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«Il Pd in spiaggia, la nostra politica non va in vacanza», di Claudio Visani

Il segretario emiliano spiega la «campagna d’estate» dei democratici. «Tra la gente per resistere a questa manovra».

Il momento è drammatico. Il governo è un’orchestra stonata che suona sul Titanic. L’Italia appare commissariata dall’Europa. C’è bisogno di costruire subito un’alternativa per dare una prospettiva a questo Paese. La politica non può andare in vacanza. La nostra non ci va. Siamo qui per testimoniare il nostro impegno, per spiegare ai cittadini, anche sulla spiaggia, le nostre proposte alternative per salvare e governare l’Italia». Così il segretario emiliano-romagnolo del Pd, Stefano Bonaccini, spiega la «campagna d’estate» dei democratici sulla riviera romagnola: 500 tra dirigenti, parlamentari e semplici militanti impegnati a distribuire sul bagnoasciuga depliant, cartoline, braccioli «per restare a galla nonostante la manovra». Le prime iniziative venerdì sui lidi ferraresi, ieri a Rimini e Riccione, oggi il clou tra i lidi ravennati e Cesenatico. Dirigenti e militanti Pd che sbarcano sulla spiaggia a bordo dei pedalò. Sembra una gag di Maurizio Ferrini…
«Un po’ d’allegria non guasta, anche se la situazione è serissima. Noi non vogliamo fare pagliacciate, né arrecare disturbo a chi sta in vacanza. Vogliamo portare tra la gente, anche sotto Ferragosto, le nostre preoccupazioni e le nostre proposte.E mi pare che i cittadini rispondano, che apprezzino il fatto che il Pd c’è, non è in vacanza».
Ennio Flaiano direbbe: la situazione è tragica ma non seria.
«Colpa di questa destra, di questo Presidente del Consiglio. Hanno vinto le elezioni all’insegna del meno tasse e più lavoro per tutti e ognuno padrone a casa sua. Ci ritroviamo con le tasse mai così alte, un milione e mezzo di posti di lavoro in meno, il precariato che mortifica i nostri giovani, il federalismo leghista che si rivela un disastro per gli entri locali».
E le vostre ricette alternative quali sono?
«Una riforma fiscale che tassi al 20% le rendite finanziarie e meno il lavoro, combattendo efficacemente l’evasione. Incentivi alle imprese che assicurano un lavoro stabile. Liberalizzazioni contro i monopoli, per dare ai cittadini buoni servizi a minor costo. Una politica industriale che premi la green economy. La riforma dello Stato e della politica».
L’Espresso riporta l’elenco dei 2.308 ex parlamentari che incassano pensioni da 1.700 a 7mila euro al mese, dopo aver fatto anche solo una legislatura.
Una classe politica di privilegiati che chiede sacrifici alla povera gente. Che credibilità può avere?
«Il Pd propone l’abolizione dei vitalizi. In Emilia-Romagna, dove governiamo noi, per i consiglieri regionali l’abbiamo già deciso. Perciò siamo credibili. E proponiamo anche di dimezzare il numero dei parlamentari, una sola Camera, indennità dei deputati parificate a livello europeo».
C’è chi vi ha criticato perché avete fatto passare in fretta una manovra che colpisce i soliti noti…
«Noi abbiamo dato un contributo di responsabilità pernon fare affondare questo Paese. Non è bastato. Ora bisogna cambiare il segno di questa manovra che fa pagare il costo della crisi alle famiglie e ai pensionati, e non fa pagare chi più ha»

da L’Unità

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