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«"Da soli nelle città medie". La Lega cerca lo strappo», di Fabio Poletti

Tre ore di riunione con tutti i colonnelli della Lega in via Bellerio attorno a Umberto Bossi poi, lo stato maggiore, si è spostato ad Arcore per la cena con Silvio Berlusconi e aprire la trattativa con l’alleato, nonostante l’intervento maxillofacciale cui è stato sottoposto il Presidente del Consiglio. Nel vertice pomeridiano messi i primi punti fermi sulle amministrative di maggio, dove il Carroccio ha la fortissima tentazione di correre da solo dove è più forte – «Ci sono posti dove ce la possiamo giocare», ammette il presidente del Consiglio regionale lombardo Davide Boni, e la tentazione è forte. La Lega potrebbe presentarsi insieme al Pdl solo nelle grandi città come Milano, Bologna e Torino. Mentre correrà invece da sola nel primo turno delle amministrative in alcuni piccoli o medi comuni, in deroga all’accordo con il Pdl.

Solo in Lombardia si vota in 223 Comuni. Quasi sicura è la partita su Milano. Dopo aver fatto melina per settimane, la Lega dovrebbe essere pronta a dare il via libera a Letizia Moratti sindaco, basta che il vice deciso a tavolino sia Matteo Salvini, il leader più attivo e promettente della Lega in faccia al Duomo. «E’ il nostro candidato ideale. Ha una conoscenza profonda della macchina amministrativa. Siede a Palazzo Marino da diciassette anni», lo promuove Davide Boni che secondo alcuni rumors era dato come candidato alternativo. Ma alla fine è lo stesso Boni a fare marcia indietro: «Io rimango al Pirellone. Non alimentiamo situazioni che non esistono, noi siamo un movimento politico coeso. La Lega giocherà una partita politica tutti insieme».

Il «tutti insieme» va ovviamente declinato all’interno del Carroccio. Perché la Lega – mai sfiorata dagli ultimi scandali che hanno indebolito l’immagine di Berlusconi, pronta a mettere all’incasso il federalismo tanto annunciato – è più che pronta a correre da sola dove si può. La base dai microfoni di Radio Padania lo chiede a gran voce e mica solo lì. Ci sono comuni – Varese, Gallarate, la provincia di Pavia – dove il Carroccio in solitaria potrebbe avere partita facile. Anche senza l’appoggio del Pdl, il sindaco di Varese Attilio Fontana potrebbe passare, magari pure al ballottaggio, ma con una certa sicurezza.

La tentazione di correre da soli continua a sfiorare anche i torinesi, nonostante il vertice di via Bellerio abbia deciso per l’alleanza fin dal primo turno. Il centrodestra ha messo in campo Michele Coppola. Ai leghisti piace, ma l’idea di avere un candidato proprio, piace ancora di più. Dal Pirellone a Milano, di rimando, Davide Boni spiega quella che è la filosofia della Lega in solitaria: «In alcune situazioni ci sono realtà così forti che c’è la possibilità di vincere da soli. Lo dico senza astio, ma non sempre il livello nazionale riesce ad essere acclimatato alle situazioni locali. Vedremo presto dove correre da soli, dove alleati e quali sono i candidati migliori». Ma se la Lega va alla guerra ci sono pure i leghisti che si fanno la guerra tra di loro. Per le amministrative di Verona la partita se la stanno giocando Flavio Tosi sindaco in carica e un candidato alternativo, più vicino al primo cittadino di Treviso Gian Paolo Gobbo. Decisione mica facile si capisce. Tant’è che per prudenza, il congresso provinciale della Lega a Verona di domenica prossima è stato rinviato ad altra data.

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