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Bersani: "Il profilo morale di un dirigente politico è un bene pubblico"

“Il profilo morale di un dirigente politico è un bene pubblico. La moralità richiede una manutenzione, devi guardarti allo specchio tutti i giorni e dire, io sono a posto”. Lo ha dichiarato il segretario del PD Pier Luigi Bersani parlando ai partecipanti di Officina Politica, scuola di formazione politica del PD, giunta all’ultimo appuntamento dell’anno. “Noi- ha aggiunto – abbiamo una ragione in più per avere più moralità. Il partito deve essere palestra di comportamenti morali”.

“Ribadiamo testardamente che la politica è esercizio collettivo. Chi non percepisce questo ha in testa qualcosa di diverso dalla politica”.

“E’ assurdo pensare di fare politica se, nel farla, perdi il senso del collettivo. Sentirsi collettivo non significa avere meno carisma degli altri, sentirsi limitati nella personalità: queste sono cazzate”.

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“Le vie di selezione dei dirigenti devono essere anche esterne, perché se fossero solo interne ci sarebbero dei rischi. Dopo di che non è che le primarie risolvono tutto. Ci sono anche altri mezzi per aprire il PD”.

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Centrodestra in crisi. “Penso che ci sia un vuoto nell’area del centrodestra che è in cerca di autore, di chi voglia interpretarlo. Forse sbaglio ma l’ipotesi prevalente sarà riorganizzare un campo di posizioni regressive e con qualche populismo di troppo. La destra non si riorganizzerà senza questo. Come pensano di andare avanti con delle ‘pensate’, come la famosa cosa dei moderati? Pensano che la situazione possa essere risolta con la gente che si sceglie da sola?”

“Verrà fuori una protesta europea che dirà no alle tasse e no alle misure di austerità. Alcuni esempi ci arrivano con il consenso andato a Marin Le Pen, pari al 18%, all’estrema destra xenofoba dell’Olanda del 19% e ai leghisti finlandesi che si sono attestati al 20%. Questa è la facciata che ci ha dato la globalizzazione. Questo senso di protesta e di risposta populista è una posizione che si annida, in particolar modo, tra la gente che non paga mai dazio: è la risposta dell’egoismo sociale”.

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Un Paese disarticolato. “Avremo davanti dei mesi complicati, forse più di quelli che abbiamo vissuto fin qui. Questo Paese si è largamente disarticolato. La crisi ha portato dissociazione sociale, economica e territoriale. Il lavoro e la democrazia saranno i nostri temi e ci toccherà la ricostruzione morale, civile e democratica dell’Italia”.

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Il Patto con la Società. Per sentrirsi meno soli il PD deve fare “un patto con la gente di buona volontà democratica, la gente per bene che crede nelle riforme del Paese e vuole combattere le disuguaglianze dei redditi”. Questo patto dovrà essere basato su una serie di “discriminanti, come le regole, il Lavoro, la Costituzione, l’Europa”.

“Presto rivolgerò un appello molto largo perché serve un appuntamento con gli intellettuali italiani.
Organizzare un centrosinistra di Governo a quel punto non è una cosa difficile, le alleanze sono un di cui, non la chiave. Un centrosinistra di governo si costruisce in un patto con la società”.

“Da qui in avanti dobbiamo prepararci alla battaglia per le elezioni del 2013. Abbiamo tanto da fare e vorrei che voi foste un’ossatura di questa organizzazione. Ci vuole un pattuglione che batta pari”.

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