attualità, politica italiana

"Intercettazioni, lo scoop di Nitto", di Liana Milella

Adesso che l’happening di Ferragosto sul carcere è finito, sappiamo qual è la notizia che arriva da via Arenula e dal neo Guardasigilli Francesco Nitto Palma. Purtroppo non riguarda il carcere. E non rappresenta neppure una novità. Tutto vecchio, anzi vecchissimo. Nella scia del suo predecessore Angelino Alfano. La “sorpresa” è che Nitto vuole tirare i cordoni della borsa sulle intercettazioni. Mavalà…per dirla alla Ghedini. Proprio sulle intercettazioni dobbiamo risparmiare? Quelle che, ancora in queste settimane, stanno svelando come la corruzione si annida tra i partiti e il patto scellerato politica-affari è ancora così stretto?
Eh sì, è lì che bisogna centellinare l’euro. Nitto cita uno studio di Alfano in base al quale risulta che si potrebbe scendere, nella spesa per gli ascolti, da 300-400mila a 120mila. Lui assicura anche che il potere di investigare resterebbe intatto.Sappiamo bene che ciò è impossibile. L’obiettivo delle ricerche commissionate dall’attuale segretario del Pdl, e quello della sua legge, che a fine settembre sarà in aula alla Camera e sarà votata, è di ridurre drasticamente il potere dei pm di chiedere ascolti. A quel punto, è evidente, un risparmio ci sarà perché non ci sarà più neppure la possibilità di registrare le telefonate. Addio inchiesta P4, visto che il pm dovrà estenuarsi nella richiesta di continue proroghe, di 15 in 15 giorni. Che, merita ricordarlo, non saranno più esaminate dal singolo gip, ma da un tribunale collegiale. E se la procura è situata in un piccolo centro, esse dovranno “viaggiare” verso il capoluogo del distretto. Provate a immaginare quanto tempo si perderà mentre l’intercettato continua a delinquere.
Beh, certo, se l’obiettivo di Nitto è far calare la popolazione carceraria, anche la mannaia sulle intercettazioni può tornare utile. Meno ascolti, meno reati scoperti, meno richieste di custodia cautelare, meno carcere. Ci viene il dubbio che non fosse questo l’obiettivo di Napolitano quando ha chiesto un impegno serio del Parlamento sul sovraffollamento dei penitenziari. Nitto non è favorevole all’amnistia (salvo lasciare spiragli qualora, vedi caso, Berlusconi decida che l’amnistia gli piace). Marco Pannella e i Radicali si battono solo per quella. Nitto contro propone una nuova svuota-carceri, che metta ai domiciliari coloro che devono scontare ancora due anni di pena. Un tampone, l’ennesimo, reso necessario dalla politica securitaria di questo governo e della Lega. Contro gli immigrati, soprattutto, i più deboli, i più indifesi, che certo non hanno un Ghedini che li difende. Accetterà il Carroccio, con l’aria di elezioni che soffia, di votare una nuova svuota carceri? Il dubbio è lecito. Ma stia tranquillo Napolitano. E Pure Pannella. Tagliate le intercettazioni, di certo, in galera ci andrà meno gente. Soprattutto della casta.

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