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"Scuola:in pensione a 80anni ma in classe fino a max 55", di Mila Spicola

Ve la dico come vi è venuta. Prendetela come una provocazione, ma nemmeno tanto. Giusto per capire come la pensiamo tra noi colleghi Ma anche altri che volessero dire la propria, la dicessero pure.
Premessa:
a. L’insegnamento è lavoro usurante, così usurante che tra gli insegnanti si rilevano patologie psichiatriche pari al triplo che in ogni altra categoria professionale, compresi gli operai. Cosa che tutti ignorano, o fanno finta di ignorare, persino gli stessi docenti, tra i quali, sull’argomento vige il silenzio più totale nonostante il testo unico 81 obblighi i dirigenti scolastici ad effettuare annualmente il monitoraggio antistress. Del resto lavoriamo con materiale da maneggiare con cura ed esplosivo: i ragazzi. Non ci credo che possiamo resistere in classe fino a 67 anni. Nemmeno per idea.Nemmeno il collega che qua sotto commenterà che lui lo farebbe anche oltre..

b. Abbiamo la classe docente più vecchia al mondo. Spesso meno motivata e più stanca. Non va bene. Non va bene ai ragazzi. Non va bene ai genitori. Non va bene a noi. Non parlatemi di esperienza ma se penso che ad evacuare una classe di 32 quattordicenni in caso di terremoto potrebbe esserci una docente di 67 anni mi si rizzano i capelli (immagino anche a lei).

E allora io dico una cosa:

Su base volontaria, ripeto, su base volontaria, aggiungo: per chi lo volesse, potrebbe essere possibile allungare il tempo dell’età pensionabile di un docente della scuola statale persino oltre i 67 anni, ma a patto che rimanga in classe fino a massimo 55 anni.

Negli anni rimanenti i docenti verrebbero impegnati in tutta una serie di attività di paradocenza cruciali e indispensabili, presenti in tutti i paesi civili, che spesso sono le azioni che fanno la differenza, ma da noi non previste o assorbite in modo poco chiaro e definito: recupero degli ultimi e potenziamento dei bravi, formazione e aggiornamento dei docenti più giovani, gestione e organizzazione, funzioni strumentali (oggi svolte sempre dal solito collega), sostituzioni, ricerca e documentazione, tutoraggio, rapporti col territorio, organizzazione laboratori, visite guidate, corsi extracurriculari, rapporti col territorio, educazione permanete degli adulti.

Potrei proseguire.

I costi verrebbero recuperati dai soldi guadagnati nel coprire funzioni oggi coperte con altri costi e verrebbero colmati anche dai proventi dello spostamento in avanti dell’età pensionabile e dagli anni in più prestati al servizio.

Io rimarrei fino agli 80 a queste condizioni se il cervello mi reggesse. Conosco tantissimi colleghi in pensione che anelano nel voler mettere a frutto esperienza e conoscenza e non possono più farlo.

Infine, cosa non trascurabile, daremmo il posto ai tanti colleghi giovani e precari.

E li paghiamo noi questi giovani colleghi, con i nostri anni in più di lavoro.

Se ne avvantaggerebbero i ragazzi: classe docente giovane, motivata, meno stanca.

E i docenti non ne parliamo: si arriva oggi a 60 anni col cervello sminuzzato e l’animo maciullato (non negate, per favore, uno su due di noi vorrebbe fuggire dalla scuola), pur amando dal profondo questo mestiere e i ragazzi, succhiano il sangue. Lo sappiamo bene.

Si lo so, prima dovremmo tentare di sanare i guasti fatti, certo, tutte le altre cose che non vanno…le scuole cadenti, le classi affollate..le cose che ripetiamo da anni…

Secondo me, se ben predisposta, arriverebbero altri soldi, da una manovra del genere e potremmo anche pagarci qualche ridimensionamento equo e solidale di ragazzi in classe , sistemare qualche scuola più rotta delle altre, nell’attesa che un pio governante si renda conto che è giunta l’ora di tornare umani.

Che ne pensate?

