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Produzione industriale -4,8% a settembre il dato peggiore da dicembre 2008

I dati Istat relativi a settembre evidenziano un fortissimo calo rispetto ad agosto, mese che aveva fatto registrare un incremento del 3,9%. Il confronto con lo stesso mese del 2010 evidenzia una flessione del 2,7% (la più marcata da fine 2009). La produzione industriale a settembre è calata del 4,8% rispetto ad agosto (dato destagionalizzato) e del 2,7% su base annua (dato corretto per effetti di calendario). Lo rileva l’Istat. Il ribasso congiunturale è il peggiore da dicembre 2008 e il tendenziale da dicembre 2009. Nel terzo trimestre, la produzione industriale è scesa dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti, mentre il dato nella media dei primi nove mesi del 2011, su base annua, risulta in crescita dell’1,3% (dato corretto per effetti di calendario).

“Il forte calo congiunturale di settembre – spiegano i tecnici dell’Istat – arriva dopo il forte aumento registrato ad agosto”, quindi sulla negatività del dato pesa anche un effetto di confronto con un mese che ha fatto segnare un aumento del 3,9%. Tuttavia anche il confronto con settembre 2010, registra un ribasso deciso. Infatti, spiegano sempre i tecnici dell’Istituto di statistica, si tratta del “tendenziale più negativo dall’inizio della ripresa”, ovvero dalla fine del 2009. Inoltre anche il dato congiunturale del terzo trimestre (-0,1%), mostra una “produzione che resta stagnante sul trimestre precedente”.

Gli indici corretti per gli effetti di calendario (i giorni sono stati a settembre 22 come nello stesso mese del 2010) registrano, una crescita tendenziale per il solo comparto dell’energia (+6,7%). Diminuiscono in modo significativo i beni di consumo (-7,1%) e, in misura più contenuta, i raggruppamenti dei beni intermedi (-2,5%) e dei beni
strumentali (-0,2%).

Nel confronto tendenziale, i settori dell’industria caratterizzati da aumenti sono: coke e petroliferi (+2%), metallo (+1,8%), energia (+7,4%), fabbricazione di macchinari e attrezzature (+3,7%). Tutti gli altri sono in calo, con le diminuzioni più ampie per industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-12,7%) e fabbricazione di prodotti chimici (-9,3%). I settori risultano tutti in calo congiunturale.

da repubblica.it

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