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La proposta dei democratici: Torni il falso in bilancio

Reintrodurre il reato di falso in bilancio. Lo prevede un emendamento alla manovra targato Pd. Il partito di Pier Luigi Bersani sta mettendo a punto le sue proposte alternative. Stasera è previsto un incontro al Nazareno tra il leader, i responsabili economici del partito e i gruppi parlamentari delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. Molte delle ipotesi sono già note: alla ritassazione dei capitali scudati alla tracciabilìtà per somme superiori ai mille euro. Ma nelle ultime ore ha preso corpo l`idea di ristabilire il reato di falso nei libri contabili. La depenalizzazione di alcune fattispecie di falso in bilancio era stata proposta e approvata nel 2002, quando sedeva sullo scranno più alto del ministero della Giustizia il leghista Roberto Castelli. Quella decisione rimase alla storia come la prima legge ad personam.

E non a caso. Fu proprio grazie alla depenalizzazione di Castelli che il premier uscì indenne da due procedimenti: il caso Sme e All Iberian. Naturalmente alcuni casi di false comunicazioni sono rimasti reati penalmente punibili. Ma anche in questo caso è intervenuto in «soccorso» qualche provvedimento governativo. Come quello sul rientro dei capitali illegalmente esportati, che hanno goduto della «copertura» (scudo) per il reato di falso in bilancio. Il governo avrebbe voluto di più: aveva chiesto di inserire anche i reati di riciclaggio.

Ma in poche ore dovette fermarsi, per l`altolà della Banca d`Italia. Alcuni osservatori hanno definito «necessaria» l`operazione di depenalizzazione, perché la definizione del reato era troppo generica e rischiava di far scattare le manette anche per errori formali senza conseguenze per l`azienda. Ma tutta la comunità internazionale confuta questa tesi. Le direttive europee vanno nella direzione opposta, rendendo l`Italia un caso unico nell`Unione. Generalmente si commette questo reato, per ottenere maggior credito sia dalle banche che sul mercato. In questo modo si provocano danni agli investitori di Borsa, e si mette a rischio il risparmio depositato in banca.

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