PS Ogni commento o contributo è ben accetto tranne quelli del tipo “quando andavo io a scuola”..per favore..torniamo umani.

L’Unità 06.11.11

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Francesco
Ospite
Sottoscriverei con il mio sangue questa proposta, se fosse necessario. Ho quasi 53 anni, insegno italiano-storia-geografia-cittadinanza e costituzione nella scuola secondaria di I grado, e sono stanchissimo. Talmente estenuato da non riuscire nemmeno più, da anni ormai, a compilare domanda di passaggio alle superiori, dove potrei insegnare “la mia disciplina”: Filosofia e Storia (laddove sono laureato, abilitato e specializzato). Ma non credo più di poter neppure lasciare la scuola. Una fatica infinita per entrare “in ruolo”, impossibile uscirne se non in una bara… Lei si trova nel luogo giusto dove poter operare e fare proposte intelligenti, forse troppo elevate per… Leggi il resto »
GIUSEPPE DONNARUMMA
Ospite
Io a 58 anni, potendo, sono scappato. Ma sarei potuto rimanere ancora per molto tempo e continuare a dare il mio contributo a tanti processi in cui ero impegnato, se fosse stato possibile. Ma, anche amando questo lavoro e i giovani, mantenevo il mio buon rapporto con loro con grandissima fatica. Si stava creando tra noi una difficoltà di comunicazione, perchè i nostri rispettivi mondi si riferivano ad una diversa gerarchia di valori, a priorità diverse che comprendevo,ma non condividevo, nè volevo giustificare e non avevo la forza di impegnarmi in un esercizio dialettico defatigante, cominciando a diventare molto distanti… Leggi il resto »
antonella
Ospite

sto pagando le conseguenze di questa pazzia parlamentare, e qui mi fermo nel definirla…ho avuto la disgrazia di essere perdente posto, causa riforma gelmini, e di rientrare su utilizzazione nella stessa classe che avevo lo scorso anno, prendendo il posto di una mia collega di 61 anni che insegnava matematica, o fantamatematica, come la chiamavano i genitori…
che dire? i buchi di tutti gli alunni, le voragini sono tali da farmi diventare vecchia subito…
sto lavorando con una programmazione di 3^ in una 5^…
per recuperare le voragini lasciate dalla collega, che è andata ad insegnare altrove…altri danni…
non vi dico il mio stress…

rosario
Ospite
beh io insegno da quasi 11, e ne ho solo 34 di anni. ma ho visto abbastanza per fare delle mie considerazioni, sicuramente non troveranno tutti d’accordo, ma fondate su dati reali. 1) il bornout esiste ed è ogni insegnante anche quello che pensa che gli altri sono di serie b se non ce la fanno, ne deve tenere in considerazione, poiché nella vita tutto è possibile, anche subire la stessa sorte di chi si denigrava. 2) l’insegnamento, nonostante la naturale predisposizione e dedizione, probabilmente innata per molti, è comunque un lavoro, tra l’altro tra i più usuranti dal punto… Leggi il resto »
maria
Ospite

25 anni di ruolo non sono pochi. L’insegnamento è stata una mia scelta avendo superato e vinto altri due concorsi nella pubblica amministrazione.
Adesso sono stanca, 9 classi e 210 alunni. A 65 o 67 anni passerà lo scuolabus comunale per portarmi a scuola.
Concordo con la tua proposta.

