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"Vogliono demolire RaiTre. Maggioranza diserta il Cda"

Rai sempre più nel caos, Raitre al centro dello scontro con i programmi senza via libera perché la maggioranza la sabota. Il Cda di oggi è saltato perché i membri voluti dalla maggioranza non si sono volutamente presentati, i palinsesti autunnali sono fermi – ed è già tardi per decidere, scontri e tensione. E l’Usigrai, il sindacato, minaccia lo sciopero se il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini lunedì non vara i palinsesti.

Cda saltato, tensione alle stelle, palinsesti al palo. E resta irrisolto il nodo della conferma dei programmi di Raitre: l’uscita di Michele Santoro ha fatto saltare i nervi nell’azienda ora alle prese con le riconferme e con uno scontro ai piani alti. Il presidente Garimberti e i consiglieri di opposizione attaccano la maggioranza, giudicata irresponsabile per l’assenza in Cda oggi. E il direttore generale Lorenza Lei richiama alla responsabilità e punta all’ok – possibilmente unanime – nel Cda di lunedì.

Alla riunione convocata per stamani, il Consiglio è durato giusto il tempo di constatare l’assenza del numero legale: tutti assenti nella stanza, seppure ben presenti nel palazzo, i consiglieri di maggioranza. Lo hanno deciso nelle ultime ore, dopo il rifiuto del Dg Lei di concedere direttamente un rinvio del Cda da ieri a lunedì e anche di votare i palinsesti per parti separate.

In ballo c’è il tentativo di ottenere qualche modifica, ma di peso, nella linea di Raitre. Naturalmente per ragioni politiche. Non a caso il consigliere espresso dalla maggioranza Antonio Verro parla di «logiche da tifoseria» e invita a puntare su altri temi oltre alla politica (più chiaro di così…). Si sa quali sono i programmi sgraditi al capo di Verro, che pure portano ascolti e pubblicità ma non piacciono a Silvio: da Fabio Fazio con Che tempo che fa a Ballarò di Giovanni Floris, da Parla con me di Serena Dandini, a Report di Milena Gabanelli. Questi programmi sono ancora senza contratto, l’opposizione ha chiesto ieri garanzie al Dg e la stessa Lei li manterrebbe (ad ora risultano tutti in palinsesto) riservandosi poi di approfondire i dettagli contrattuali, che richiedono tempi tecnici. Ma resta poco tempo, c’è La7 che attira. Persino il Direttore Paolo Ruffini potrebbe valutare un passaggio alla rete di Tmedia. È quindi rischioso rinviare le firme dei contratti, quando i palinsesti vanno presentati ai pubblicitari altrimenti niente incassi. Per questo i consiglieri d’opposizione condannano «l’irresponsabilità» della maggioranza. Il presidente Garimberti giudica il rinvio «grave e incomprensibile», perché l’azienda rischia «un grave intralcio alla operatività». Dura l’Usigrai, pronta allo sciopero. L’azione della maggioranza si palesa ogni volta di più: sembra quella di sabotare la Rai stessa.

da www.unita.it

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