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"Profumo di esuberi", di Pippo Frisone

Uno dei tanti nodi che il neo ministro dell’istruzione Profumo è chiamato a sciogliere è quello degli esuberi del personale della scuola. In parte frutto della denatalità delle regioni meridionali ma soprattutto dei tagli e delle pseudo riforme volute dall’ex ministra Gelmini. Sono oltre 10mila gli esuberi della scuola, dopo le operazioni di trasferimento e passaggio per il 2011/12.

Sono tutti docenti, privi di una titolarità di scuola e senza una cattedra d’insegnamento in organico di diritto.

Tutti son diventati titolari nella rispettiva dotazione organica provinciale.

Il grosso di questi esuberi si colloca nella secondaria di secondo grado con quasi 7mila unità, di cui quasi tremila sono insegnanti tecnico-pratici senza laboratorio.

Circa 1.200 sono gli esuberi della scuola media mentre quasi duemila sono i maestri esuberi della primaria, collocati per lo più nelle regioni meridionali, con in testa Napoli e la Campania.

Al neo ministro Profumo toccherà gestire un funerale che in passato, pur se previsto dalle norme del dlgs 165/01, né destra né sinistra avevano mai avuto il coraggio di celebrare.

Ad imporglielo, oltre a Bruxelles, è la perentorietà dell’art.4-terdecies del maxiemendamento sulla stabilità (ex finanziaria), approvato definitivamente dalle Camere, un giorno prima dell’incarico al neo sen. Monti.

Con tale norma, data l’informazione alle OO.SS., l’Amm.ne verifica la possibilità di ricollocazione totale o parziale al proprio interno o in altre amministrazioni, prima nella stessa provincia, poi in altre province della stessa regione ed infine in altre regioni.

Dopo 90gg. dalla comunicazione data alle OO.SS., i docenti in esubero che non trovano posto saranno collocati in disponibilità fino ad un massimo di 24 mesi, con una indennità pari all’80% dello stipendio in godimento. Dopo di che ci sarà il licenziamento.

Come gatta da pelare per il neo ministro Profumo direi non c’è male.

Come farà il governo Monti a coniugare rigore ed equità in una situazione del genere ?

Gli esuberi resteranno un problema aperto fin quando nella secondaria la riforma Gelmini non andrà completamente a regime nel 2015.

Quali politiche saranno messe in campo? Gli esuberi saranno abbandonati definitivamente al loro destino o si cercherà quantomeno di trattenere buona parte di loro, riqualificandoli in altre classi di concorso o posti? In passato, negli anni ’80, politiche di riqualificazione degli esuberi furono messe in campo con successo e anche le risorse necessarie.

Sarà ancora così o il debito pubblico non lo consentirà più?

Agli esuberi senza speranza di rimanere nella scuola , non resterà che ricollocarsi magari in altra amministrazione o in altra regione.

Chi rifiuterà anche tale ipotesi, dopo due anni a disposizione all’80% dello stipendio, andrà incontro al licenziamento.

Riuscirà il neo ministro Profumo a neutralizzare l’art. 4-terdecies del maxiemendamento?

Se considera gli esuberi una risorsa da utilizzare farà di tutto per ricollocarli dentro o fuori dalla scuola, se li considera invece un peso inutilizzabile, li abbandonerà al loro destino.

Noi ci auguriamo che prevalga , sempre e comunque, l’ipotesi più razionale ed economicamente più vantaggiosa per tutti , cioè, la riqualificazione degli esuberi.

Per quanto riguarda il governo , quello degli esuberi della scuola sarà un banco di prova importante per misurare la medicina (riformismo o neoliberismo) più adatta a curare la crisi del nostro Paese.

da ScuolaOggi 18.11.11

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