Mese: luglio 2011

"E' tempo dell'unità per uscire dalla crisi", di Stefano Fassina

L’Italia, insieme all’Unione europea, è presa nella morsa di una transizione sistemica. L’esito è aperto. Ogni giorno, guardiamo agli indici di borsa e allo spread, la differenza tra il tasso d’interesse dei titoli di debito pubblico dell’Italia e i mitici Bund della Germania, come risultati di atti di avidità della speculazione finanziaria. Il nostro dibattito insiste sulla situazione di emergenza. Ma non siamo in una difficoltà imprevista. Siamo alla fine di una lunga stagione di scelte sbagliate, carenti, parziali. Ed è l’insieme delle classi dirigenti italiane a essere stato inadeguato. La politica ha la responsabilità primaria. Nella cosiddetta “Seconda Repubblica”, il berlusconismo e il leghismo, tra i tanti guasti, hanno impoverito il senso civico e la già flebile attenzione all’interesse generale. L’individualismo amorale e il corporativismo di territorio hanno spinto indietro il Paese. Senza dubbio, il centrosinistra ha salvato l’Italia. L’ha agganciata all’euro nel ’96 e ha fermato la deriva sudamericana dieci anni dopo. Ma, non è riuscito a compiere le riforme necessarie. Oggi, per portare l’Italia sul sentiero dello sviluppo sostenibile, del lavoro di …

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"Donne, scelta miope tagliare il welfare", Maria Cecilia Guerra

Lo sviluppo a cui tendere non deve guardare solo alla crescita del Pil, ma al più generale benessere delle persone, uomini e donne, e alla sua distribuzione. In quest’ottica sono tanti i motivi per i quali lo sviluppo ha bisogno di investimenti in tutti i campi del welfare. Il welfare può fornire strumenti di protezione, come gli ammortizzatori sociali, che permettano e accompagnino un uso più flessibile, e potenzialmente più produttivo, del lavoro, e rendano socialmente, oltre che individualmente, meno drammatica l’esclusione, temporanea, dal mondo produttivo. L’investimento in istruzione, a tutti i livelli, non dà solo vantaggio a chi la riceve, ma si riflette sulla collettività, favorendo l’innovazione e creando un contesto sociale più civile e progredito. E ancor di più, è proprio nell’ambito dei servizi sociali e del welfare in generale che si possono trovare parte di quelle opportunità di riorientamento dell’offerta produttiva che la crisi economica ha reso necessarie. Le tendenze demografiche, che riguardano sia l’invecchiamento della popolazione sia i processi migratori, la spinta al miglioramento della qualità della forza lavoro e la …

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"Crisi, Berlusconi venga in Parlamento" Pd: sedute in agosto. Fini: si può fare", di Giovanna Casadio

Una crisi economica profonda e rischiosa, di cui il premier e il Parlamento non possono disinteressarsi. Per questo il Pd ha deciso di fare un passo istituzionale. Con una lettera dei capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, ha chiesto formalmente ai presidenti Fini e Schifani che Berlusconi si presenti al più presto a riferire in aula. Nella lettera si elencano i capitoli dell´emergenza e le ragioni dell´urgenza: «La difficile situazione del paese, le tensioni sui mercati, i segnali di difficoltà che provengono dall´Europa e dagli Stati Uniti e che hanno effetti diretti sulla condizione economica sociale e finanziaria italiana, l´appello al governo venuto dalle forze economiche e sociali del paese – scrivono Franceschini e Finocchiaro – ci impongono di insistere affinché il presidente del Consiglio venga in Parlamento a parlare della situazione del paese e delle iniziative del governo». Invece nelle ultime settimane il Cavaliere – preso da tutt´altri pensieri, anche di salute – non si è fatto vedere neppure per la fiducia su una delle ennesime legge ad personam, quella …

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"Crisi, non si ferma l'onda lunga", di Laura Matteucci

