Mese: maggio 2012

"Quella terra è il nostro futuro", di Clara Sereni

Ho in mente un ricordo, come una fotografia: nella sua ultima apparizione pubblica una grande donna, Maria Cervi, arriva a un’iniziativa di solidarietà in mezzo all’Umbria più deserta, fiera di portare in dono una forma intera di parmigiano reggiano da mangiare insieme, per fare comunità. E dopo fa un piccolo discorso, e chi c’era aveva una grande groppo alla gola, per dire che la nuova resistenza è questo, stare insieme e aiutarsi e guardare avanti e progettare anche quando le cose sono difficili: perché quando un raccolto viene assassinato non ci si può arrendere, bisogna arare seminare e curare, e una nuova messe crescerà. Senza dimenticare mai che ogni germoglio, ogni spiga, ogni zolla fa parte del mondo intero, e a quello non si deve smettere di rapportarsi: adesso diciamo “glocale”, il mappamondo inalberato sull’aratro dai fratelli Cervi cominciò a dirlo più di settant’anni fa. E ancora: nella narrazione famigliare, le prime notizie che ho avuto dell’Emilia Romagna erano le storie dei treni dei bambini di Napoli, di Cassino, delle zone più affamate e distrutte …

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"La terza repubblica nelle mani dei grillini", di Massimo L. Salvadori

La rachitica Seconda repubblica va disfacendosi mentre la Terza sta nascendo senza neppure una levatrice che ne accompagni la venuta al mondo. Semplicemente nasce nel disordine della politica, tra le paure dei “vecchi” soggetti politici, tutti più o meno traumatizzati, e il trionfalismo dei nuovi salvatori grillini di una Patria che neppure riconoscono. Il quadro è chiaro. Da un lato vi sono clamorosi fallimenti, tutta una messe di grandi ambizioni enfaticamente proclamate e impietosamente frustrate: quelle del Pdl, che poche settimane or sono aveva annunciato di essere portatore di una novità politica destinata a cambiare alla radice il quadro nazionale; quelle del Centro di Casini, Fini e Rutelli, clamorosamente deluso nella sua aspettativa di gonfiarsi con la raccolta dei transfughi del berlusconismo; quelle della Lega, che si presenta come un pallone ridotto a brandelli. Dall´altro si collocano il Pd, l´Idv, la Sel, le componenti dell´incerto schieramento a sinistra degli altri, le quali formano più una figura topografica che un´alleanza politica, poiché in continuazione ora si accostano, ora si discostano. Questo centrosinistra dalle deboli cerniere, grazie …

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Errani «Superiamo la fase commissariale. Da noi le istituzioni funzionano», di Nini Andriolo

Un importante «passo avanti». Vasco Errani considera «molto positivo» il fatto che il Consiglio dei ministri abbia assunto decisioni «tempestive» a favore delle zone colpite dal sisma. «Assicurare 2,5 miliardi di euro in tre anni è un passo fondamentale – spiega il presidente della Regione Emilia-Romagna – In questo modo si dà fiducia ai sindaci, ai cittadini, ai lavoratori e alle imprese. La ricostruzione così può essere avviata immediatamente». Nessuno verrà lasciato solo, questa la promessa del Presidente del Consiglio… Provo dolore immenso per le vittime ed esprimo profondo cordoglio ai familiari. Sono d’accordo, nessuno verrà lasciato solo. Come avevano annunciato sia il Presidente della Repubblica che quello del Consiglio, lo Stato italiano fa la sua parte e fa sapere ai cittadini di questi territori che non sono soli. Tutto questo dà una speranza decisiva, anche in queste ore, a una popolazione che mostra grande dignità e che vuole ricominciare, riprendere a lavorare, rivedere la luce. Una popolazione che vuole rimettere a posto le case e le imprese per poter riavviare, così, un’attività e una …

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"In svendita le coste della Sicilia cemento e appalti per 3 miliardi ecco l´affare d´oro di Lombardo", di Giovanni Valentini

