scuola | formazione

"Un nuovo patto per i disabili", di Franco Bomprezzi

Può iniziare l’anno con la coscienza a posto una scuola che non tenga conto, in modo dignitoso e sereno, dei diritti e delle esigenze di oltre centonovantamila alunni? La domanda, legittima, riguarda gli alunni con disabilità, poco più del due per cento della popolazione scolastica. Mai come adesso la preoccupazione è palpabile. Impossibile e inutile, qui, addentrarsi nelle circolari ministeriali, nei combinati disposti, nei riferimenti normativi che si sono sovrapposti e spesso contraddetti negli ultimi tempi. Un diritto, sancito in modo chiaro dalla legislazione italiana, all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità fisica, sensoriale o intellettiva, si sta scontrando con le restrizioni e con i tagli della spesa pubblica. Per garantire la frequenza scolastica di alunni disabili non si deve pensare infatti solo alla presenza, numericamente sufficiente, di insegnanti di sostegno, ma anche ad altre figure professionali, come gli assistenti per l’igiene personale, e a servizi fondamentali, come il trasporto. La tendenza in atto è quella di garantire i servizi “al minimo”, limando ore di sostegno e numero di docenti, aumentando gli iscritti per classe anche in presenza di alunni con disabilità. Il risultato è facilmente prevedibile. Gli insegnanti “curricolari” vivranno quasi sempre come un incubo e non come una opportunità pedagogica, didattica e perfino di educazione civile, la presenza in classe di alunni con problematiche complesse, che il singolo docente, già in difficoltà per una serie di restrizioni strutturali, non è in grado di affrontare e risolvere, trovandosi, di fatto, da solo sulla graticola. Come uscirne? Come affrontare questa ennesima e annunciata “emergenza” della scuola senza rassegnarci alla sconfitta? È necessario — subito, adesso — un “patto” fra famiglie e insegnanti. Un patto professionale e di solidarietà, nell’interesse di tutti gli attori della scuola: gli alunni più fragili, gli alunni senza disabilità, i docenti, il personale di sostegno. Bisogna provarci, con entusiasmo e lucidità, prima che prevalgano solo egoismi, paure e rinunce.

Il Corriere della Sera 04.09.11

Condividi
Ordina per:   più nuovi | più vecchi | più votati
Manuela Ghizzoni
Member

Il commento dovrà essere moderato significa che dovrà essere approvato dall’amministratore del Sito, questo per evitare che siano pubblicati commenti con offese a persone o utilizate parole che vadano contro la pubblica decenza.

Luisa
Ospite

Non “capisco” cosa significa da moderare, ma comunque ci “provo”.
non è corretto tagliare le ore di sostegno ai disabili si creano solo disagi e si perde di vista il significato della parola solidarietà e civiltà.
L’italia ha distrutto la possibilità di lavoro e di riscatto ai giovani siamo “Terzo Mondo” abbiamo umiliato la Nostra Patria dobbiamo tutti metterci una mano sulla coscienza se è ancora viva e cercare di far ripartire e rivivere il nostro bellissimo Paese. Docente precasria del Sud plurilaureata e pluriabilitata.

Luisa
Ospite
comunque i tagli alle ore di sostegno erano state già previste dal vostro ministro Fioroni con il nuovo governo sono solo aumentati, ma anche il vostro Partito era favorevole ai tagli al sostegno. Vergogna mi sa che chiunque vada al governo poi fa quello che vuole non esiste più in questo paese detto “civile” l’interesse per i cittadini, i lavoratori e sopratutto per le classi sociali più bisognose. Avendo una “poltrona comoda” dove sedersi è abbastanza per ogni politico non esiste più secondo me maggioranza e opposizione tanto per i vostri interessi diventate tutti amici e poi si fanno le… Leggi il resto »
wpDiscuz