attualità, lavoro, partito democratico, università | ricerca

"Tra precarietà e partecipazione. L'identikit dei giovani italiani", di Carmine Saviano

Una ricerca di Termometro Politico disegna i tratti degli Under 35. Pronti a difendere le pensioni dei genitori, ma il sogno resta il posto fisso. Poca voglia di politica e tanta fiducia nel Presidente della Repubblica e nella magistartura. Bocciato senza appello Silvio Berlusconi: solo il 20% gradisce il suo operato

Assediati dalla precarietà. E con il dito puntato contro l’evasione fiscale, causa principale delle ingiustizie sociali del Belpaese. In cerca del lavoro a tempo indeterminato e pronti a difendere le pensioni dei genitori. Sono alcuni dei tratti che, secondo un sondaggio di Termometro Politico, disegnano l’identikit degli under 35. Una ricerca ricca di dati che è stata presentata oggi a Roma durante “Italia110. Cambiamo aria per non cambiare aria”, iniziativa targata Partito Democratico cui hanno partecipato Pierluigi Bersani ed Enrico Letta. Un incontro in cui 110 universitari hanno discusso con esponenti della mondo della politica e dell’impresa. Per mettere nero su bianco le possibili cure per il welfare state italiano.

Il lavoro. La ricerca si basa sui dati raccolti attraverso 800 interviste telefoniche. E il lavoro è una priorità che accomuna tutti. Oggetto del desiderio: essere impiegati in modo stabile, trovare il tanto agognato posto fisso. L’87% dei giovani è disposto a uno stipendio più basso, a patto che sia a tempo indeterminato. Certo, non manca la voglia di scommettere in proprio sul futuro: il 71% degli intervistati sarebbe disposto ad investire in una attività imprenditoriale. E la ricerca del lavoro? Per il 34% si tratta di conoscere le persone giuste, per il 33% l’essenziale è aver svolto stage ed esperienze lavorative. E solo il 23% del campione indica nello studio universitario la base per il successo professionale.

Generazioni. Lo scontro generazionale non è, per il campione di intervistati, la causa principale dei problemi sociali del Paese. Il 79%, infatti, non sarebbe disposto a tagliare le pensioni ai genitori in cambio di garanzie sul proprio trattamento previdenziale. La musica cambia per l’evasione fiscale, indicata dal 45% come la principale fonte di ingiustizia sociale. Che secondo il 23.2% è invece da attribuire alla configurazione corporativa del mondo del lavoro. Significativa la speranza di cambiamento: la maggioranza degli under 35 nutre fiducia nel futuro del Paese.

Partecipazione. Più del 75% dei giovani confessa di non aver mai pensato di impegnarsi direttamente in politica. Significativi anche i dati sul livello di fiducia verso le istituzioni. Promossi a pieni voti Magistratura (67%), Forze dell’ordine (75%) e soprattutto il Presidente della Repubblica: l’operato di Giorgio Napolitano gode del 77% dei consensi. Più basso l’indice di fiducia nei sindacati (48%), mentre risultano piuttosto critici i giudizi sulla Chiesa cattolica (38%) e sui partiti politici (24%), con un’inversione di tendenza per il Pd (43%).

Verso sinistra. Alla domanda sulla propria collocazione politica, il 22,5% si dichiara di sinistra, il 34,9% di centrosinistra, l’11,1% di centro. Il centrodestra si ferma al 20,3% e la destra all’11,2%. Bocciato senza appello il presidente del Consiglio. A Silvio Berlusconi solo il 20% dei giovani italiani dà un voto superiore al 5. Ben due terzi degli intervistati non arrivano al 4. E il 44,3% assegna al premier il voto più basso: uno.

da www.repubblica.it

Condividi