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RAI, Bersani: "Stop a inciuci, il PD non partecipa"

Il Segretario del PD ha ribadito la necessità di riformare la ‘governance’ della RAI, sospendendo i vecchi riti di una così grande azienda pubblica. Vita: “Ci appelliamo al Presidente di garanzia Garimberti, per evitare la morte in diretta del servizio pubblico”

“Non so di accordi ma mi stupirei se in tempi di tanta sobrietà si moltiplicassero le nomine”, così il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ha risposto ai giornalisti in Transatlantico, in relazione a voci di un’intesa tra Pdl e Lega sulle nomine al prossimo CdA di viale Mazzini.

La voce, in particolare è di Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21, che a Radio Radicale ha dichiarato: “Mi assumo tutta la responsabilità di quello che dico e spero di essere smentito subito dalla RAI e dalle persone coinvolte: è stata raggiunta questa notte un’intesa tra la Lega e il Pdl, che poi qui fanno finta di litigare, per procedere nella prossima seduta del CdA, costi quel che costi, a nominare per un anno ulteriormente l’attuale direttore del Tg1 Maccari, già in pensione, e a nominare un Direttore della Lega che si chiama Casarin alla Tgr, con due condirettori del centro destra….”.

“Noi non partecipiamo a inciuci – ha fortemente ribadito Bersasni – e se questo succederà diremo con voce alta la nostra. La Rai deve essere sottratta dalla deriva, sospendendo i vecchi riti e riformando la governance di una così grande azienda pubblica”.

“Non voglio crederci! Alla faccia dell’informazione plurale e autonoma del servizio pubblico! Ha affermato con indignazione Carlo Rognoni, responsabile del Forum PD per la Riforma del sistema radiotelevisivo. “Ma se fosse confermata la notizia diffusa dall’onorevole Giulietti, in Rai avremmo toccato il fondo – ha proseguito – anzi raschiato il fondo del barile. Saremmo davanti a uno scandalo insopportabile e inaccettabile, le cui conseguenze non potrebbero che essere quelle di far precipitare la RAI in una crisi di governo profonda e irrecuperabile”.

Rognoni ha poi considerato che in questa situazione, “risulti difficile immaginare che il Presidente della Rai resti al suo posto così come quei consiglieri che sentono la preoccupazione di scelte adeguate e responsabili, oggi che sono alla fine del loro mandato ancor più di ieri. Non voglio crederci, poi – ha insistito – perchè immagino che anche se Pdl e Lega hanno firmato questo patto scellerato, sarà il direttore generale Lorenza Lei ad avere la forza e il coraggio di opporsi. E, come è noto le proposte in Cda alla RAI devono sempre essere fatte dal direttore generale. Non dai consiglieri, neppure dalla maggioranza del consiglio”.

“Se fossero vere le notizie di un imminente colpo di mano alla Rai sulla direzione del Tg1 e del Tgr, se ne dovrebbero trarre le dovute conseguenze”, ha commentato il senatore del PD Vincenzo Vita, componente della Commissione di Vigilanza Rai.

“Persino chi di noi è sempre stato contrario a forme di commissariamento della Rai, sarebbe costretto dalla gravità dei fatti a ricredersi. Per non dire della ventilata partecipazione al voto di Antonio Verro, consigliere e parlamentare insieme. Ci troveremmo in tal caso di fronte ad un vero e proprio aggiramento delle norme sull’incompatibilità e a una spregiudicata esibizione di potere extra legem. Noi non rimaniamo inerti – ha proseguito Vita – porremo la questione nelle sedi competenti e intanto ci appelliamo al Presidente di garanzia Garimberti, affinché chiarisca quello che sta succedendo. In linea con le parole molto chiare usate dal presidente della commissione di vigilanza della Rai Sergio Zavoli, nei giorni scorsi, sollecitiamo chiarezza e trasparenza per evitare la morte in diretta del servizio pubblico”.

da www.partitodemocratico.it

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