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"Il principio di solidarietà: dal volontariato un nuovo modello di cittadinanza", di Andrea Draghetti

Il volontariato non si sostituisce allo Stato, ma è il co-protagonista in un Paese chiamato a ripensare il suo modello di sviluppo e di coesione sociale – Dibattito sul volontariato alla Festa Nazionale di Pesaro

Il 2011 è l’Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono la cittadinanza attiva, un tema importante ed una occasione sostanzialmente persa dal Governo Berlusconi ed in particolare dal Ministro Sacconi, troppo presi dai loro slogan (meno Stato, più società, aiuta chi aiuta, la retorica sul dono) per mettere al centro di questo anno il protagonismo e l’esperienza del mondo del volontariato.
Il Partito Democratico, al contrario, ha pensato questo appuntamento come una opportunità, uno spazio di confronto con alcuni protagonisti rappresentativi del variegato mondo associativo nel quale milioni di italiani svolgono attività di volontariato e di alcune importanti realtà istituzionali, con i quali provare a ragionare su una dimensione di cittadinanza attiva e corresponsabile nell’ambito delle comunità locali e della situazione del nostro Paese.
Non si tratta, quindi, di una mera sostituzione di uno Stato che si ritira, ma di essere co-protagonisti in un Paese chiamato a ripensare il suo modello di sviluppo e di coesione sociale.
Mentre stiamo assistendo alla trasformazione del gratuito in doveroso, per carenza di risorse, per i tagli ai servizi sociali, è necessario invece rovesciare l’approccio ed interrogarci, promuovere la gratuità del doveroso in una nuova idea di cittadinanza maggiormente consapevole e solidale di cui il mondo del volontariato è avanguardia nelle sperimentazioni, antenna dei bisogni, difesa dei diritti.

Cecilia Carmassi
Responsabile PD per Politiche per la famiglia, Associazionismo e Terzo settore

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Di volontariato e delle sue prospettive ne hanno discusso sul palco della Festa Nazionale di Pesaro Andrea Olivero, portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore, Patrizio Petrucci, vice presidente del Centro Nazionale del Volontariato, Marco Granelli, presidente del CSVnet ed assessore al comune di Milano, Silvia Costa, parlamentare europea e Teresa Marzocchi, assessore Regione Emilia Romagna. Il dibattito è stato coordinato da Cecilia Carmassi, responsabile per la Segreteria Nazionale del PD del Terzo Settore

“Occorre centrare l’obiettivo della cittadinanza attiva nell’anno europeo per il volontariato. Dare voce e riconoscere il ruolo e ascoltare il mondo del volontariato. Un impegno sociale e civico che va preso con molta forza”, così Silvia Costa durante il suo intervento. Per la parlamentare europea del PD è necessaria un’apertura del volontariato anche nella funzione pubblica (ad esempio con attività nelle carceri, nel mondo della sanità, in base alla Legge 382, ecc.). “Tutto questo c’è già in Europa ed è previsto dalle leggi italiane. Definiamo e armonizziamo le norme fiscali e le tutele per il volontariato. In Europa, il volontariato non è soltanto visto nell’ottica della tutela delle fragilità. E soprattutto non può essere utilizzato in modo sostitutivo delle responsibilità che ha lo Stato in una società. In un periodo di egoismi locali e di categoria, il volontariato è un modello di azione sociale di cittadinanza”.

Per Marco Granelli, presidente del CSVnet ed assessore al comune di Milano, il volontariato in Italia è molto presente e va valorizzato anche per far fronte alla crisi economica. Questo significa impegnarsi per il bene comune, avere a cuore l’interesse che è di tutti, qualcosa che non è solo mia o tua, qualcosa che ci rende tutti responsabili. Una risposta vera alla crisi che non significa avere trovato chi ci da i servizi gratis.

“Proprio in questo anno così importante, le iniziative del governo Berlusconi non hanno affatto coinvolto il mondo del volontariato e del terzo settore”. A dirlo è stata Teresa Marzocchi, assessore della Regione Emilia Romagna. “Non c’è stata alcuna riflessione su quali proposte e azioni da intraprendere ma solo imposizione data dal libro bianco del ministro Sacconi che davvero poco ha prodotto. E questo non è il volontariato della partecipazione”. Quello che proponiamo noi è il volontariato che funge da stimolo per le istituzioni, che cammina affianco alle istituzione e che vuole trovare le strade per diventare complementare alla funzione pubblica nel dare risposta alla tutela dei diritti sociali in periodo dove il protagonista è troppo l’individualismo.

Per Patrizio Petrucci, vice presidente del Centro Nazionale del Volontariato, “il volontariato non è in crisi, bensì è cresciuto. È impegnato nelle grandi reti di welfare nazionale e nelle piccole e piccolissime associazioni. Questa è una ricchezza che va valorizzata e messa in sinergia.

Per Andrea Olivero, portavoce del Forum Permanente del Terzo Settore, “il volontariato è un modo di stare in insieme come cittadini. Un principio di solidarietà che non è mai scontato e che non va mai perso. Il volontariato in Italia è troppo sotto attacco perché caricato di responsabilità che non può reggere in proprio: non può sostituire lo Stato e pensarlo è un sopruso”.

da www.partitodemocratico.it

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