Mese: settembre 2011

"Il portavoce della Gelmini si dimette", da lastampa.it

Le dimissioni di Zennaro seguono alle polemiche innescate da un comunicato del ministero sull’esperimento del Cern sui neutrini. Massimo Zennaro ha deciso di dare le dimissioni, ma continerà a svolgere l’incarico di direttore generale del Miur. Alla fine il «tunnel» Cern-Gran Sasso ha colpito. Massimo Zennaro, portavoce del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, ha annunciato questa mattina le dimissioni dal suo incarico con una decisione che lui stesso ha definito «irrevocabile», senza però entrare nel merito delle motivazioni. Zennaro, tuttavia, continuerà a svolgere il suo ruolo di direttore generale per lo Studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione sempre del ministero dell’Istruzione, che ricopre dal 2009. Decisione criticata dal Pd, ma anche da alcuni esponenti di maggioranza. La scelta di rinunciare al ruolo di portavoce viene definita come «personale», ma arriva al termine di una settimana non facile per la comunicazione istituzione di Viale Trastevere, dopo le polemiche sull’ormai famoso tunnel «Cern-Gran Sasso», oggetto di critiche, anche feroci, verso il ministro, ospitate soprattutto sul web e nei blog. Una responsabilità, quella di Zennaro, che non sarebbe …

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"Referendum da record", di Fabrizia Bagozzi

Verso le due del pomeriggio, quando sono arrivati a 199 scatole (l’equivalente di 500mila firme), hanno appeso alla stanza di Fausto Recchia la bandiera dei pirati. E Gabriele De Giorgi, il non ancora trentenne responsabile organizzativo della campagna di raccolta firme contro il Porcellum, si è tagliato la barba (ha smesso di farla quando è cominciata l’avventura, aveva promesso di sbarbarsi a traguardo raggiunto). A Santi Apostoli, sede nazionale del comitato referendario, sono stanchi ma felici. E indotti dai numeri alla sospensione dell’incredulità. Domani (oggi, ndr) consegneranno in Cassazione fra le 600 e le 650mila firme regolari, al netto del risultato dell’Italia dei valori. E l’Italia dei valori, per bocca del suo leader, Antonio Di Pietro, ha già venduto la pelle dell’orso, annunciando che alla fine le sottoscrizioni saranno un milione, con l’Idv vicina a quota 500mila. Un conto realistico colloca il partito di Di Pietro a 300mila. Sommate alle 650, effettivamente gratta dal basso il milione. «Non me l’aspettavo. Le questioni elettorali sono tecniche, non facili da far passare. Ma quando parli di Porcellum …

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"Ritorna la beffa degli scatti ai prof", di Flavia Amabile

L’allarme è di due giorni fa: non ci sono soldi per gli scatti dei prof e dei bidelli, a dispetto delle promesse della Gelmini e del governo. I sindacati sono già sul piede di guerra e annunciano proteste per fine ottobre se non si troverà una soluzione ad una vicenda che tra ritardi, promesse non mantenute e annunci confermati solo in extremis va avanti da oltre un anno. La notizia si sparge alla Camera dove non si discute solo di Romano e del suo arresto ma anche della Relazione della Corte dei Conti che accompagna il Rendiconto 2010 del Bilancio del Miur. E’ Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura, a lanciare l’allarme dopo aver sfogliato la pubblicazione: «Il Ministero dell’Istruzione non riuscirà a pagare a un milione di docenti e personale Ata della scuola gli scatti retributivi maturati nel 2011. Si tratta di ben 664 milioni di euro che, in gran parte, non sono disponibili nel bilancio 2011. Un taglio che, sotto l’aspetto giuridico, dopo aver riguardato il 2010 e il 2011, si …

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"Sempre meno iscritti, questa università più piccola e povera", di Fausto Raciti* e Federico Nastasi**

