attualità, politica italiana

"E il centrodestra vuole bloccare l´anticorruzione", di Liana Milella

Il Pdl fa melina e si mette di traverso sul ddl anti-corruzione, su cui il Guardasigilli Paola Severino ha messo la faccia, e cerca di sbarrare la strada pure alla legge Palomba, il ripristino del vecchio falso in bilancio, punito d´ufficio fino a cinque anni, rilanciato dall´Idv e ben visto da Severino, Pd, Fli, Udc, e perfino dalla Lega. A colpi di emendamenti e di richieste di chiarimenti e di rinvii, il Pdl cerca di terremotare l´arrivo in aula dei due provvedimenti, in calendario per il 28 maggio.
Oggi, nelle commissioni congiunte Affari costituzionali e Giustizia di Montecitorio, si potrebbe approvare il ddl anti-corruzione, tant´è che il presidente della Giustizia Giulia Bongiorno ha insistito per convocare la seduta alle 10 e proseguire fino al momento del voto. Ma il Pdl, in più di un conciliabolo ben visibile durante i lavori d´aula, si prepara a frenare fino allo stop. Piano ben studiato perché oggi Severino potrà solo dare il parere sui sub-emendamenti, poi deve partire per gli Usa, e a quel punto non resta che una manciata di giorni.
I berlusconiani hanno un obiettivo, azzerare il piano anti-corruzione del ministro della Giustizia e mandare il ddl in aula con il vecchio testo uscito dagli uffici dell´ex Guardasigilli Angelino Alfano, e recisamente bocciato dalle toghe. Nessun aumento di pena per i delitti di corruzione, quindi prescrizione invariata rispetto a oggi, né nuovi reati come traffico di influenze e corruzione tra privati.
Il verbo «sopprimere» è il protagonista del Pdl barricadiero. Quello di deputati come Francesco Paolo Sisto e Manlio Contento, entrambi avvocati, che hanno firmato nell´ultima settimana, e ancora ieri, gli emendamenti che cancellano quello di Severino e il falso in bilancio proposta dall´Idv. Ufficialmente il Pdl non si butta nella mischia, l´avvocato Niccolò Ghedini privilegia la strategia dello «stare a guardare», la mette in pratica il capogruppo alla Giustizia Enrico Costa. Ma ad agire sono Sisto e Contento. Venerdì scorso, allo scadere del termine per le modifiche al ddl anti-corruzione, ecco la proposta di Sisto di punire la concussione solo qualora vi sia un passaggio di denaro e di un´altra «utilità patrimoniale». In fumo il processo Ruby e la concussione di Berlusconi. Ieri lo stesso Sisto è tornato ad agire. Suoi, e di Contento, i 20 emendamenti sul falso in bilancio che snaturano del tutto la proposta dell´Idv e spaccano la già fragile maggioranza. Da una parte il Pd, con Donatella Ferranti, dichiara di «stare» con l´Idv, deciso anche a «rendere più efficace e circostanziata quella proposta». Dall´altra una nuova raffica all´insegna del «sopprimere», proprio com´era accaduto venerdì sulla corruzione. Un solo compromesso stavolta, punire il falso in bilancio fino a tre anni, una mediazione al ribasso tra i due attuali e i cinque richiesti dall´Idv e da tutti gli altri. Dice Sisto: «Proprio in questo momento di suicidi, non ci possiamo permettere di strangolare gli imprenditori con una legge smaccatamente contro di loro». Un colpo di cesoie e l´anti-corruzione va in fumo.

La Repubblica 10.05.12

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