Mese: maggio 2011

"Quando a pagare sono sempre le donne", di Dacia Maraini

Brutte notizie per le donne. Da Oriente si scopre che ancora la simbologia di genere domina le scelte del popolo: sei milioni di donne mancano al ricambio delle generazioni. Pensavamo che fosse un elemento di emancipazione il fatto di potere sapere prima del parto il sesso del nascituro. E invece no: si usa la tecnologia per il massacro di genere. Appena si sa che il nuovo abitatore del ventre materno è una bambina, la si elimina. I maschi invece vengono festeggiati e bene accolti. Senza pensare che poi quei maschi, una volta cresciuti, cercheranno una moglie e non la troveranno. Brutte notizie anche dall’Europa: la crisi la pagano soprattutto le donne. Le quali tutt’ora, ma più in Italia che negli altri Paesi europei, portano sulle spalle il peso della cura dei bambini, degli anziani, dei malati. E quando hanno un lavoro esterno, si tratta di doppio lavoro. L’Istat ci dice che fra il 2009 e il 2010 si sono persi 532 mila posti di lavoro. Il potere di acquisto è calato a meno 6%. Un …

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"La coalizione degli elettori", di Stefano Menichini

Ci premeva tenere Torino e Bologna, cercando solo di essere competitivi a Milano e a Napoli. Ricordiamocelo, in una pausa di questa serata di felicità, mentre scorrono le immagini di piazze piene non più di rabbia e indignazione, ma finalmente solo di gioia, orgoglio, soddisfazione, speranza. Ricordiamocelo, perché il significato profondo del voto è proprio in questo abisso fra le aspettative e il risultato. Fra la percezione del paese che c’era, e ciò che il paese andava maturando dentro di sé. Fra il prima e il dopo. È una lezione per la politica, di tutte le parti, e per chi se ne occupa professionalmente come noi: che come massimo di ottimismo (e a qualcuno sembrò troppo) invitammo due mesi fa il Pd a credere di più nella gara di Milano. Altroché Milano. Un risultato che già da solo era considerato di portata storica, e in grado di per sé di provocare un terremoto nella foresta pietrificata del berlusconismo, finisce quasi annegato dentro un’ondata molto più alta, molto più potente, che discende la penisola da Nord …

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"La mina di Brunetta sulle scuole", di Alessandra Ricciardi

La guerra nelle scuole tra presidi e sindacalisti sta per riesplodere. A riaccendere la miccia, il decreto del ministro Brunetta che interpreta e rafforza la sua riforma, sottraendola alle spallate di sindacati e magistrati. A partire, per esempio, dall’utilizzo delle risorse del fondo di istituto: non sarà più materia di contrattazione ma di semplice informativa da parte del preside ai sindacalisti. La guerra nelle scuole tra presidi e sindacalisti sta per riesplodere. A riaccendere la miccia, il decreto del ministro Brunetta che interpreta e rafforza la sua riforma, sottraendola alle spallate di sindacati e magistrati. A partire, per esempio, dall’utilizzo delle risorse del fondo di istituto: non sarà più materia di contrattazione ma di semplice informativa da parte del preside ai sindacalisti. Il decreto in questione, interpretativo del dlgs n. 150/2009, è approdato nei giorni scorsi al senato, per il prescritto parere delle commissioni parlamentari competenti. I sindacati, in testa Cisl e Uil, contavano di averlo stoppato con l’intesa di Palazzo Chigi del 4 febbraio scorso. Intesa che demandava l’applicazione della riforma Brunetta a un …

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"La svolta laburista delle partite Iva ora spiazza il centrodestra", di Dario Di Vico

Secondo un sondaggio Swg, Pisapia avanti di 17 punti tra autonomi e professionisti Il distacco sale a 30 punti tra i laureati. Due novità di carattere socio politico hanno tenuto banco in queste settimane a Milano ed entrambe hanno in qualche misura accompagnato la vittoria di Giuliano Pisapia. Il radicale pronunciamento di settori della borghesia più tradizionale e (soprattutto) lo spostamento di consensi dentro il lavoro autonomo, che pure aveva rappresentato storicamente una constituency del voto di centrodestra. La prima novità è stata scandita dalle interviste pro-Pisapia di diversi esponenti delle élite industriali e finanziarie e dalla nascita di un gruppo di saggi capitanati da Piero Bassetti. La seconda è stata fotografata da alcune analisi del voto del primo turno, realizzate dalla «Swg» per conto dello staff di Pisapia, analisi che segnalano come tra gli elettori laureati ci siano stati 30 punti di differenza a favore del centrosinistra e come tra i lavoratori autonomi Pisapia abbia sopravanzato la Moratti di ben 17 punti (tra i lavoratori dipendenti Giuliano stava sopra Letizia di 15 punti). A …

