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Nucleare, la scelta sbagliata

Il terremoto giapponese mette in allarme il mondo sui rischi imponderabili che la scelta dell’atomo può provocare. Bersani: siamo stati, siamo e saremo contro il piano nucleare del governo

Il terremoto in Giappone e l’allarme nucleare dopo le esplosioni nelle centrali di Fukushima e Tokai e Onagawa mettono in allarme la gestione l’intera gestione energetica mondiale e pongo nuovi interrogativi sull’effettivo e necessario uso dell’energia nucleare.

Mentre si piangono ancora le migliaia di morti in un numero crescente non ancora quantificabile, l’attenzione mondiale resta ancorata sugli effetti che l’esplosione del reattore numero 3 dell’impianto nucleare di Fukushima potrebbe provocare per il Giappone e i territori limitrofi. Attualmente le barre di combustibile non sono completamente sommerse dall’acqua di raffreddamento e questo fa sì che si possa creare un processo di fusione con conseguente creazione di idrogeno che, danneggiando le stesse barre, provocherebbe fuoriuscita di isotopi radioattivi. Questa mattina, ore italiane, nella terra del Sol Levante pioveva il che significava una minaccia per la popolazione viste le possibilità che le polveri si potessero spargere in un raggio molto più ampio.

Il paradosso più scontato sta proprio nell’analisi di una catastrofe accaduta in un paese all’avanguardia per tecnologia, sicurezza e edilizia: cosa sarebbe accaduto nel caso il terremoto avesse colpito un luogo con caratteristiche molto meno evolute. Cosa sarebbe accaduto, per assurdo, in Italia?

Già proprio quell’Italia che oggi è bloccata sui problemi giudiziari del premier come priorità assoluta da risolvere e dove un governo qualunquista rilancia in maniera del tutto superficiale la scelta nucleare come risposta al fabbisogno energetico. Qui non si deve decidere se il nucleare faccia bene o male, se sia “buono o cattivo”, qui si dichiara con fermezza che non si può considerare la scelta dell’atomo come andare al supermercato o prendere un caffè. È proprio l’imponderabile che arriva dal Giappone che fa aprire gli occhi ai governi un po’ troppo permissivi e legati a ragioni di lucro che hanno poco a che vedere con la ricerca di nuove forme di approvvigionamento energetico.

La Francia, il paese europeo che ha adottato la scelta nucleare con più solerzia e convinzione, ha dichiarato di avere qualche perplessità circa le informazioni ufficiali che arrivano da Tokyo. Molto probabilmente quelli del governo giapponese sono dati molto al ribasso rispetto la reale minaccia di radiazione. Ma la scelta nipponica non è troppo da biasimare se vista nell’intento di evitare scene di panico collettivo o allarmi che potrebbero essere più nocivi dell’effettiva gravità della situazione.

Questi sono solo alcune immediate considerazioni che dovrebbero far riflettere il governo italiano sulla faciloneria con cui ha indicato l’atomo come la panacea del fabbisogno energetico del Bel Paese.

“In questo momento – ha detto il segretario del PD, Pier Luigi Bersani – rivolgiamo un pensiero a quegli eroi che stanno cercando di contenere i danni e mettere sotto controllo le centrali” in Giappone. “Quanto a noi, siamo stati, siamo e saremo contro il piano nucleare del governo”.

Per Stella Bianchi, responsabile Ambiente, “il PD è sempre stato contrario al piano del governo di ritorno al nucleare. È una scelta sbagliata per il nostro Paese per i costi enormi, i tempi lunghissimi, la gestione delle scorie radioattive ben lontana dall’essere affrontata in sicurezza. Siamo sempre stati contrari anche per la grande approssimazione, con la quale il governo si è incamminato in questo ritorno all’indietro. Ora, però, assistiamo quasi increduli alla inaccettabile negazione di quanto sta succedendo in queste ore drammatiche in Giappone. Prendere atto del terribile impatto del sisma su due centrali nucleari e delle enormi difficoltà nel garantirne il raffreddamento, non è cedere all’emozione ma più responsabilmente riconoscere l’impossibilità di garantire in ogni occasione la sicurezza di una centrale nucleare e trarre le necessarie conseguenze da questa tragica lezione. Il governo tedesco e quello inglese hanno già dichiarato di voler riesaminare il loro impegno sul
nucleare, alla luce di quanto sta accadendo in Giappone. Speriamo che il governo italiano non voglia solo rifugiarsi in una inutile e pericolosa propaganda, che certo non cancellerà dalla mente di nessuno le immagini e le notizie che arrivano dal paese più attrezzato al mondo contro il rischio sismico. Per il governo è il momento di fermare il proprio piano di ritorno al nucleare”.

“Le notizie che arrivano dal Giappone dell’esplosione del reattore della centrale di Fukushima gettano nell’angoscia. Sarebbe drammatico se alla sciagura del terremoto e dello tsunami si unisse anche il rischio di un disastro nucleare. Quando sta accadendo in queste ore la dice lunga sui rischi che ancora esistono sugli impianti nucleari. Altro che “nessun dubbio sulla sicurezza delle centrali” come declamato nella pubblicità poi sanzionata dal Garante come “ingannevole” dei promotori del nucleare in Italia”, lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd commentando la notizia del crollo alla centrale giapponese a seguito del terremoto.

“E’ sconcertante constatare come in una delle più drammatiche giornate da diversi decenni a questa parte, nel pieno di una emergenza umanitaria e atomica , solo due Governi al mondo dichiarino di voler continuare a testa bassa sui loro rispettivi programmi nucleari, ovvero l’Italia di Berlusconi e la Cina di Wen Jiabao”. Lo dichiarano i senatori del PD Roberto Della Seta e Francesco Ferrante.

“E’ intollerabile – continuano i senatori PD – che venga tacciato di sciacallaggio, catastrofismo o persino eccessiva emotività chi si oppone con la forza dell’evidenza ai rischi tremendi del ritorno al nucleare, perché il Giappone ha dimostrato sulla propria pelle che il nucleare sicuro è impossibile, anche in Paesi tecnologicamente all’avanguardia.
Non crediamo che in Svizzera e Germania, che hanno stoppato i loro programmi nucleari, l’emotività abbia giocato un ruolo, ma che più semplicemente quando si parla di nucleare e sicurezza non devi esserci spazio per i pasdaran dell’atomo. E’ sciacallo piuttosto chi – concludono i parlamentari del PD – per difendere gli interessi di grandi industrie nucleari calpesta la sicurezza dei cittadini.”

Dello stesso parere anche Ivan Scalfarotto, vice presidente dell’Assemblea nazionale del PD. “Le immagini del terremoto giapponese sono scioccanti e le notizie sul rischio atomico che in queste ore interessa la regione sono allarmanti. Invito il nostro governo a meditare e a fermare questa scellerata corsa verso il nucleare. Il nostro Paese ha un tasso di rischio sismico molto elevato e un altrettanto elevata vulnerabilità per la fragilità infrastrutturale del patrimonio edilizio, industriale e dei servizi, la costruzione di impianti nucleari in queste condizioni è una corsa al suicidio”.

“Non possiamo mettere a rischio la vita dei nostri cittadini per una presa di posizione, – conclude Scalfarotto – dobbiamo rivedere tutto il piano energetico e puntare decisamente verso le rinnovabili per scongiurare conseguenze che potrebbero essere devastanti”.

A.Dra per www.partitodemocratico.it

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