Mese: luglio 2012

Ricerca: Ghizzoni, purtroppo cammino ancora lungo

In Commissione Cultura riconoscimento agli scienziati italiani. “Con l’audizione degli scienziati italiani, che hanno avuto recentemente un successo a livello internazionale, la Commissione Cultura della Camera dei Deputati ha voluto onorare chi rappresenta vanto e orgoglio del nostro Paese, della nostra scuola, della nostra ricerca. – Lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati, al termine dell’audizione con Marcella Diemoz, coordinatrice di Cms, esperimento che ha rivelato il bosone di Higgs, Filippo Frontera, astrofisico di Ferrara premiato con il Marcel Grossman Award, Alessio Figalli, premiato dall’European Mathematical Society e già professore ordinario presso l’Università del Texas a soli 28 e Fernando Ferroni, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. – Ho fortemente voluto la loro presenza in Commissione non solo per esprimere un riconoscimento alla qualità del loro lavoro, ma anche per riportare l’attenzione sul valore dell’attività di ricerca, sul significato della ricerca libera per lo sviluppo della conoscenza a vantaggio dell’umanità e del Paese. I nostri scienziati hanno fatto emergere tutta l’incapacità del sistema italiano di trattenere i …

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"“Quota 96" un gioco che è durato anche troppo", di Giuseppe Grasso

La mannaia dell’ingiustizia si è abbattuta, per una seconda e inesorabile volta, sui lavoratori della scuola del 1952, calpestati nel loro diritto da una tremenda spending review, una riforma congegnata dal governo Monti più in termini ideologici che di effettiva utilità per il nostro paese. Dopo l’appoggio incondizionato delle due onorevoli del Pd Mariangela Bastico e Manuela Ghizzoni – che si sono spese tantissimo a favore della battaglia di questi professionisti e delle loro giuste rivendicazioni, che hanno partecipato a ben due manifestazioni nazionali assicurando loro l’appoggio di tutto il partito – il Comitato Civico «Quota 96», da sempre agguerrito nell’affermazione dei diritti al pensionamento con le regole ante Fornero, non ha mai smesso di lottare e di ingegnarsi con ogni rimedio, sia esso giudiziario o politico, per arrivare dritto allo scopo. La speranza si è riaccesa alcuni giorni fa, dopo la fallita votazione nel «mille proroghe» dello scorso febbraio, con la presentazione al Senato, da parte della senatrice Bastico, di un emendamento, il 22.45, che comprendeva, per i lavoratori della conoscenza che avessero maturato …

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Giornalisti: Ghizzoni, indispensabile legge equo compenso

Solo così ci saranno le basi per la libertà di informazione. “Un provvedimento legislativo sull’equo compenso del lavoro giornalistico, già approvato all’unanimità in sede legislativa nella Commissione che presiedo alla Camera, è indispensabile e deve essere varato al più presto, come auspicato anche dal Presidente della Repubblica. – lo dichiara Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Solo un compenso equo e congruo può garantire la libertà di un giornalista, altrimenti vessato dal “caporalato” dell’informazione operato da editori che non rispettano le norme. Risulta, infatti, che il 62% dei giornalisti freelance non guadagna più di cinquemila euro l`anno e non è pensabile non imporre una sanzione specifica a imprenditori senza scrupoli. Alla Ministra Fornero vorrei precisare che il precariato giornalistico ha delle specificità e, dunque, – spiega Ghizzoni – deve essere trattato attraverso un provvedimento specifico. L’approvazione della norma è la risposta di civiltà che il Parlamento deve dare – conclude la Presidente Ghizzoni – per porre le basi per la libertà d’informazione e di autonomia del giornalismo troppo invocata e …

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"Giusva e Vincenzina", di Mario Adinolfi

