Anno: 2011

"Caro ministro, sia davvero super partes", di Milena Gabanelli e Giovanna Boursier

«Se l’insalata costa di più perché l’Iva è aumentata, io ne vendo di meno, ma la benzina che metto nel furgone quando vado all’ortomercato adesso è più cara, anche se carico 10 cassette invece di 20!» mi dice il fruttivendolo. Lo stesso giorno, in ascensore, incontro il vicino del piano di sopra: «A fine gennaio non mi rinnoveranno il contratto alla Coop e quindi venderò la macchina perché non so con cosa pagare l’assicurazione». Siamo in recessione e sarà dura «quasi» per tutti. Le ragioni sono state spiegate e rispiegate, ma quel «quasi» fa la differenza e chi governa un Paese non può non sapere che, quando la maggior parte dei cittadini è allo stremo, prima di chiedere «ancora uno sforzo», occorre dare almeno l’impressione che i primi a «sforzarsi» siano proprio coloro decidono per tutti. Corrado Passera è ministro dello Sviluppo, Infrastrutture, Trasporti e i suoi ministeri dovranno, più di altri, partorire una crescita che per ora non si intravede. Considera giustamente prioritario saldare i debiti della Pubblica amministrazione e pensa di farlo con …

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"I riformisti ascoltino Napolitano", di Debora Serracchiani

«Il problema che in primo luogo va risolto, e fallendo il quale qualsiasi altro progresso non è che apparenza, è la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in stati nazionali sovrani». Non dubito che parecchi avranno riconosciuto la famosa frase spinelliana del manifesto di Ventotene, il pamphlet più antesignano dell’idea d’Europa che oggi, a leggere le cronache, sembra debba traslocare sullo scaffale della fantapolitica. Eppure il nodo è e resta tutto lì, e più si prova a rinviarne la soluzione o ad arrangiare pecette per tenere assieme i pezzi del puzzle continentale, più si avvicina la resa finale dei conti; con l’Europa degli stati che riprende definitivamente il sopravvento, si candida all’irrilevanza politicoeconomica, e si condanna ad essere un territorio in decadenza nella sfida globale. Dovrebbe dirci qualcosa la notizia che il Brasile ha superato la Gran Bretagna nella graduatoria mondiale del Pil piazzandosi al sesto posto tra le grandi economie. E un’altra spia dovrebbe accendersi quando veniamo a sapere che gli scambi fra la Cina e il Giappone avverranno in yuan e yen, senza far …

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"Il genero tedesco", di Curzio Maltese

I fatti sono ancora pochi, ma lo stile è molto. Una delle richieste del mondo all´Italia, un cambiamento nello stile di governo, Monti l´ha garantita. Per chi ha seguito la decina di conferenze di fine d´anno di Berlusconi, è una rivoluzione. Sul piano dello humour, per cominciare, siamo passati da Bombolo a Oscar Wilde. Il professore dimostra una bella dimestichezza con alcune delle virtù meno frequentate dagli uomini pubblici italiani, l´ironia e l´understatement. Il suo incedere lento, a tratti meccanico, si apre di continuo a paradossi divertenti, perfino trovate surreali. Quando gli chiedono se riuscirà a rassicurare l´opinione pubblica tedesca, risponde citando la Suddeutsche Zeitung, «che mi ha definito il genero ideale, perché parlo poco e vesto in maniera banale. Un grande complimento per me e per i tedeschi. Direi che il più è fatto». Al lungo cahier de doleances dell´Ordine dei giornalisti, replica di conoscere la materia «avendo scritto due o tre articoli nella vita». Agli appelli degli economisti obietta «conosco anch´io un minimo di economia e capisco che la manovra ha molti inconvenienti». …

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"I fuochi sul cammino del governo", di Mario Deaglio

