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Risanamento, sviluppo, credibilità La nostra impresa: far crescere l'Italia

In Piazza del Popolo le proposte per lanciare l’Italia oltre la crisi. Con: Matteo Colaninno responsabile nazionale pd sviluppo industriale, Paolo Guerrieri, docente di Economia alla Sapienza di Roma, Diego Della Valle, Luigi Abete presidente della BNL. Coordina Dario di Vico editorialista Corrire della Sera. Il tema della crisi, sempre ostico per un pubblico non specialistico, questa sera sembra essere di facile comprensione grazie all’efficacia delle domande di un eccellente Dario Di Vico e alla semplicità di linguaggio dei protagonisti del dibattito.
Il primo ad essere interpellato, è il docente universitario Paolo Guerrieri, alla richiesta di spiegare i fenomeni della crisi, risponde in modo sorprendentemente chiaro, affermando che i fatti di questi giorni, come lo spread a 360 punti (differenza tra i rendimenti dei nostri titoli rispetto a quelli tedeschi) sono legati al rischio del debito: “ l’Italia, a causa del suo enorme debito pubblico, trova sempre maggiore difficoltà nel reperire creditori disposti ad acquistarne titoli di stato, e solo grazie agli interventi della BCE, che ha sopperito a questa mancanza sottoscrivendo bond del nostro paese.
Il tempo stringe, l’Italia deve avere un sussulto, altrimenti sarà sempre più esposta nei confronti dei mercati”.
Luigi Abete, da imprenditore, approfondisce l’argomento sul carattere politico del “sussulto” introdotto da Guerrieri. Per il Presidente della BNL: “La finanziaria, se rimane con i saldi iniziali, non fa altro che fermare l’emorragia, dobbiamo compiere scelte di risanamento più energiche. Pensate di avere 50000 € di reddito e 60000 € di debiti, questa è la situazione del nostro paese”.

Ricorda come nel ’92, collaborando con il Governo Amato, furono fatte scelte molto coraggiose, come l’aumento delle tasse per le imprese ed il prolungamento dell’età pensionistica dei lavoratori: “bisogna fare le cose con equilibrio, assieme, i sacrifici devono essere equi, solo così si può progettare il futuro”. Competitività, credibilità e rapidità sono le tematiche introdotte da Diego Della Valle. “Nelle crisi del passato avevamo un vantaggio, non esistevano i paesi competitori dell’est, e ciò rende la crisi molto più pericolosa, l’Italia da troppi anni sta perdendo competitività”. Per il patron di Tod’s non devono essere le ricette contro la crisi il tema al centro dell’agenda politica, ma la credibilità delle personalità che la devono affrontare, dobbiamo considerare la gente per bene che abbia un mandato concreto, e ciò è possibile solo riconsiderando la legge elettorale.

La questione morale viene poi riproposta con una battuta dell’ex presidente di Confindustria, che considera non credibile il Partito democratico. Incalzato dal giornalista la riposta di Matteo Colaninno non si fa attendere “Intanto mandiamoli a casa, hanno perso la testa, invece di affrontare la crasi propongono di spostare dei ministeri a Monza.

Hanno smantellato le strutture create da noi durante il secondo governo Prodi per la lotta all’evasione ed il controllo del deficit, adesso le hanno reintrodotte facendoci perdere 3 anni di sviluppo. Dovremmo chiedere i danni a questo Governo”. In conclusione il responsabile dello sviluppo industriale del Pd, ricorda di come lui, facente parte della società civile, ha deciso di dedicarsi all’impegno civile, ribadendo che c’è un’alternativa a questo governo, ma tutto deve essere aiutato da una nuova legge elettorale.

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