attualità, politica italiana

Processo breve: uno spettacolo indecoroso

Il blitz del governo è fallito miseramente. L’obiettivo di far approvare l’ennesima legge salva premier puntando i riflettori mediatici solo sotto la luce dell’emergenza di Lampedusa ha prodotto tanto rumore per nulla. La discussione sul processo breve, dopo la bagarre dentro e fuori l’Aula di Montecitorio, è stata rimandata al prossimo 5 aprile, evidenziando ancora una volta una sconfitta per il governo Berlusconi.

Da queste due frenetiche giornate parlamentari il segnale politico più marcato sta nel fatto che le opposizioni sono riuscite ad evitare lo “strappo” progettato da Berlusconi. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha sollecitato di nuovo le opposizioni a fare fronte: “è un anno che dico che Berlusconi porterà a uno strappo istituzionale, politico e sociale, per questo chiedo all’opposizione unità e tenuta. Abbiamo più fisico di lui e dobbiamo resistere un giorno di più”.

In una lettera con cui Bersani si rivolge ai leader dell’opposizione parlamentare si legge: “mi sembra evidente che il governo sta predisponendo un’ulteriore stretta sul sistema dell’informazione, a partire dai telegiornali, così da oscurare le opposizioni e da condizionare la fase politica e il prossimo appuntamento elettorale”.

“C’è dunque aperta – continua il leader democratico – una vera questione democratica che, a mio parere, deve essere affrontata dalle opposizioni parlamentari con un’iniziativa comune, pur nel pieno riconoscimento delle differenze politiche. Vi propongo quindi di realizzare uno strumento di controllo sull’equilibrio politico in particolare dei telegiornali e dei programmi di intrattenimento per presidiare, in modo incisivo e tempestivo, questa delicatissima fase”.

“Se convenite – conclude Bersani nella missiva inviata a Pierferdinando Casini, Antonio Di Pietro, Italo Bocchino e Francesco Rutelli – questa iniziativa può essere già messa a punto nel corso dell’incontro dei nostri responsabili dell’informazione, già previsto per il 7 Aprile”.

Per Rosy Bindi, presidente dell’Assemblea nazionale del PD “il rinvio alla prossima settimana del processo breve è una sonora sconfitta dell’arroganza di questo governo e questa maggioranza”.

“E’ stata premiata la determinazione delle opposizioni e la fermezza della battaglia condotta dal PD nell’Aula di Montecitorio e con la mobilitazione dei cittadini in difesa della Costituzione e della legalità. La nostra battaglia continuerà, noi non ci fermiamo e non ci saranno più settimane ordinarie di lavori parlamentari”.

Dello stesso parere anche Enrico Letta, vicesegretario del PD. “Il dato politico di oggi è che questa maggioranza non arriva, non dico al 2013, ma neanche al 2012. Evidentemente la benzina, l’ossigeno dell’operazione Responsabili è terminato e la maggioranza non è in grado di reggere una normale attività legislativa. Pur convocando tutti i ministri, loro reggono al massimo una fiducia al mese”.

Nel suo intervento in Aula, Dario Franceschini ha dichiarato “In questi due giorni abbiamo assistito a uno spettacolo indecoroso”.

“Ieri con un atto di arroganza parlamentare avete fatto la richiesta di inversione dell’ordine del giorno” sul processo breve e “dopo 24 ore c’è una resa incondizionata” del centrodestra sullo stesso provvedimento.

In due giorni “siete riusciti solo a scatenare risse nel Parlamento e altre tensioni” e quindi “è ora di finirla. Non dimenticate che il Paese nella situazione in cui è ha diritto di avere un Governo che governa e che non dà la priorità solo ai problemi processuali del loro capo”.

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