Di nuovo dati pesanti sulla crisi che non finisce mai, e di nuovo conferme di un governo incapace di gestirla. Anzi, che al momento non ha nemmeno risposto all’invito del segretario del Pd Pierluigi Bersani, inviato ai presidenti di Camera e Senato e rivolto direttamente a Berlusconi, di riferirne in Parlamento. «La difficile situazione del Paese, le tensioni sui mercati, i segnali di difficoltà che provengono dall’Europa e dagli Stati Uniti, l’appello al governo venuto dalle forze economiche e sociali, ci impongono di insistere », dice l’invito. Persino un pidiellino di ferro come Osvaldo Napoli, presidente pro tempore della stessa Associazione dei Comuni, fortemente contraria alla manovra, invita il governo «ad accettare la sfida».Mal’esecutivo si va consumando per autocombustione: adesso pure Bossi ha deciso che i ticket sanitari non s’hanno da fare, e il governo sta cercando la copertura per congelarli. Intanto gli indicatori convergono, e anche la seconda parte dell’anno si prospetta assai complicata. Con «l’onda lunga della crisi», rileva Confindustria, l’emorragia di posti di lavoro rallenta ma non si arresta. I timidi segnali …

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"«Tagli della scuola illegittimi» Una sentenza riapre il caso", da Il Corriere della Sera

Tutto da rifare. I tagli agli organici degli insegnanti nella scuola pubblica sono illegittimi. Lo ha deciso il Consiglio di Stato che ha confermato la sentenza emessa dal Tar del Lazio ad aprile: quel provvedimento che ha cancellato in tutta la Penisola 87 mila organici negli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011 «è privo di efficacia giuridica» . Cosa succederà ora? Hanno opinioni opposte il ministero dell’Istruzione e la Cgil-Flc (Federazione lavoratori della conoscenza), sigla che aveva presentato l’iniziale ricorso amministrativo assieme al comune di Fiesole e ad alcuni genitori. «Chiediamo alla Gelmini di ridare gli organici tagliati alle scuole — è il commento del segretario generale del sindacato Mimmo Pantaleo— e più posti per i precari sulla base di un vero piano triennale. Questa è una vittoria per la scuola pubblica» . Una richiesta che però, secondo una nota del ministero, «è priva di fondamento» . Il Consiglio di Stato ha «accolto tutti i decreti presentati — è la spiegazione che viene dal Miur —. Soltanto su uno, ha ritenuto mancasse il parere della Conferenza …

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"Il rischio del disordine globale", di Mario Deaglio

Il volto teso del presidente Obama che si rivolge ancora una volta ai suoi concittadini perché facciano pressione sul Parlamento e consentano, con una legge, all’amministrazione pubblica di funzionare normalmente può essere ben considerato come l’icona del possibile tramonto degli Stati Uniti quale Paese leader dell’economia mondiale. E, al tempo stesso, dell’incapacità della politica nei Paesi avanzati di fornire all’economia il supporto necessario per tornare a crescere, fornire sufficiente ricchezza e rilanciare la speranza nel futuro. Il vuoto legislativo creato dalla risoluta volontà di una minoranza di parlamentari repubblicani di impedire l’innalzamento del tetto del debito che il governo americano è autorizzato a contrarre è infatti molto più che un tatticismo da guardare con indulgenza. Altre volte in passato quest’arma è stata usata nelle schermaglie americane di Washington, ma ora segnala un non riconoscimento o uno stravolgimento della posizione internazionale degli Stati Uniti, una grave, colpevole noncuranza per il ruolo del dollaro nel sistema internazionale. Se anche alzeranno il «tetto» del debito che il governo federale è autorizzato a contrarre, i parlamentari repubblicani pensano di …

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"La cultura e la scuola per progettare il futuro", di Benedetto Vertecchi

Per quanto l’attenzione sia in questi giorni sollecitata soprattutto dalle notizie inquietanti sullo stato dell’economia, non si deve perdere di vista uno scenario più ampio, nel quale la ricchezza di un paese è definita non solo dalla quantità dei beni fisici di cui dispone, ma nella stessa misura, ed anzi in misura più ampia se si considerano gli scenari che potranno presentarsi nel seguito, dai beni immateriali. Occorre tener conto del patrimonio culturale, dell’educazione, dell’accumulazione conoscitiva. E se ne deve considerare non solo la consistenza in un momento determinato, ma la sua evoluzione attraverso il tempo anche per effetto delle decisioni politiche che incidono sulla conservazione di quanto sia già parte del patrimonio immateriale del paese e sul suo incremento. Tale incremento investe i cittadini come singoli e il paese nel suo complesso. L’istruzione è un bene immateriale che arricchisce il profilo di ciascuno, come l’elaborazione culturale e il progresso delle scienze determinano condizioni favorevoli alla crescita civile ed economica dell’intera comunità nazionale. In questi anni è prevalsa una concezione grettamente contabile della ricchezza del …

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