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Per sempre scuola

Pesaro in piazza del popolo si discute della situazione e del futuro della scuola italiana. E’ di scena il dibattito dal titolo “L’Italia di domani: una scuola che non lascia nessuno indietro”, con Francesca Puglisi – responsabile nazionale del settore scuola per il Pd, Giovanni Bachelet – deputato e presidente del Forum Nazionale Politiche dell’Istruzione del Pd, Andrea Gavosto – direttore della fondazione Giovanni Agnelli. Coordina il giornalista Mediaset Alessandro Banfi. Al centro delle osservazioni iniziali degli ospiti l’articolo di Marco Lodoli, apparso su Repubblica il 31 Agosto scorso, “Basta con la scuola del cuore, ricominciamo a far pensare”. Concetto principale di questo scritto è la convinzione secondo cui la situazione della scuola italiana è iniziata a precipitare da quando l’emotività è stata considerata l’unico campo in cui si realizza un giovane in formazione. Bisognerebbe pertanto ritornare a concentrarsi sulla ragione. Francesca Puglisi si dichiara parzialmente d’accordo con questa posizione, aggiungendo però che “come afferma anche il presidente Napolitano prima della ragione viene il desiderio”. Entra poi decisamente nel merito della questione: “secondo le direttive dell’UE, il paese deve dimezzare il proprio tasso di dispersione scolastica.

Serve una scuola diversa e spetta al PD crearla. Abbiamo a che fare coi nativi digitali, non possiamo più puntare su ordine e disciplina come nell’800, ne su un modello di scuola trasmissiva, ma sull’educare nel senso di far emergere, tirare fuori le qualità dei ragazzi.” Ragazzi con cui “dobbiamo imparare a dialogare in modo differente, senza nasconderci dietro a loro presunti deficit di attenzione”.

Numerose le responsabilità attribuite all’attuale governo dalla Puglisi, che lo accusa di aver compiuto un vero e proprio “massacro dell’istruzione, compiuto per mezzo dei pesantissimi tagli, dell’eliminazione della compresenza a favore di un maestro unico onnisciente in classi sovraffollate”. “Dobbiamo dare stabilità di risorse agli insegnanti perché possano sperimentare le migliori didattiche per restituire agli studenti il sapere e il saper essere”. Bachelet ritorna sul concetto di sentimento, distinguendo le emozioni suscitate dai racconti di scrittori come Moccia da quelle suscitate da una genuina curiosità e dalla “molla dell’avventura”. “Citando il fondatore degli scout Robert Baden-Powell è necessario offrire al ragazzo cose che piacciano a lui per fargli fare cose che piacciano a te”, ha dichiarato il presidente del forum delle politiche dell’istruzione.

E sulla scuola del passato compie un elogio agli anni ’60, tanto criticati in maniera di insegnamento dall’attuale ministro Gelmini: “erano gli anni in cui la scuola è stata maggiormente un ascensore sociale, grazie a provvedimenti quali l’unificazione delle scuole medie e la liberalizzazione dell’accesso universitario. Oggi servono altri modi per ridare alla scuola quel ruolo”. Posizione su cui concorda Gavosto, che aggiunge un elenco di competenze indispensabili per i giovani nel mondo di oggi: comprensione del testo, logica matematica, applicazione del metodo scientifico.

Il presidente della fondazione Agnelli sostiene inoltre che sia proprio la scuola media l’incubatrice del meccanismo di divisione sociale che si riscontra nel mondo delle superiori.
Tutto questo per la presenza di docenti vecchi o giovani ma in condizione di estrema precarietà, e per la scomparsa della funzione di orientamento che prima le medie garantivano. E’ inoltre necessario per questa fase educativa accantonare la figura del professore delle medie come professionista distaccato, in favore di dinamiche che coinvolgano maggiormente le famiglie. In chiusura di dibattito considerazioni conclusive dei partecipanti. La Puglisi: “potenziamo la formazione continua in servizio dei professori, non valutando tanto il singolo quanto l’interso sistema scolastico.

Diamo poi ai ragazzi una scuola con le risorse necessarie, aperta tutto il giorno, tutti i giorni, tutta la vita, che garantisca non solo l’accesso ma anche il diritto al successo formativo di ognuno”. Bachelet: “Serve una scuola di qualità, che esalti il principio di autonomia dei ragazzi. Chiediamo e realizzeremo dei provvedimenti che generino anche una ripresa economica”. Gavosto: “esiste un eccesso di livelli di governo che creano un problemi di coordinamento tra le varie istituzioni. Diamo più autonomia ai singoli istituti”. Bachelet: “mettiamo insieme i concorsi pubblici con l’esigenze delle singole scuole di scegliersi i professori”.

Redazione web Feste Democratiche – Francesco Gennari
Foto h224/Toni-Ugolini

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