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Omofobia, bocciato il testo del Pd. Insorge la Carfagna: "Voterò a favore"

La Commissione Giustizia alla Camera affossa la proposta di legge presentata da Paola Concia, ma il ministro delle Pari Opportuità si smarca dal Pdl: “Persa un’occasione, in Aula voterò a favore”. “Franceschini: Inaccettabile, lo porteremo comunque in Aula”. Il Pdl vota contro il testo base della legge sull’omofobia presentato dal Pd in commissione Giustizia e il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna sbotta: “In Aula io voterò a favore”. Il testo era stato bocciato per 24 voti contro 17 ma il ministro non ci sta. “Il Popolo della libertà – ha detto la Carfagna – col voto di oggi in Commissione, ha perso un’occasione. Il testo, infatti, non prevedeva il reato di omofobia, ma introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio; una norma di stampo europeo. Voterò a favore del provvedimento non appena arriverà in Aula”, ha detto il ministro, prendendo le distanze dal Pdl.

La Commissione alla Camera ha così bocciato il testo unificato messo a punto dalla relatrice Paola Concia, del Pd. Contro hanno votato i deputati del Pdl, della Lega e e dei Responsabili. L’Udc si è divisa: Luisa Santolini e Roberto Rao hanno votato contro, mentre Lorenzo Ria si è astenuto. A favore hanno votato Pd, Idv e Fli. Il provvedimento è stato respinto con 26 no e 17 sì. Il Pd ha quindi chiesto che si ritornasse al testo originario, quello firmato da Antonello Soro (Pd). E sarà questo che verrà esaminato dall’aula della Camera il prossimo 23 maggio. Entro questa sera dovranno essere presentati gli emendamenti.

Ieri Paola Concia aveva inviato a tutti i componenti della Commissione Giustizia della Camera una lettera nella quale ricordava che la proposta di legge era all’esame della Camera
da 959 giorni; che era già il frutto di una mediazione politica; che si trattava di rispetto dei diritti umani fondamentali. “Questa non è una legge degli omosessuali – aveva scritto Concia – né di una riserva indiana. E’ una legge di civiltà che appartiene a tutta la collettività, come ha ripetuto più volte il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. Ed è proprio l’appello lanciato ieri dal capo dello Stato 1 in occasione della Giornata contro l’omofobia, che, secondo la Concia, “è stato del tutto disatteso dalla maggioranza”.

Durante la votazione, il Pdl non ha accettato che fosse Alessandra Mussolini a sostituire un esponente berlusconiano assente. “E questo – sostiene la stessa parlamentare – perché sapevano benissimo che io avrei votato a favore di questo provvedimento”.

La Lega ha motivato il suo no in questi termini: “Abbiamo sempre avuto perplessità sui profili di costituzionalità di questa legge”, ha detto la capogruppo della Lega Nord in commissione, Carolina Lussana, sostenendo che in base a questo testo per rimuovere una discriminazione, si rischia di crearne un’altra. “Il tema va affrontato, ma perché applicare aggravanti in caso di reati commessi per omofobia e non nei confronti di chi è disabile o la pensa politicamente o calcisticamente in modo diverso?”, ha detto Lussana.

Quella di oggi, per la parlamentare del Pd Barbara Pollastrini, “è una pagina cinica, disumana e all’insegna dell’inganno visto che il Pdl continua a sostenere che contro questo testo erano già state votate le pregiudiziali di costituzionalità”. “Cosa falsa – conclude – perché il provvedimento per il quale erano state votate le pregiudiziali era un altro e parlava più in generale di ‘orientamento sessuale’ e ‘identita’ di genere’. Ora invece, nel testo della Concia, si parla di ‘omofobia’ e ‘transfobia’”.

“Adesso l’Europa ci riderà dietro”, commenta con amarezza la Concia. La sua richiesta di votare a favore del testo, mettendo da parte pregiudizi e ideologie, evidentemente non è stata ascoltata. Ma il Pd non si dà per vinto e accusa la maggioranza di tenere un atteggiamento “incredibile ed inaccettabile”. Noi “lo porteremo comunque in aula da lunedì nello spazio che spetta all’opposizione”, annuncia Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera.

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