Cresce il divario tra atenei che possono e che non possono. Ma anche tra studenti in condizione di frequentarli e quelli tagliati fuori. In questo modo è a rischio l’Italia del futuro. L’università è una delle vittime designate della politica di risanamento e del dibattito che attorno ad essa si è aperto. Dibattito in cui tutte le vacche rischiano di essere nere. Non significa che l’università di oggi sia all’altezza del compito, ma nessuno ci venga a raccontare che una politica di costante e implacabile riduzione delle risorse servirà a eliminare gli sprechi e a renderla più equa ed efficiente. Al contrario, stiamo misurando l’allargarsi del divario tra università che possono e che non possono e, soprattutto, tra studenti in condizione di frequentarla e studenti tagliati fuori dai percorsi formativi. Secondo i dati Almalaurea dal 2006 a oggi sono crollate le matricole (-9,2%) con un record al Sud dove il calo ha toccato il 19,6%. La foto di una generazione che, rinunciando agli studi, priva il Paese di risorse sui cui costruire l’Italia che verrà. …

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Pdl in allarme, Versace se ne va. "Altri 15 pronti a lasciare", di Alberto D'Argenio e Orazio La Rocca

Lasciare il Pdl è il mio regalo per Berlusconi A me piace lavorare e nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora. «Nessuno sopporta più Berlusconi, a 75 anni dovrebbe andare in pensione». L´imprenditore di moda Santo Versace lascia il Pdl. Per dire addio al Cavaliere e alla sua compagine politica si accomoda tra i banchi del Gruppo misto di Montecitorio: «È il mio regalo di compleanno per il premier». Poi si lamenta del fatto che nel Pdl non si riesce a lavorare, non si combina nulla. E annuncia che sono parecchi i deputati che la pensano come lui e che potrebbero fare il grande passo. «Ognuno ha i sui tempi», spiega dopo che l´altro ieri non si è presentato al voto sul ministro Saverio Romano: «La politica non può aspettare la magistratura, deve capire prima chi deve andarsene». «Nel governo tutti vogliono bene a Berlusconi – racconta Versace – ma nessuno lo sopporta più, tutti vorremmo che si godesse la vita. È il momento che passi la mano». A chi chiede se il …

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"Se il cane da guardia non morde", di Vladimiro Zagrebelsky

Cane da guardia della democrazia. Questo è il ruolo che la stampa svolge (deve svolgere, deve poter svolgere) in una società democratica, secondo una formula ripetutamente utilizzata, con lessico anglosassone, dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. L’immagine è ricca di indicazioni. Il buon cane da guardia gira libero attorno a casa, orecchie tese e naso al vento. E abbaia, anche più forte del necessario e qualche volta deve mordere. Così la stampa. La libertà di espressione è uno dei fondamenti essenziali di una società democratica e vale non soltanto per le informazioni o le idee accolte con favore o che sono inoffensive o indifferenti, ma proprio e specialmente per quelle che urtano e inquietano. Sulle questioni di interesse per il dibattito pubblico, al diritto di diffondere informazioni e opinioni corrisponde quello del pubblico di riceverle. Certo è possibile prevedere limiti alla libertà di espressione, quando siano in pericolo la sicurezza nazionale o l’ordine pubblico o occorra difendere la morale o la reputazione altrui, oppure si debba impedire la divulgazione di segreti o sia necessario proteggere …

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"Il pescivendolo di Panama nuovo eroe dei berluscones", di Francesco Merlo

Ora che abbiamo visto Lavitola in tv sappiamo che Berlusconi è riuscito a degradare anche l´uomo nero in ometto nero. Nel ruolo di diavolo italiano non ci sono più i Calvi e i Sindona ma il malandrino piccolo piccolo, allo stesso modo in cui la donna fatale – Anita Ekberg, per dirne una – è stata soppiantata dalla donnetta fatale – Ruby e la Began, per dirne due. Ed è già partito sulla stampa di “casa Berlusconi” il tam tam dell´elogio del mascalzone. Lavitola è l´idolo nascente della bricconeria come stile di vita, molto più del vecchio Briatore, è il nuovo Jean Paul Belmondo della patacca, la simpatica canaglia, il bravo ragazzo per male e non solo perché ha saputo tenere testa ai cronisti giudiziari con la sua aria da impunito, la cartellina verde e i dettagli di scena preparati con l´avvocato. Ma ci si può estasiare per la “normalità” con cui Lavitola affronta temi come la latitanza a Panama, l´origine e il destino di tutti quei soldi chiamati “foto”, il codice malavitoso adottato con …

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