attualità, politica italiana

"Lega, la corda si spezza?", di Mariantonietta Colimberti

Oggi consiglio dei ministri caldo: il Carroccio minaccia lo strappo.
Non è certo un buon viatico per il consiglio dei ministri di oggi quanto avvenuto alla camera ieri, dove il governo è stato battuto più di una volta sulla legge comunitaria. Umberto Bossi ha negato che si sia trattato di un «avvertimento politico » (soltanto due degli assenti erano della Lega): «Un incidente» ha chiosato, confermando che sulla manovra la Lega porterà le sue modifiche.
Nella giornata di ieri il senatùr ha mandato qualche messaggio, ma nello stesso tempo ha evitato di lanciare proclami irreversibili e qualcuno del suo partito si è spinto anche a espressioni di apprezzamento per aspetti singoli della manovra (come quello per contrastare le pensioni di reversibilità delle badanti divenute mogli).
Primo messaggio di Bossi. A proposito della richiesta di arresto avanzata dai pm di Napoli nei confronti di Alfonso Papa, sulla quale la giunta per le autorizzazioni dovrà esprimersi mercoledì prossimo, ha scelto la provocazione appena dubitativa: «Penso che voteremo sì».
Secondo messaggio, il decreto sui rifiuti napoletani. Nell’ordine del giorno del consiglio dei ministri non compare, ma in serata Silvio Berlusconi ha assicurato ai deputati campani accorsi a palazzo Grazioli che il decreto si farà, ipotizzando anche una riunione del Consiglio dei ministri proprio a Napoli.
E la ministro dell’ambiente Prestigiacomo ha annunciato che oggi porterà il decreto: «Siamo un governo nazionale e dobbiamo farci carico dei problemi di tutto il paese. Occorre rendere possibile la solidarietà fra le regioni, consentendo in via straordinaria, temporanea e controllata, il trasferimento dei rifiuti campani».
I presidenti delle province di Napoli, Salerno, Avellino, tutti Pdl, allarmati per la mancata indicazione nell’ordine del giorno, nel pomeriggio avevano diffuso una nota nella quale sollecitavano «urgentemente» il governo «ad attivarsi e assumere misure immediate e concrete»: la possibilità «di trasportare rifiuti fuori regione». Questo mentre il governatore Stefano Caldoro da Bruxelles tornava a sparare a zero sulla Lega, colpevole di un ritardo «di almeno 15/20 giorni».
Un comportamento per il quale l’esponente del Pdl non aveva esitato a ribadire l’aggettivo di «irresponsabile». Sulla questione rifiuti il messaggio di Bossi è stato diretto: se il decreto verrà presentato «non passa tranquillamente, noi siamo contrari». Il senatùr è tornato ad avanzare l’ipotesi Calderoli: «Napoli tratti con ciascuna regione. Ho in mente una soluzione, un accordo con le regioni limitrofe».
Ma cosa ha in testa Bossi? E come potrà uscire da tutta questa vicenda senza dare l’impressione di aver ammainato la bandiera di Pontida? Nel partito, del resto, non tutti si esprimono allo stesso modo. Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ad esempio, ieri ipotizzava la concessione a Napoli di misure di emergenza per sei mesi al massimo.
Davvero a Bossi potrà bastare la modifica del patto di stabilità per i comuni virtuosi promessa da Giulio Tremonti? Di per sé non si tratterebbe di una vittoria che la Lega può ascrivere a se stessa. Si ricorderà che nel marzo di quest’anno fu il Pd a far approvare in “bicameralina” un emendamento per introdurre l’impegno a rivedere «a decorrere dal 2012» i tagli imposti dalla manovra dell’estate 2010 per le regioni in linea con gli obiettivi del patto di stabilità interno. E il presidente della Corte dei conti ha messo in guardia dal pericolo che i tagli alla spesa pubblica possano penalizzare la ripresa.
Sulla farsa del rinvio della parte forte della manovra agli anni successivi, ieri è intervenuto il presidente Napolitano: «Non c’è dubbio – ha detto a Oxford dove si trovava per ricevere una laurea honoris causa – che oggi ciascuno si prende le sue responsabilità per il domani».

da Europa Quotidiano 30.06.11

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