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"È la ricetta elaborata dai pediatri per il dopo-terremoto all´Aquila. Pareti gialle e niente corridoi alla ricerca della scuola perfetta", di Vera Schiavazzi

I colori dell´aula e della mensa? Possono essere un deterrente contro il bullismo ed evitare sprechi di cibo. L´utilizzo di vernici e materiali bio? Tengono lontane le allergie e insegnano agli studenti le buone pratiche ecologiche. Il controllo dei decibel con infissi a prova d´intervallo? Aiutano la concentrazione e migliorano il rendimento scolastico.
La scuola perfetta, a misura di studente, esiste. La ricetta per costruirla l´hanno messa nero su bianco gli esperti della Sip, la Società italiana di Pediatria su richiesta degli amministratori dell´Aquila, che dopo il terremoto dell´aprile 2009 dovevano ricostruire interi edifici. «Siamo partiti dalle norme già in vigore – spiega Maria Grazia Sapia, responsabile dell´ambiente per la Sip – per poi integrarle con suggerimenti e indirizzi basati sull´effetto che l´ambiente può avere anche sul comportamento e sul rendimento scolastico».
Le sollecitazioni ambientali stimolano non solo vista, udito, tatto e odorato, ma anche recettori meno specifici collocati nella pelle e nella bocca. A lungo termine, se l´ambiente non è “sano”, possono nascere irritabilità, depressione, cefalea, e perfino effetti secondari come assenteismo o conflittualità con i compagni di scuola. La buona qualità dell´ambiente-scuola è fondamentale dato che riguarda ragazzi che trascorrono sui banchi da 4 a 8 ore al giorno per almeno dieci anni. Senza contare chi ci lavora, in tutto 10 milioni di persone, distribuite in 42 mila edifici scolastici.
Il documento dei pediatri entra nei dettagli: a partire dai colori necessari a creare un luogo il più idoneo possibile allo studio. Un esempio: ridipingere di un colore diverso dalle altre la parete che sta dietro la scrivania del professore, in modo che attiri gli occhi e l´attenzione; in mensa, i colori devono essere “tranquilli”, dal beige al verde salvia per evitare sprechi di cibo e giochi violenti; alla materna le pareti meglio salmone, rosa, giallo; alle superiori meglio verde o blu per aiutare la concentrazione. Per scongiurare il bullismo serve aria pura, ripulita da tutte le sostanze, dal benzene agli ftalati che possono sprigionarsi da arredi e vernici. E se è vero che la temperatura deve restare intorno ai 20 gradi, è vero anche che occorre evitare che il calore si concentri a terra. Quanto ai rumori, servono infissi capaci di filtrare quelli esterni, ma anche rivestimenti assorbenti a prova di urla nell´intervallo.
Mai riciclare banchi e sedie: se non sono stati progettati insieme, le altezze e le grandezze scoordinate provocano scoliosi e disattenzione. Infine, le lezioni di educazione ambientale servono a poco se la scuola non è coerente e non sceglie materiali riciclati e legno proveniente da foreste continuamente rinnovate. Guai anche a dimenticare i contenitori per la raccolta differenziata di carta, lattine e avanzi della merenda. Insegnano più di qualsiasi opuscolo o libro in biblioteca.
All´interno, gli spazi devono essere organizzati in modo nuovo: addio al vecchio corridoio del secolo scorso nel quale giocare durante l´intervallo, con le classi tutte affacciate su un lato, meglio invece spazi modulari e connessi tra loro, che consentano a chi li utilizza di spostarsi da un´attività all´altra senza troppe barriere. Infine il peso della progettazione: conta il luogo dove sorgerà la nuova scuola. Occorre prima di tutto accertarsi che l´edificio sia raggiungibile a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici dalla maggior parte dei potenziali alunni, e che si trovi alla maggior distanza possibile dai corsi a grande scorrimento delle città.
Dopo L´Aquila ora di pediatri invitano il ministero dell´istruzione ad adottare le stesse regole su tutto il territorio nazionale.
«La tutela della salute di bambini e ragazzi va intesa sempre di più come fisica, psicologica e sociale – dice Alberto Ugazio, presidente della Sip – Per questo abbiamo creato una commissione ambiente, e studiato il problema degli spazi comuni a partire dagli asili nido».

La Repubblica 08.06.11

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