attualità, politica italiana

"I grillini votano Pisapippa", di Giovanni Cocconi

«Il bello di Internet è che quando uno dice una stronzata chiunque lo può sputtanare» ripete spesso Beppe Grillo. Che ieri, se ha dato un’occhiata a blog e social network, forse si è accorto di averne detta una («Pisapippa») peggiore di quella che aveva pronunciato in piazza Duomo il 4 maggio scorso. «Pisapia è un bollito, non vincerà mai». Profetico. Anche perché molti dei migliaia di milanesi che al primo turno avevano votato il Movimento 5 stelle, due settimane dopo hanno scelto proprio il «Pisapippa», come confermano i 50mila voti in più raccolti al ballottaggio. E questo nonostante l’appello di Grillo all’equidistanza tra Moratti e Pisapia, l’invito a non schierarsi tra il vecchio e il nuovo.
Per fortuna i grillini non sono ancora disposti a morire per il loro idolo e sono andati in massa a votare «Pisapippa», a dimostrazione che il movimento è dal basso anche se il leader insiste a dare la linea dall’alto.
«A Milano ha vinto il Sistema» ha commentato ieri il comico genovese dal suo blog. Proprio così, il Sistema con la S maiuscola, come Roberto Saviano definisce la camorra.
Per fortuna c’è Annozero che presto, forse già domani, offrirà alle sparate di Grillo il palcoscenico della prima serata di Raidue e Marco Travaglio che, un giorno in tv e un altro sul Fattoquotidiano, lo addita come la grande novità di questa tornata elettorale.
Non è solo. Già prima del voto molti quotidiani lanciavano l’allarme Grillo, profetizzando un successo che avrebbe segnato la sconfitta del centrosinistra. Profetici. Il centrosinistra ha vinto quasi ovunque nonostante Grillo, escludendo apparentamenti e corteggiamenti.
Fossimo Bersani o Vendola continueremmo così, cercando di asciugare l’acqua nella quale il comico genovese sguazza, tagliando un po’ di doppi incarichi, dando un’occhiata alle fedine penali dei candidati, battendosi per il referendum sul nucleare scippato dalla maggioranza. Consapevoli, però, che al ricatto di un populismo che alza il prezzo non si può rispondere con la stessa moneta. «Tutto cambia perché nulla cambi» ha scritto Grillo commentando il voto delle amministrative. Sarebbe d’accordo anche Berlusconi.

da Europa Quotidiano 01.06.11

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