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"Allarme Cgil: la cassa integrazione non rallenta", di Gabriele Dossena

La crisi continua a mordere. Il mercato del lavoro è in sofferenza permanente. E oltre all’emorragia dei posti persi per strada, adesso arrivano anche i dati sull’utilizzo della cassa integrazione, spesso anticamera del licenziamento, che anche per questo 2012, il quarto anno consecutivo di crisi, sta marciando verso il miliardo di ore autorizzate.
Un segnale pericoloso, e un allarme, lanciato dalla Cgil, che ha rielaborato i dati diffusi nei giorni scorsi dall’Inps: da gennaio ad aprile, le aziende hanno utilizzato poco più di 322 milioni di ore di cassa integrazione, con 470 mila lavoratori coinvolti. «Lo stillicidio di dati negativi indica uno stato di profondissima crisi e di inesorabile declino del settore industriale – denuncia il segretario confederale Cgil, responsabile Industria, Elena Lattuada -. Senza ripresa questi dati sono destinati a peggiorare, trascinandosi disoccupazione e desertificazione industriale».
E «sulla necessità di dare risposte al profondo malessere sociale, rimettendo al centro il lavoro», concordano tutti i sindacati. «È urgente arrivare all’approvazione in tempi rapidi della riforma del lavoro», ha detto il segretario generale aggiunto della Cisl, Giorgio Santini, ricordando che tra marzo 2011 e marzo 2012 sono stati persi 88 mila posti di lavoro, mentre la disoccupazione riguarda 2,5 milioni di persone. «È altrettanto urgente – ha aggiunto – che vengano ripartite tra le Regioni le risorse per la cassa in deroga per il 2012, in misura adeguata alle esigenze. Tuttavia questo sarà insufficiente senza interventi che possano compensare gli effetti negativi delle misure di austerità che stanno frenando la ripresa economica in un Paese in recessione».
E al coro delle preoccupazioni si è unito anche il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy: «Al dato generale delle ore autorizzate di cassa integrazione dei primi 4 mesi dell’anno, non può contrapporsi una politica economica che non vede nella crescita la vera ricetta da mettere in campo».
Nel dettaglio, l’analisi fatta dalla Cgil evidenzia che il totale delle ore di cig ordinaria è stato nei primi quattro mesi 2012 di 101 milioni di ore (+26,54% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso), mentre la richiesta di ore per la cig straordinaria (110,8 milioni) segna un calo del 18,6% nel confronto con il 2011. La cassa integrazione in deroga (cigd), con 110,9 milioni di ore autorizzate (+3,79%), risulta per la prima volta lo strumento più usato.
I settori che in questi quattro mesi presentano un maggiore volume di ricorso alla cassa straordinaria (cigs), sono il commercio (con 39,9 milioni, +31,16%) e la meccanica (21,9 milioni, in calo del 31,88%). Le Regioni più esposte con la cassa in deroga da inizio anno sono la Lombardia, con 20,5 milioni di ore (+19,70%), l’Emilia Romagna con 12,5 milioni di ore (+15,19%) e il Lazio con 11,7 milioni di ore (+154,18%).
Più in particolare, per quanto riguarda il solo mese di aprile, è ancora una volta la meccanica il settore in cui si conta il ricorso più alto alla cassa integrazione: sul totale delle ore del mese scorso, la meccanica pesa per 102.129.472 ore, coinvolgendo 148.444 lavoratori (prendendo come riferimento le posizioni di lavoro a zero ore), seguono il commercio, con 47.606.172 ore per 69.195 lavoratori coinvolti, e l’edilizia con 32.187.506 ore e 46.784 addetti.
«Considerando un ricorso medio alla cig, pari cioè al 50% del tempo lavorabile globale (9 settimane) – afferma la Cgil – sono coinvolti da inizio anno 938.525 lavoratori tra cassa ordinaria, straordinaria e in deroga. Se invece si considerano i lavoratori equivalenti a zero ore, pari a 17 settimane lavorative, si ha un’assenza completa dall’attività produttiva per 469.262 lavoratori, di cui 160mila in cigs e altri 160mila in cigd». Per migliaia di cassintegrati continua così a calare il reddito: dai calcoli dell’Osservatorio Cgil, si rileva come i lavoratori parzialmente tutelati dalla cig abbiano perso nel loro reddito 1,2 miliardi di euro, pari a 2.600 euro per ogni singolo lavoratore.

Il Corriere della Sera 13.05.12

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