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Classi-pollaio, ultimatum del Tar "Il ministero presenti il piano", di Salvo Intravaia

Un’ordinanza del Tribunale, che ha accolto il ricorso del Codacons, intima a viale Trastevere di consegnare entro dieci giorni il progetto di riqualificazione dell’edilizia scolastica. Se il termine non sarà rispettato, scatterà la sanzione. Sulle classi-pollaio la Gelmini rischia di essere commissariata. E non sarebbe la prima volta: accadde anche con le graduatorie ad esaurimento e il governo, successivamente, fu costretto ad adeguarsi. Questa volta, è il Codacons a mettere alle strette il ministro dell’Istruzione. Se entro dieci giorni non farà pervenire al Tar Lazio il Piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica, il giudice amministrativo, quasi certamente, farà scattare la sanzione che colpisce le amministrazioni pubbliche che non hanno dato seguito ad una sentenza dei giudici.

L’ultimatum è contenuto in un’ordinanza pubblicata lo scorso 28 ottobre dai toni piuttosto netti: “Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis) – si legge – ordina al ministero Istruzione, Università e Ricerca di depositare nella segreteria della sezione nel termine di giorni dieci decorrenti dalla comunicazione” il Piano di riqualificazione dell’edilizia scolastica. Tutto inizia lo scorso dicembre, quando il Tar accoglie il ricorso del Codacons sulle classi-pollaio, richiamando il ministero al rispetto delle leggi vigenti in materia di affollamento delle aule scolastiche.

Il decreto sul dimensionamento scolastico, voluto nel 2009 da Tremonti, impone limiti al numero degli alunni per classe fino a 30, ma una norma del 1992 stabilisce che in caso di incendio in classe debbano esserci al massimo 26 persone: 25 alunni più l’insegnante. “Se il ministero vuole classi più numerose deve anche assicurarsi che gli edifici scolastici siano idonei ad ospitarle, nel rispetto delle norme di sicurezza vigenti”, si legge in una nota del Codacons che commenta la sentenza. E il Piano in questione serve proprio a questo, ma nessuno lo ha ancora predisposto.

Intanto, per effettuare i tagli imposti dalla Finanziaria del 2008, le aule scolastiche si gonfiano di alunni facendo crollare i margini di sicurezza. Viale Trastevere si è opposto al pronunciamento dei giudici del Tar, ma lo scorso giugno il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso confermando la precedente senza del Tar. Sulla questione, il ministero è stato sempre abbottonato: non ha mai voluto rendere noti i dati sulle classi con oltre 25 alunni. La Gelmini si è limitata a dire che le classi con oltre 30 alunni sarebbero appena lo 0,6 per cento del totale: poco più di duemila. E quelle con oltre 25 alunni?

Secondo una statistica top secret stilata dal ministero sarebbero 17 su 100 le aule che nel corrente anno scolastico ospitano più di 25 alunni: oltre 62 mila classi che, in caso di incidente e conseguente sgombero, potrebbero ritrovarsi a fare i conti con la normativa antincendio. Da quando a viale Trastevere siede la Gelmini il loro numero è aumentato di quasi sei punti percentuali, passando dall’11 al 17 per cento. Il record spetta alla scuola dell’infanzia, dove una classe su tre può definirsi “pollaio”, e al superiore dove in prima le classi-pollaio superano il 50 per cento.

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