati esteri – scrive – è già in sé qualcosa che chiarisce quanto il rischio di conflitto di interessi sia reale anche nella gestione della politica estera del nostro paese. Ma ancor di più, in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è indispensabile che il premier recida ogni legame con il fondo sovrano libico. Se nel Pdl fosse ancora rimasto qualche liberale – conclude Orfini – sarebbero proprio i compagni di partito di Berlusconi a chiederlo”.

E’ tregua per Gheddafi ma i ribelli continuano ad avanzare. Dopo la durissima battaglia a Zawiya che ha fatto decine di morti, il governo dichiara la riconquista di tre città. Gli insorti smentiscono: “È solo propaganda” e dicono di aver abbattuto due caccia. In mattinata l’ex segretario del PD, Walter Veltroni, era intervenuto su facebook chiedendo a partiti, sindacati e associazioni di massa di tornare in piazza con un grande movimento, simile a quello che tentò di impedire l’intervento in Iraq nel 2003: “Cedere all’egoismo e lasciare soli coloro che si battono, forse in modo confuso e contraddittorio, per la libertà non è da noi”.
“Di fronte alle stragi che gli uomini fedeli al dittatore di Tripoli stanno perpetrando nei confronti del loro popolo – insiste su questo Fiano – nessuna connivenza dell`Occidente può più essere perdonata, soprattutto se riguarda personalmente le aziende del capo del governo. Anche se non è chiaro come ora sia possibile aiutare gli insorti fattivamente, tutti noi occidentali dovremmo far sentire la nostra voce manifestando a favore della loro lotta”.

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