Molti italiani saranno rimasti sbalorditi alla vista di un presidente del Consiglio che si esprime con grafici; altri avranno trovato, tutto sommato, grigia un’esposizione in cui volutamente non si sono toccate corde emotive ma si è enunciata una lunga serie di fatti e di intenzioni. I telespettatori non erano preparati a una lezione in diretta, a un tipo insolito di comunicazione politica e continuano a restare spaesati di fronte a una griglia di provvedimenti che incide su moltissimi aspetti della società italiana. Per superare lo sbalordimento occorre probabilmente mettersi nei panni del Professor Monti, nella condizione, incredibile per l’italiano medio, di un presidente del Consiglio che dichiara di non avere alcuna particolare ambizione politica e di trovarsi in una posizione da superchirurgo incaricato di tagliare e ricucire là dove è risultato impossibile, a chi ne aveva il mandato politico, di fare altrettanto. Agli occhi di un osservatore esterno, la manovra del presidente del Consiglio si svolge tra due fuochi. Il primo è rappresentato dalla crisi del debito pubblico italiano sui mercati finanziari internazionali. La sua …

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"La lingua del disincanto", di Massimo Giannini

In questo gelido inverno del nostro scontento, è quasi inutile chiedere a Mario Monti conforto e calore. Il suo governo “di scopo” non è nato per questo. La sua forza, che è anche la sua debolezza, deriva dal vuoto pneumatico della politica che si autosospende momentaneamente per manifesta incapacità. Il suo compito è dire l´amara verità a un Paese che per tre anni e mezzo è vissuto nel Truman Show berlusconiano, convinto che la crisi non ci avrebbe colpito, o che l´avremmo superata senza traumi, prima e meglio degli altri. La sua missione principale è risanare un bilancio pubblico martoriato da una mistura di diffuso lassismo finanziario e di ottuso rigorismo da tagli lineari. Tutto il resto verrà dopo. Le riforme e la crescita, l´equità e le grandi opere. Nella sua prima conferenza stampa di fine d´anno, il presidente del Consiglio parla il linguaggio ruvido del disincanto. Il decreto Salva-Italia ha raggiunto l´obiettivo. «Eravamo sull´orlo del burrone, ma non ci siamo caduti». «Ora non siamo più vicini alla Grecia». «L´alternativa non era tra una manovra …

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Cresci-Italia, Monti: «Prime misure a fine gennaio»

Prima conferenza stampa di fine anno da Presidente del Consiglio oggi per il neo Premier Mario Monti. Con grande attenzione anche, all’indomani del lungo consiglio dei ministri che ha discusso la «fase due» del governo, per le prossime misure destinate a rilanciare la crescita e lo sviluppo. Cita Berlusconi, poi servirono 5 manovre… Mario Monti non nega che la manovra ‘salva Italia’ abbia potuto anche produrre effetti recessivi, come ha denunciato l’ex premier Silvio Berlusconi, ma tiene a precisare che senza farla «il sistema sarebbe esploso» quindi ricorda come sono andate le cose nell’ultimo anno: «Il mio predecessore, Berlusconi, il 23 dicembre 2010 disse: ‘non servirà una manovra correttiva’, le cose poi sono andate diversamente – ha detto il presidente del Consiglio -, nel frattempo sono state necessarie cinque manovre e solo l’ultima porta la mia firma. Berlusconi disse anche ‘serve un bagno ottimismo, nella crisi il fattore psicologico è importantissimo’ perciò invitò i giornali a non dare solo notizie negative. Io sono sicuro che questo sforzo che facciamo di spiegare le cose in una …

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"Boicottare la Lega", di Pietro Spataro

Ormai non sanno più che cosa inventarsi. Travolti dal sacro furore dell’opposizione dura e pura i leghisti si comportano come pugili suonati che menano fendenti a casaccio. È con questa irrefrenabile pulsione che ieri un’eurodeputata del Carroccio, talMara Bizzotto, ha ospitato, sicuramente con soddisfazione, sul suo profilo Facebook la proposta di boicottare il discorso di fine anno del presidente della Repubblica. Ovviamente lo ha fatto senza risparmio di offese: Napolitano viene infatti considerato un traditore della Patria che ha agito incostituzionalmente e verso il quale va manifestata profonda indignazione. La signora Bizzotto, esponente di spicco della Lega a Bassano del Grappa, si è distinta nella sua attività parlamentare per un altro boicottaggio: quello dei rifiuti di Napoli, mai nel Veneto. E si è impegnata alla spasimo per costituire una squadra ciclistica veneta e per garantire i servizi (case popolari o libri di testo) solo ai veneti. Insomma, una vera paladina della superiorità della «razza veneta». Non sappiamo se la proposta di spegnere la tv quando la sera del 31 apparirà Napolitano incontrerà il favore dei …

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