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"Il mito traballante dell'invincibilità", di Gian Antonio Stella

Il leggendario pugile camionista Bruce Strauss finì kappaò 78 volte e ogni tanto, se capiva che lo stavano massacrando, si buttava giù e si fingeva morto. Va da sé che Silvio Berlusconi, battuto «solo» a Milano, Napoli, Trieste, Cagliari, Novara, Pavia, Gallarate e in un mucchio di altri posti compresa Arcore, sfodera un sorriso: «Sono un combattente, ogni volta che perdo triplico le forze» . Della serie: non vi darò mai la soddisfazione di piangere. La botta, però, è durissima. Certo, può sempre cercare qualche consolazione nelle vittorie a Vercelli, Reggio Calabria, Varese, Iglesias… Ma in confronto alla batosta nelle città che contavano davvero, il grido «abbiamo espugnato Rovigo!» somiglierebbe a quanto disse il dc Vito Napoli dopo che il suo partito era uscito massacrato alle amministrative del 1993: «Sì, abbiamo perso Roma, Milano, Napoli, Venezia, Palermo… Ma ci sono anche segnali incoraggianti. Penso ai successi di Gerace, Pizzo Calabro, Praia a Mare…» . O alla precisazione del buttiglioniano Maurizio Ronconi dopo una catastrofe elettorale del Cdu: «Gli elettori ci riconsegnano Valfabbrica. E con Valfabbrica …

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"Cambiare è possibile", di Ezio Mauro

Da Milano e Napoli, con percentuali che soltanto un mese fa sembravano impossibili, l´Italia dei Comuni manda un chiaro segnale a Silvio Berlusconi: è finito il grande incantamento, il Paese vuole cambiare pagina. La svolta nasce nelle città che scelgono i sindaci di centrosinistra e bocciano la destra, ma il segnale è nazionale ed è un segnale politico che parla ormai chiaro. Dopo il primo turno i ballottaggi confermano che Berlusconi è sconfitto al Nord come al Sud, è sconfitto in prima persona e attraverso i candidati che ha scelto e sostenuto, è sconfitto nel bilancio negativo che gli italiani hanno fatto non soltanto del suo governo, ma ormai della sua intera avventura politica. Nell´Italia pasticciata di questi anni, il voto fa chiarezza, perché è univoco. Dopo Torino e Bologna, riconfermati già al primo turno, passano ora al centrosinistra con Milano anche Trieste, Novara, Pordenone e Cagliari, mentre De Magistris addirittura sfonda a Napoli, quasi doppiando il suo avversario. Il tentativo di rimpicciolire il risultato, d´incantesimo, a una dimensione locale (dando tutta la colpa della …

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Bersani: Governeremo per tutti

Conferenza stampa del segretario dei democratici: “Il PD ha saputo rispondere all’esigenza della riscossa civica e morale richiesta dal Paese. Noi guardiamo la gente all’altezza degli occhi e non dall’alto verso il basso: crediamo nella partecipazione e nella Costituzione “. “Notizie formidabili da tantissime città. Con il voto di oggi siamo davanti ad una risposta civica e morale del Paese. Una risposta che il centro sinistra ha saputo interpretare, e soprattutto il PD che mettendosi a servizio di questa richiesta ha ottenuto un grandissimo risultato”, così Pier Luigi Bersani, segretario del PD durante la conferenza stampa per i ballottaggi 2011 che hanno registrato la netta vittoria del PD e di tutto il centrosinistra in tutta Italia, con i fiori all’occhiello delle città di Milano e di Napoli. “Le elezioni tra primo e secondo turno sono state una valanga. Ai ballottaggi vinciamo con risultato travolgente. Facciamo un confronto con il 2006: un anno straordinario con 55 vittorie. Ora ne abbiamo vinte 66. Grazie a tutti ai militanti, al centrosinistra: hanno lavorato splendidamente con generosità”, ha detto …

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