Il “caso Sicilia” può arrivare a Bruxelles: la direttiva Bolkestein tutela la concorrenza. Una mega concessione di 30 anni che può essere estesa a 50 minaccia l´intera regione. La Sicilia è in vendita. Anzi, per meglio dire, in svendita. Una mega-concessione, estensibile da 30 anni addirittura a 50, minaccia il patrimonio naturale delle sue incantevoli coste. Dall´originario miliardo e mezzo di euro, più 240 milioni di spese di progettazione, l´investimento complessivo potrebbe arrivare fino a tre miliardi, più 500 milioni. Per il prossimo mezzo secolo, il demanio marittimo dell´isola verrebbe appaltato così a un gruppo privato italo-belga, per alimentare una colata di cemento che sconvolgerebbe il paesaggio e l´intero sistema costiero. Contenuta in un´interrogazione parlamentare di Ermete Realacci, deputato del Pd e presidente onorario di Legambiente, la denuncia è ampiamente documentata e circostanziata. Una “bomba”, come si suol dire nel linguaggio mediatico. Ma anche un preciso e formale atto d´accusa contro la Regione presieduta da Raffaele Lombardo, eletto a suo tempo dal Pdl e dall´Udc; poi a capo di una giunta “tecnica” sostenuta da un´ampia …

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"La grande crepa nel cuore d´Italia", di Roberto Roversi

C´è una crepa nel cuore dell´Italia. Una crepa nella terra che abbiamo dimenticato e una crepa nella storia che spesso ci pesa ricordare. Sono abbastanza vecchio da aver vissuto il terremoto del 1929: l´Emilia doveva essere infrangibile e invece dormimmo all´aperto per giorni, qualcuno nelle poche macchine che c´erano, tanti nelle tende, e poi fummo ‘sfollati´ a San Marino di Bentivoglio, un piccolo paese in campagna, vicino a Bologna. Costruimmo casette in legno – ricordo ancora l´odore di colla – per provare a difenderci e ricominciare. Anche allora nessuno ricordava le scosse della storia, quando nei secoli passati persino la Torre degli Asinelli era stata danneggiata. L´Emilia pensa spesso di essere indenne: viene colpita, soffre e dimentica. Quel che sta succedendo adesso purtroppo riguarda tutti: abbiamo cementificato i fiumi, trapanato campi e colline. Dalla terra abbiamo risucchiato l´anima rispettabile, senza pietà. E quando arriva un terremoto, la catastrofe ci ricorda la forza imprevedibile e ci trascina nello sgomento. Conosco bene quelle zone, la Bassa tra Modena e Ferrara, ricordo i campi e l´agricoltura. Poi è …

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"Le imprese non devono crollare", di Mario Deaglio

Se un nemico avesse dovuto scegliere una zona produttiva da bombardare per provocare, in un territorio limitato, il massimo danno possibile all’Italia, ben difficilmente avrebbe potuto trovare un obiettivo migliore dell’area colpita da due terremoti in rapidissima successione. Sono radicate in queste zone imprese piccole o medie, poco burocratiche e molto vitali, aperte senza traumi alla globalizzazione. Nei recenti anni bui dell’economia italiana, hanno rappresentato il progetto di un futuro possibile per la crescita del Paese, spesso l’unico delineato nei fatti in una società addormentata. Operano in settori molto diversi con i quali l’Italia cerca di rientrare in un’economia globale in cui corre il rischio di diventare quasi marginale: dalle piastrelle agli apparecchi diagnostici fino alla nuova avventura agricola del parmigiano, proposto in grande stile a un crescente mercato mondiale. Hanno dimostrato di saper combinare con successo organizzazioni di produzione all’avanguardia e organizzazioni di vendita moderne, dal respiro globale. Il Paese semplicemente non può permettersi di perdere settori come questi in particolare in un momento in cui al terremoto fisico si aggiunge il terremoto finanziario …

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"C'era una volta l'Europa", di Barbara Spinelli

È colmo di insidie e doppiezze, il modo in cui un gran numero di politici europei, e di economisti, e di esperti, sta prospettando l´uscita della Grecia dalla moneta unica. embra una preparazione razionale al peggio, ma i presupposti di una vera preparazione sono assenti: è del tutto inaudibile una critica autentica degli errori commessi, che corregga alle radici i vizi dell´euro e dell´Unione. Non vediamo che un vacuo oscillare tra falsi allarmi e false sicumere. A volte la secessione di Atene è temuta, per gli effetti finanziari che avrebbe; altre volte sembra in segreto propiziata, accelerata. Non è interpretabile diversamente, ad esempio, la decisione che il Fondo salva-Stati ha preso all´inizio di maggio, quando gli aiuti a Atene sono passati dai concordati 5,2 miliardi di euro a 4,2 miliardi: «un miliardo di olio bollente su una ferita aperta», scrisse Giuliano Amato sul Sole 24 ore del 13 maggio. Stessa apatica indolenza di fronte a un possibile no irlandese al Patto di bilancio (fiscal compact), nel referendum di oggi. Come sempre si correrà dietro la …

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