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Bersani: “L’ennesima fiducia del governo, ci consegna una manovra iniqua ed inefficace”

“Non si capisce perché al posto dell’aumento dell’Iva, non si possa fare una imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari”. Oggi in tutta Italia manifestazioni organizzate da Cgil per lo sciopero generale contro la manovra. Numerosi i dirigenti del PD nei cortei al fianco dei lavoratori. “Avevano promesso di non mettere la fiducia per consentire il dibattito e il contributo da parte di tutti. Ma ancora una volta hanno cambiato le carte in tavola. Questo è un governo che sa solo mentire”. Lo ha dichiarato oggi pomeriggio il Segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani, dopo che il Consiglio dei ministri ha deciso di mettere la fiducia sulla manovra economica e di cambiare il provvedimento inserendo l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, l’introduzione di un contributo di solidarietà pari al 3 per cento per i redditi superiori ai 500 mila euro l’anno e di anticipare al 2014 l’intervento sulle pensioni delle donne.

“L’ennesima chiusura di ogni possibile discussione – ha dichiarato Bersani – ci consegna una manovra che resta iniqua e inefficace. Non si vede ad esempio perché, in luogo dell’aumento dell’Iva, non si introduca un’imposta ordinaria sui grandi patrimoni immobiliari. L’idea di fondo è sempre la stessa: scaricare il peso del risanamento sui molti e tenere al riparo qualcuno. Chi ci dice che l’opposizione deve dare il proprio responsabile contributo guardi finalmente l’operato del governo e tiri le sue conclusioni. Nessuna proposta dell’opposizione tesa a mettere equità nel carico della manovra è stata accolta, così come testardamente il governo ha voluto insistere nell’inutile e scriteriata proposizione dell’articolo 8. A questo punto ciascuno si assuma le proprie responsabilità”.

“Il governo se la canta e se la suona da solo. Anche le ultime modifiche, sempre che tali restino da qui alla conversione del decreto legge, sono nel segno dell’improvvisazione e dell’iniquità e confermano le divisioni e la confusione d’idee tra le varie anime del Pdl e della Lega”, ha dichiarato Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e Presidente dell’Assemblea nazionale del PD. “Si continua a fare male al Paese, senza un piano credibile capace di aggredire le ragioni della crisi. Il rifiuto a confrontarsi in modo vero con tutti e la cinica volontà di dividere il mondo del lavoro in buoni e cattivi, dimostrano una volta di più la totale inadeguatezza di questo governo e della sua maggioranza. Solo l’opposizione mostra di aver compreso e raccolto gli appelli alla responsabilità del Capo dello Stato”.

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In mattinata il Segretario del Pd, e molti altri dirigenti democratici hanno partecipato alla manifestazione organizzata dalla Cgil in occasione dello sciopero generale di otto ore, rilanciando le parole d’ordine del Partito sul tema della manovra economica. Bersani: “Stralciamo dalla manovra l’articolo 8. Il PD è pronto a ridurre gli emendamenti, ma la a manovra va rafforzata e resa più equa, il welfare non serve per fare cassa. Dopo, avviamo un governo di transizione”. Bindi: “Questo governo non risolve il problema, è il problema”. D’Alema: “Protesta immensa che va ascoltata”

“Così non va. La manovra va rafforzata e resa più equa, siamo pronti anche a rendere essenziali i nostri emendamenti, però bisogna fare per bene”. Il Segretario nazionale del PD, Pier Luigi Bersani lo ha ripetuto poco prima di prendere parte al corteo dello sciopero della Cgil, indetto per protestare contro la politica economica del governo e la manovra in discussione al Senato. “Se la maggioranza continua a chiedere i soldi a chi non ce li ha e continua a non far pagare chi invece i soldi ce li ha vuol dire che stanno facendo qualcosa di poco credibile anche rispetto ai mercati e agli operatori finanziari, alla luce anche dei recenti e ripetuti crolli della Borsa, non ultimo quello di ieri. E’ inutile fare presto se non si fa bene – ha notato il leader democratico – così si rischia di fare una manovra a settimana, come dimostra il fatto che a luglio è stata approvato un intervento che non è servito a nulla”.

“Per questo – ha spiegato Bersani – noi diciamo che va rafforzata e va irrobustita anche la coesione. E abbiamo delle idee alternative a quelle disastrose proposte dal governo: più risparmi sulla pubblica amministrazione, un’imposta sui grandi patrimoni immobiliari e un’operazione seria di liberalizzazioni e una tantum sui patrimoni scudati. Eppure ieri – ha aggiunto Bersani – in due minuti la maggioranza ha bocciato tutti i nostri emendamenti(in Commissione) che, ripeto, sono seri”.

Tantissimi i cortei organizzati in tutta Italia in occasione dello sciopero generale e amplissima partecipazione dei lavoratori, si parla di una media del 58% di adesione a livello nazionale. Il Segretario del PD ha sfilato nel mezzo del corteo di Roma, accanto al segretario della Cgil Susanna Camusso e all’ex segretario del sindacato Guglielmo Epifani. “E’ giusto esserci, così come è stato giusto partecipare ad altre iniziative sindacali. Parlo dei presidi della Cisl e della Uil davanti al Senato o all’iniziativa contro la manovra fatta ieri dagli enti locali. Credo sia doveroso per il PD partecipare dove, a ragion veduta e con buone motivazioni, si critica una manovra economica ingiusta e poco credibile”. Così ha commentato Bersani la sua partecipazione e l’adesione del Partito democratico.