Francesca Lorenzoni
Ospite
Trovo la proposta estremamente interessante. Ci vorrebbe un ripensamento generale della scuola, dei tempi, delle dinamiche e, naturalmente, del modo e dei modi di stare in classe. Credo che si debbano anche ripensare alcuni automatismi che non tengono conto delle differenti realtà, e delle esigenze specifiche, legate ai diversi ordini di scuola. L’idea di una nuova comunità educante nella quale insegnanti più o meno giovani collaborino è stimolante; prima però, anche sulla scorta della riflessione della collega precaria sulle ore aggiuntive, chiediamoci se i docenti italiani sono davvero pronti a qualcosa del genere. Il panorama della scuola che ho di… Leggi il resto »
Fabio Milito Pagliara
Ospite
Fabio Milito Pagliara
Posso solo concordare, lo dico da tempo 🙂 per cui mi autocito: “Infine si parla di merito e carriera dei docenti ma è mai possibile che l’unica carriera di un docente debba essere SOLO guadagnare un po’ di più, vogliamo cominciare a discutere della possibilità di una carriera che si differenzi (se il docente vuole) anche per compiti? Ad es. 1) Docente 1: si occupa del tutoraggio e del doposcuola degli allievi 2) Docente 2: può anche fare lezione in cattedra 3) Docente 3: può svolgere compiti ispettivi, può svolgere le prove di valutazione è solo un esempio ma è… Leggi il resto »
Nada
Ospite

concordo, riconcordo e strariconcordo…
avete messo nero su bianco ciò che ho sempre pensato!
ma non deve mai diventare un obbligo lasciare la scuola a max 55 anni poichè ci sono molti docenti maturi che possono dare ancora molto e forse anche meglio dei giovani docenti.
se avete bisogno di me sono pronta per questa battaglia.

Francesco
Ospite

Tali punti programmatici, sono ossigenanti per un sistema scolastico come il nostro, sempre più disastrato e “invecchiato”. Il punto fondamentale rimane sempre lo stesso da anni: il nuovo governo che si insidierà ( mi auguro) nell’ imminente, sarà finalmente in grado a realizzarli concretamente?

Francesco Fabbricatore

Emanuela
Ospite
Piccola premessa doverosa per farvi capire che non sono approdata all’insegnamento per caso, nè per comodità: insegno da soli 5 anni e ne ho “solo” 40, ho scelto di fare questo lavoro dopo averne fatti molti altri che mi impegnavano per 40 ore settimanali ma non mi arricchivano quanto questo lavoro che amo.. L’ho scelto nonostante debba spostarmi ogni giorno con il treno in altra provincia, nonostante il precariato e nonostante le umiliazioni a cui siamo spesso sottoposti. Tutto questo per dire che non tornerei indietro, ma che è fisicamente e psicologicamente impossibile svolgere questa professione oltre una certa età,… Leggi il resto »
Gianni Stival
Ospite

Io tutti questi docenti da ospedalizzare non li ho mai incontrati, neppure negli istituti professionali. Forse sarebbe ora di scendere con i piedi perterra e iniziare veramente a sanare i guasti fatti. Possibilmente senza tutta quella demagogia che c’è stata ai tempi di Fioroni, che un giorno parlava male di questi studenti da carcerare, il successivo parlava male dei genitori con i paraocchi e il terzo giorno parlava male dei docenti, tutti scasafatiche (e a quanto pare oggi anche da curare).

franca
Ospite
Concordo pienamente, le nostre classi sono piene di insegnanti al limite di una crisi. e dicimocelo pure dopo i 55 le energie non ci sono più , si dovebbe dare la possibilità di avere un orario ridotto completato con altre attività come da te suggerito; ma forse i ns politici (ai quali bastano 5 anni di privilegi per aver diritto alla pensione) potrebbero togliersi i privilegi e provare loro. Una proposta a costo zero, non si potrebbe cominciare almeno da una piccola modifica per dare lavoro a più persone, l’orario frontale di 18 ore dovrebbe essere definito come limite e… Leggi il resto »
annamaria
Ospite

Anch’io trovo la proposta assolutamente condivisibile. Sarebbe un modo intelligente di conciliare l’energia e l’entusiasmo dei giovani con l’esperienza degli anziani. La scuola e i ragazzi trarrebbero solo vantaggi da una simile soluzione.

mario
Ospite

Proposta troppo intelligente per l’Italia…

MICHELA
Ospite

Sono pienamente d’accordo con quanto è stato detto. L’insegnamento è il lavoro tra i più usuranti perchè si ha a che fare con personalità in formazione. Occorre essere pieni di energie fisiche e mentali oltre che esperti in materia.,Non si può non pensare a questo e poi parlare di scuola di qualità.

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