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Bersani sente il Colle: «Pronti a responsabilità»

Il segretario del Pd Bersani, secondo quanto si apprende, ha avuto un colloquio telefonino con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha espresso forte preoccupazione per la situazione di queste ore sulla crisi economica. Nel corso della telefonata, secondo quanto si apprende, il leader dei democratici ha dato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per l’aggravarsi della crisi finanziaria dell’Italia. «È una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai vissuto in questa crisi finanziaria», è l’analisi del leader democratico. Giro di contatti anche con i big del Pd, a partire dai capigruppo Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario Enrico Letta e il presidente dell’Assemblea del partito Rosy Bindi con i quali Bersani ha deciso di vedersi domani per una riunione urgente del Pd sull’evolversi della crisi finanziaria.

Mentre il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, segue l’evoluzione dei mercati finanziari tenendosi in stretto contatto con Palazzo Chigi, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Non vi è dubbio – si sottolinea a Palazzo Chigi – che sull’andamento negativo degli scambi influisca pesantemente la decisione greca di indire un referendum sul piano di salvataggio predisposto dall’Unione europea. Si tratta di una scelta inattesa che innesca incertezze dopo il recente Consiglio europeo e alla vigilia dell’importante incontro del G-20 di Cannes. Il presidente Berlusconi, in collaborazione con alcuni ministri del settore economico, sta mettendo a punto l’operatività delle misure dell’agenda europea concordate con Bruxelles, e che verranno illustrate ai partner del G-20. Le scelte del governo saranno applicate con la determinazione, il rigore e la tempestività imposti dalla situazione.

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Opposizioni: “Governo lasci o catastrofe”. Bersani: “Napolitano molto preoccupato”

Il segretario del Pd telefona al Quirinale: “Pronti ad assumerci responsabilità”. Da Fli appelli alla maggioranza e al premier: “Esecutivo d’emergenza prima che sia tardi”. Veltroni: “Tutti gli indici dicono che i mercati non credono a Berlusconi, qualsiasi cosa dica”. Cgil: “Mancanza di credibilità”. Davanti ai dati dello spread Btp-Bund e della Borsa, assumono quasi i toni della supplica gli appelli dell’opposizione perché il governo lasci e favorisca la nascita di un esecutivo in grado di gestire l’emergenza.
“E’ necessario subito un governo guidato da un persona autorevole che possa compiere scelte impegnative e lo possa fare in modo credibile”, scrive Walter Veltroni in una nota: “Tutto – afferma Veltroni – dice che qualsiasi cosa venga proposta da Berlusconi viene ritenuta del tutto priva di fondamento da osservatori internazionali, mercati e cancellerie”.

“Il paese – osserva Veltroni – sta precipitando in un dramma che rischia di comprometterne il destino per un lungo periodo. La sfiducia dei mercati, l’isolamento del governo italiano, le drammatiche conseguenze sociali che colpiscono impresa e lavoro, la difficile situazione del sistema bancario richiedono quel sussulto di responsabilità e di amore per l’Italia che a me appare, da più di un anno, assolutamente necessario. Ogni ora di permanenza di questo governo, ogni dichiarazione come quella del ministro delle riforme Bossi che, accanto al ministro dell’economia, dice che ‘l’Italia non dura’, costituiscono un attentato alla stabilità e al destino del paese”.

Opposizione, colloqui e domani vertice. Giornata di colloqui per il leader del Pd, Pierluigi Bersani,”in una delle giornate più drammatiche che l’Italia abbia mai visto in questa crisi finanziaria”. Oltre al Capo dello Stato, Bersani ha sentito gli altri leader dell’opposizione, Casini e Di Pietro. Infine, si è tenuto in contatto con i dirigenti del Partito, a partire dai capigruppo di Camera e Senato, Dario Franceschini e Anna Finocchiaro, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta e la presidente dell’asemblea nazionale, Rosy Bindi. Con loro ha deciso di convocare una riunione urgente, già domani a Roma, sull’evolversi della crisi.
Intanto Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei valori, invita a “non scaricare sul referendum greco le responsabilità del Governo italiano”. Dice Di Pietro: “In Italia c’è una crisi nella crisi, un’anomalia nell’anomalia. Cè la crisi di credibilità del Governo che è causa della crisi e non può quindi esser la cura. Siamo disponibili ad andare oltre la mera opposizione per un’alternativa di governo molto ampia”.

Fli: “Ricostruzione nazionale”. Sulla stessa linea l’appello di Italo Bocchino, vicepresidente Fli: “I segnali che arrivano dai mercati dovrebbero far riflettere ministri e parlamentari della maggioranza che, pur difendendo in pubblico il presidente del Consiglio, sanno bene che l’Italia ha bisogno di scelte coraggiose e di riforme strutturali piuttosto che del tirare a campare. Accolgano il nostro invito per un governo di ricostruzione nazionale, perchè è chiaro che Silvio Berlusconi ha deciso di terminare la sua esperienza politica trascinando il paese nel baratro”. Invece, conclude Bocchino, “è arrivato il momento di stringerci come italiani e di rimboccarci le maniche per dimostrare all’Europa che siamo ancora all’altezza di sedere al suo tavolo”.
Da Fli, anche il capogruppo alla Camera, Benedetto Della Vedova rivolge un appello al premier: “Non è più tempo di berlusconismo e di antiberlusconismo. E’ il tempo della responsabilità collettiva. Berlusconi faccia la prima mossa e consenta di costruire un nuovo governo con la più ampia maggioranza possibile, naturalmente a partire dalle forze parlamentari che ora sostengono il governo”.

Le forti preoccupazioni per la situazione di queste ore sono condivise dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che le ha confermate stamattina al segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Nel corso di un colloquio telefonico, Bersani ha comunicato al capo dello Stato la disponibilità del Pd e delle forze di opposizione a prendersi le responsabilità necessarie per una soluzione di governo che consenta di far fronte all’aggravarsi della crisi finanziaria italiana.

Sul fronte sindacale, la Cgil affida a una nota il suo pensiero: “Alla profonda crisi europea si aggiunge una ormai drammatica crisi italiana, enfatizzata dalla fragilità e dalla mancanza di credibilità di un governo che sta portando i nostri titoli pubblici ad una situazione di insostenibilità. La pressione esercitata dai mercati non è diretta solo al nostro paese ma è indirizzata verso il governo che è la parte preponderante del problema”.

Dalla maggioranza le risposte sono nette. Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, ammette che servono misure incisive e urgenti, ma giudica “assolutamente fazioso e antinazionale l’attacco di Fli e di altre forze politiche perché la situazione di difficoltà non riguarda solo l’Italia, ma è di tutta Europa”. Secondo Cicchitto, “solo l’attuale governo può affrontare la situazione perché se esso cadesse, il Pd e i suoi alleati sarebbero molto lontani sul piano programmatico da ciò che richiedono l’Unione europea, la Bce e quant’altro e quindi ci troveremmo a fare i conti con un autentico salto nel buio”.

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