Tra le tante critiche alla manovra. “Bisogna togliere l’articolo 8 o ricondurlo alla sostanza vera dell’accordo del 28 giugno”, ha sottolineato Bersani, “non c’entra niente con la con la crescita e la riduzione del debito ha il solo scopo di dividere il mondo del lavoro e complicare la vita a un Paese che è già in grandi difficoltà”. Bersani ha poi criticato l’opera di divisione fra sindacati che l’esecutivo a suo parere sta portando avanti. “Abbiamo un governo avventurista e irresponsabile che in un momento difficilissimo per il Paese pensa di ricavare qualche soddisfazione provocando rotture e divisioni nel corpo sociale. Se un governo vuole determinare un percorso di convergenza e unità delle forze sociali ha tutti gli strumenti per farlo, e lo dico a ragion veduta essendo stato al governo, se invece si vuole arrivare a dividere ci si riesce”. “Dopodiché – ha spiegato il Segretario democratico – bisogna iniziare un percorso di cambiamento dell’esecutivo e arrivare a un governo di emergenza, di transizione che prenda misure forti ed eque, che metta mano alla legge elettorale e che ci consenta di andare a votare con un certo anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura”.

A chi nel corso della manifestazione della Cgil ha fatto notare al segretario del Pd che non sembrava ci fosse la volontà politica di governo e maggioranza di modificare ulteriormente il pacchetto ma che invece si andava verso il voto di fiducia ‘per fare prima’, Bersani ha risposto: “Questa è gente che da mesi e mesi non si rende conto della situazione, perchè il populismo personalista deve raccontare le favole, ma così ci ha trascinato nei guai. La fiducia vera – ha detto Bersani – la si riprende con un cambiamento. Siamo i più esposti, non possiamo essere esentati dal dare un segnale di un percorso politico nuovo. Insomma, fare presto deve significare anche fare bene. Finora il governo ha chiesto 43 fiducie e abbiamo sempre avuto meno credibilità e coesione. Le fiducie sono fatte per far crescere la sfiducia il giorno dopo, sono segno di debolezza”.

“Da tempo dico che è giunto il momento di annunciare un percorso politico alternativo”, ha chiarito il segretario Bersani, ribadendo la necessità inderogabile di aprire una fase politica nuova incentrata su un governo di larghe convergenze. “Quella su un governo di transizione è una riflessione che deve essere fatta innanzitutto dalla maggioranza e da chi ha influenza sull’opinione pubblica”, ha aggiunto. “Noi, come PD, siamo pronti a dare la nostra disponibilità a prenderci le nostre responsabilità e non per ricavare un vantaggio politico, visto che in situazioni del genere sta tranquillo solo chi sta alla finestra – ha detto ironicamente Bersani – . L’unica cosa certa è che così non si può andare avanti”.

A margine della manifestazione, prima di lasciare il corteo della Cgil, diretto a Brescia per il funerale di Mino Martinazzoli, Bersani ha chiarito ai giornalisti la posizione del PD su altri ambiti della manovra. In particolare sulle pensioni: “Fuori da questa manovra si può discutere di un riassetto del welfare, ma raccattare soldi per inserire nuove risorse nella manovra e fare cassa, questo non si può fare. Sulle pensioni si potrebbe fare una operazione flessibile e volontaria in uscita tra i 62 e i 70 anni, alzando così di fatto l’età pensionabile, purché le risorse vadano ai giovani”.

Anche la Presidente del PD, Rosy Bindi, ha partecipato alla manifestazione della Cgil. Rosy Biondi ha sfilato nel corteo organizzato a Firenze. Il corteo, confluito verso piazza Santa Maria Novella, ha raccolto tra le 15 mila e le 20 mila persone. “La piazza è sempre importante – ha dichiarato Bindi – non vorremmo essere in piazza per difendere i diritti fondamentali così importanti come quelli che questo governo sta mettendo a rischio per tutti i lavoratori e tutti i cittadini. La risposta di oggi, di queste piazze in tutta Italia, è netta: questo governo non risolve il problema, è il problema”. Bindi ha sottolineato “la necessità che si apra una fase di responsabilità nazionale nella quale si facciano per il nostro Paese le scelte giuste”. Rispondendo ai giornalisti che le hanno chiesto un commento sull’assenza in piazza di Matteo Renzi, Bindi ha risposto: “La piazza è libera. Ci sono quelle persone che ritengono che non si debba ricorrere a strumenti di lotta radicali, estremi, anche se pacifici, come quello che la Cgil ha scelto. Si assumano le loro responsabilità, noi non abbiamo dubbi da che parte stare. Siamo dalla parte che difende i lavoratori e i loro diritti e siamo nettamente contro chi umilia la dignità del lavoro e dei cittadini”.

“Credo che oggi siano in sciopero milioni di lavoratori italiani. Si tratta di una protesta immensa, di cui bisogna capire il senso e che va ascoltata”, ha detto il Presidente del Copasir Massimo D’Alema sfilando con gli operai per le strade di Genova. “Questa manovra è percepita come ingiusta – ha aggiunto D’Alema– perché scarica ancora una volta tutti i maggiori costi sui più deboli e non contiene nulla per il lavoro, lo sviluppo del Paese”.

“Chi chiede responsabilità non può essere irresponsabile. Chi mina la coesione sociale è irresponsabile”, ha dichiarato Anna Finocchiaro, Presidente del gruppo PD al Senato.

“Si al rafforzamento della manovra” ha esortato Antonio Misiani deputato Pd Commissione Bilancio e Tesoriere del Partito, “varando vere misure contro l’ evasione fiscale”.

Per Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD, “soltanto un’urgente iniezione di equità ed incisività, può dare alla manovra credibilità, rafforzandola con liberalizzazioni e contributo scudati….”.

“Noi rilanciamo con forza le nostre proposte perchè ci vuole un’alternativa politica a questo governo che non rappresenta il futuro del Paese”, ha concluso Cesare Damiano, capogruppo PD in Commissione Lavoro.

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