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“Non possiamo continuare a vivere in un Paese dove è più tassato Paperino di Paperone”.

Ad immaginare il fisco del futuro sul palco della sala dibattiti di Piazza del Popolo di Pesaro erano presenti il deputato Pd Alberto Fluvi Componente Commissione Finanza alla Camera, l’on. del Pd Massimo Vannucci Componente Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati, Maurizio Petriccioli Segretario confederale della Cisl con delega in materia di fisco, Claudio Siciliotti presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, moderati dal giornalista di Repubblica Roberto Petrini. Si parte con l’affrontare il tema della tassazione in Italia. Per Alberto Fluvi “il problema delle tasse è importante ma non è il principale. Il tema principale è l’equità: ciascuno deve pagare in proporzione al reddito, come previsto dall’articolo 53 della nostra Costituzione. Gli italiani sono disponibili a fare sacrifici ma deve esserci la certezza che questi servano a qualcosa e tutti paghino per quello che hanno.”

Parla anche di evasione fiscale ed eccessiva tassazione del lavoro dipendente come nodi della manovra e richiama tutti al senso del dovere. “Dobbiamo affrontare queste tre questioni – continua Fluvi – perché tutti siamo chiamati a fare sacrifici come avvenne nel ’92 con il governo Amato o nel ’97 con l’Eurotassa.

Se per Fluvi il problema della manovra è il fattore equità, per Claudio Siciliotti “in questo Paese paga le tasse chi deve. L’Italia non ha mai avuto entrate maggiori delle uscite, per cui è irrealistico pensare al pareggio di bilancio se non si interviene nella spesa.”

Secondo il presidente del Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, occorrerebbe piuttosto “ alleggerire la tassazione sul lavoro, partendo ad esempio dalla de-tassazione del reddito femminile”.
E aggiunge : “ Ai giovani non chiediamo sacrifici ma i lavoratori dipendenti, gli autonomi ed i pensionati facciano un gesto di solidarietà. Per i lavoratori dipendenti le progressioni devono avvenire per merito e non per anzianità, gli autonomi devono pagare le tasse, i pensionati devono pagare di più perché non si può andare in pensione troppo presto”.

Ma chi deve pagare allora?

“Le entrate dello Stato sono: redditi da consumi, patrimoni e rendite – precisa Massimo Vannucci – Il problema è lo squilibrio tra queste voci, quindi la prima cosa da fare è ridistribuire il carico fiscale che aumenterebbe il potere d’acquisto dando una spinta in avanti all’economia. L’altra leva è l’evasione fiscale e una delle strade per contrastarla è quella della tracciabilità” (il Pd su questo ha presentato una proposta che prevede la tracciabilità già per importi di mille euro).

Anche Maurizio Petriccioli parla di “distribuire i pesi del fisco in maniera diversa, combattere l’evasione fiscale e chiedere di più a chi ha più da dare. L’unica strada per la ripresa è la lotta all’evasione”.

“I 300 miliardi di evasione fiscale dimostrano che siamo di fronte ad un fenomeno di massa – così si inserisce nel dibattito Alberto Fluvi – Il paradosso è che Berlusconi ci dice che evadere è lecito quando la tassazione è troppo elevata. Concordo con Bersani quando parla di una Maastricht dell’evasione, una sorta di Carta Europea che ci consentirebbe di riequilibrare il carico fiscale troppo gravato sul lavoro e poco sulle rendite finanziarie e immobiliari”.

“ Ma questo governo quanto ci costa?” E’ la domanda che si pone l’on. Vannucci dopo aver citato i numeri del debito pubblico e degli interessi. “ Troppo in termini numerici e di inaffidabilità. Questa manovra è la cartina tornasole”.

Redazione web Feste Democratiche – Simona Giulietti

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