Oggi non è il 2 agosto. Meglio. Il 2 agosto saremo intasati di ricostruzioni, ritratti, momenti rituali. Chissà se ci saranno le solite paginate innocentiste e santificanti per Francesca Mambro e Giusva Fioravanti, condannati con sentenza passata in giudicato come esecutori materiali della strage di Bologna Di sicuro ci saranno strizzatine d’occhio dei giornalisti amici a Giusva. Di sicuro non ci sarà neanche una riga per Vincenzina. Rimediamo oggi. Oggi che non è il 2 agosto. Negli scorsi giorni si è discusso (poco, pochissimo, quasi per niente) delle dichiarazioni di Fioravanti rese in un documentario, rivolte contro il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Bologna, Paolo Bolognesi, che secondo il capo dei Nar avrebbe perso nella strage «solo la suocera e si sa che la suocera non è una vera perdita». Una frase che sarebbe ignobile anche se detta da chiunque di noi al bar, figuriamoci se a dirla è in tutta libertà (perché Giusva, ricordiamolo, è libero) l’esecutore materiale della strage. Fioravanti è poi stato intervistato in diretta alla Zanzara su Radio24 da …

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"Bersani presenta la carta d’intenti. Vendola apre", di Tullia Fabiani

Un patto fondato sul lavoro, sull’equità, sul riequilibrio del carico fiscale e sulla redistribuzione. Un patto che parla di beni comuni, sviluppo sostenibile; di conflitto di interessi, e orizzonte europeo. Un patto sulla parità di genere, sui diritti civili e di cittadinanza. È quello che oggi il segretario del Pd Pier Luigi Bersani presenta al Paese, destinato non solo «alle forze politiche di ispirazione democratica e progressista, ma ad associazioni e movimenti, agli amministratori, alla cittadinanza attiva e alle personalità che intendano concorrere a un progetto di governo in grado di affrontare la grande crisi che stiamo vivendo». È la «Carta d’intenti per il patto dei democratici e dei progressisti» da cui partire. La base per definire il programma di governo del candidato premier e dell’alleanza di centrosinistra; chi vuole essere parte della coalizione e partecipare alle primarie dovrà discuterla e sottoscriverla. Una proposta dunque che il Pd è pronto a discutere non solo con le altre forze politiche e con i rappresentanti di liste civiche sparse sul territorio nazionale, ma anche con associazioni, movimenti, …

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La “specificità” perduta, di Pippo Frisone

Ci mancava anche la “spending revew” a rendere più problematico l’avvio del nuovo anno scolastico. Respinti tutti gli emendamenti in commissione e posta la fiducia al Senato , il governo come uno schiacciasassi sta procedendo all’ennesimo appiattimento in pejus di tutti i settori della conoscenza, scuola in testa, a tutto il resto del pubblico impiego. Tagli lineari in stile Tremonti su tutto il pubblico impiego senza guardare in faccia nessuno. Inidonei, esuberi, ferie dei precari, dimensionamenti e sottodimensionamenti delle scuole, per non parlare degli esodati della scuola le prime vittime di una parificazione cieca e assoluta senza se e senza ma. Che ci fossero pregiudizi duri a morire nei confronti del lavoro pubblico e della scuola in particolare, s’era capito sin dall’inizio di questa legislatura nel 2008. La legge n.133/08 col famigerato art.64 ha comportato tagli lineari nella scuola per 135mila unità, i cui effetti si fanno sentire ancor oggi come limite invalicabile a qualsiasi innovazione nella scuola, quale l’organico funzionale dell’autonomia e a qualunque incremento di posti. Le sanzioni disciplinari col decreto Brunetta n.150/09 …

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"Un registro delle aree bruciate così si fermano i criminali", di Mario Tozzi

Lo spaventoso incremento degli incendi di quest’anno rispetto al 2011 non deve sorprendere per almeno due motivi. L’anno scorso si era ben al di sotto delle consuete medie nazionali, circa 50.000-100.000 ettari bruciati all’anno nei decenni passati. E non tutti prendono contro il fuoco quei provvedimenti dimostratisi utili, perché con gli incendi c’è ancora chi ci guadagna, considerandoli un modo di «controllare» il territorio. Già il fatto che si parli ancora di piromani la dice lunga sulla vera e propria affezione che c’è verso il fuoco da parte dell’uomo: in realtà qui i piromani non esistono, esistono, invece, i criminali del fuoco che appiccano incendi per ottenere un guadagno che è manifesto. Dove passa il fuoco non c’è più pregio ambientale, dunque non c’è più ragione di imporre vincoli alle costruzioni e alle infrastrutture spesso inutili. Anzi, il fuoco è più comodo, non devi chiedere lunghi permessi né attendere controlli. La prima ragione del fuoco è sempre la speculazione. Poi ci sono le ragioni tribali, le dispute territoriali, i dispetti, la distrazione. E per fortuna …

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