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Non profit, sempre meno donatori: il 2010 l'anno peggiore (24%)

Indagine dell’Istituto italiano donazione. Per gli italiani il terzo settore è indispensabile, ma non mancano le critiche: troppa frammentazione (49%), competizione (46%), truffe (45%), inefficienze e sprechi (43%). Il terzo settore? Solo il 17% degli intervistati ne ha sentito parlare e, di questi, solo il 66% ne conosce almeno approssimativamente il significato. Il termine “non profit” risulta, ai più, maggiormente rappresentativo e di immediata comprensione. E’ uno dei dati emersi dall’indagine ‘Non profit, settore frammentato ma di certa utilità sociale: questa la percezione degli italiani” curata dall’Istituto italiano della donazione – associazione che assicura che l’operato delle organizzazioni non profit sia in linea con standard riconosciuti a livello internazionale e risponda a criteri di trasparenza, credibilità ed onestà – in collaborazione con Gfk Eurisko. “Il terzo settore è visto quale depositario di valori positivi che si traducono in interventi fondamentali per la società; al tempo stesso però – osservano gli autori – gli italiani percepiscono lo scarso coordinamento e le divisioni interne come causa di dispersione di risorse e di raggiungimento non ottimale degli obiettivi”. Il numero di donatori italiani (dai 15 anni in su) dal 2003 al 2010, dopo un picco del 31% registrato nel 2006 e nel 2007, diminuisce di anno in anno, registrando la peggior performance (24%) nel 2010, con una perdita di tre punti percentuali rispetto al 2009.

“Dalla nostra indagine quantitativa – spiegano i curatori – emerge che questa diminuzione non è imputabile ai donatori regolari (coloro che donano almeno una volta all’anno alla stessa organizzazione non profit) che, al contrario, sono leggermente aumentati anche in periodo di crisi; le cause invece sarebbero da ricercare nei donatori saltuari i quali, nel 2011, calano del 2% rispetto al 2008”.

Sottolinea Franco Vannini, consigliere dell’Iid “Interessante è il dato che emerge interrogando gli intervistati sulla percentuale delle risorse destinate dalle onp al mantenimento della propria struttura: gli italiani infatti pensano che circa il 50% sia speso per stipendi, affitti ed utenze varie ma desiderano che questa percentuale scenda al 30%. Va rilevato che onp efficienti come i soci dell’Istituto riescono a contenere le spese per la struttura impiegando solo il 20% delle entrate, dimostrandosi così ancor più virtuose rispetto ai comportamenti auspicabili evidenziati da questa ricerca”.

Quanto è importante il terzo settore dal punto di vista sociale? Dalla ricerca dell’Istituto italiano della donazione e Gfk Eurisko emerge che il 68% degli intervistati attribuisce al terzo settore importanza massima, percentuale che sale fino al 90% “considerando anche coloro che ne danno un giudizio più che positivo”. Prosegue la ricerca: “Indagando la rilevanza del terzo settore dal punto di vista economico, il 41% degli intervistati attribuisce ad esso una grande importanza, percentuale che sale fino al 74 % considerando anche coloro che ne danno un giudizio almeno positivo”.

Commenta Maria Guidotti, presidente Iid: “Più della metà degli intervistati (55%) afferma che il non profit svolge un ruolo indispensabile nell’integrare i servizi offerti dallo stato. Questo stesso dato aumenta fino a sfiorare l’80% se si aggiungono coloro che sono abbastanza d’accordo con questa affermazione. Al tempo stesso però non mancano le critiche ad un settore percepito come eccessivamente frammentato (dato appoggiato fortemente dal 49%), troppo competitivo (46%), in cui si verificano spesso casi di truffe o imbrogli (45%), che si dimostra inefficiente tanto da causare sprechi e dispersione di risorse (43%)”.

Alla luce di questi risultati l’Istituto – che oggi ha presentato i risultati dell’indagine a Roma nell’ambito del dibattito ‘Nuovi strumenti e metodi per un non profit più consapevole’ – si interroga sulle sue capacità di rispondere alle esigenze di un terzo settore di sostegno al welfare nazionale. E afferma: “Oggi l’Iid si presenta come una realtà sempre più poliedrica: quest’anno infatti, dopo 5 anni di attività, l’Istituto si riposiziona all’interno del terzo settore italiano per rispecchiare ancor più fedelmente le necessità di un sistema in continua trasformazione ed evoluzione, senza tuttavia abbandonare la missione originaria e le attività core: accrescere il valore delle attività del non profit, facendo delle onp un pilastro fondamentale, affidabile e di qualità, centrale al sistema di welfare”.

Durante l’evento è stata presentata la bozza della nuova “Carta della Donazione – edizione 2011”, il cui testo è scaricabile dal sito http://www.istitutoitalianodonazione.it. L’incontro di Roma è stato inoltre l’occasione per presentare per la prima volta al pubblico il “Progetto di valorizzazione del non profit dei territori” che si pone l’obiettivo di diffondere alti standard di eccellenza etica e gestionale nelle piccole onp “poiché, anche queste ultime, esercitano un ruolo fondamentale nel sistema di welfare nazionale”.

(da Redattore Sociale)

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