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"Consumi in picchiata. Aumentano i cassaintegrati", di Laura Matteucci

Il livello del Pil in Italia «sta raggiungendo i suoi minimi storici». Quello dei consumi sembra tornato agli anni Trenta. Crolla l’impiego dell’auto a causa del caro-benzina e, secondo l’osservatorio Findomestic, la fiducia dei consumatori resta ferma ai minimi storici: 3,2 punti ad agosto, come nei due mesi precedenti. L’Ufficio studi Confcommercio aggiorna bilanci e previsioni, tutti in peggioramento: il Pil quest’anno dovrebbe flettere del 2,2%, dello 0,3% l’anno prossimo. Per i consumi, si prevede un calo del 2,8% nel 2012 e dello 0,8% nel 2013. A fare pendant, l’Inps fornisce disastrosi dati sulle ore di cassa integrazione, che a luglio sono state 115,7 milioni, in aumento del 21,3% rispetto a giugno (95,4 milioni di ore), e addirittura del 44,2% rispetto a luglio dello scorso anno (80,3 milioni di ore). A giugno, invece, le ore erano calate del 9,6% rispetto al mese precedente. In forte aumento sono sia le ore di cig ordinaria (+11,6% su giugno e +71,6% sul 2011) sia quelle di cig straordinaria (+19,6% su giugno e +36,2% sul 2011) e in deroga (+34,8% su giugno e +33,7% sul 2011). Nel commercio, le ore di cigs aumentano annualmente del 461,6% (per Confcommercio quest’anno ci saranno oltre 20mila chiusure di negozi). Da inizio anno a luglio sono state autorizzate in totale 639,5 milioni di ore, più 8,76% rispetto allo stesso periodo del 2011. Crescono pure le richieste di disoccupazione: a giugno ne sono state presentate 92.217, il 22% circa in più rispetto a maggio (75.563) e il 4,75% in più di quelle del mese di giugno 2011 (88.038). Le domande di mobilità presentate a giugno (7.693), sono invece diminuite del 5,7% rispetto a giugno 2011 (8.158), e del 21% circa rispetto a maggio 2012 (9.673). «Un binomio drammatico, cassa integrazione che cresce e aumento delledomande di disoccupazione, che segnala il progressivo declino industriale del paese», commenta la segretaria confederale Cgil Elena Lattuada. «Numeri che ci segnalano continua come l’austerità sta facendo precipitare il Paese che ha invece urgente bisogno di crescita». Per parlare di crescita, secondo la Cgil bisogna parlare di misure da adottare sul fronte fiscale, di interventi di sostegno al reddito per i dipendenti e i pensionati, e dell’adozione di politiche industriali dirottando risorse pubbliche verso investimenti produttivi. «Ma soprattutto sempre Lattuada in questi dati leggiamo la necessità di un piano straordinario per l’occupazione». A corollario, il rapporto Confcommercio ricorda che «il reddito reale pro capite è calato di circa 1.800 euro tra il 2002 e il 2012 (-9,8% reale a testa)». Non c’è da stupirsi, dunque, se «i consumi reali pro-capite subiranno, nel 2012, un calo di una profondità mai prima registrata nella storia economica repubblicana», come dice il presidente dell’associazione, Carlo Sangalli, per il quale è essenziale evitare aumenti dell’Iva nel 2013. La riforma «prioritaria» invece è quella fiscale, con due obiettivi: la semplificazione e la riduzione della pressione, che per i contribuenti in regola ha raggiunto un livello record del 55%. Secondo il presidente di Confcommercio, il governo deve puntare sull’economia dei servizi che vale il 40% del Pil e il 43% dell’occupazione.

ANZIANE A RISCHIO POVERTÀ La crisi non aiuta certo a colmare il divario di reddito tra uomini e donne, anche tra i pensionati. Da uno studio di Istat e Inps arriva la conferma che le anziane sono a rischio povertà. Oltre la metà delle 8,8 milioni di pensionate prende meno di mille euro al mese (54,8%). Solo un terzo degli uomini (34,9%) riceve assegni così bassi. Situazione opposta nei trattamenti più ricchi, sopra i 3mila euro: gli uomini (597mila) sono oltre tre volte più delle donne (180mila). Le donne rappresentano il 53% dei pensionati, ma percepiscono solo il 44% degli oltre 258 miliardi di euro erogati. «Le donne sono le più penalizzate dalla crisi commenta la leader Spi-Cgil, Carla Canone Ma ad essere penalizzate ormai sono tutte le fasce più deboli del Paese».

l’Unità 03.08.12

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silvana 52
Ospite

E’ logico attendersi una riduzione dei consumi: con questo salasso,ci si orienta verso l’indispensabile. Per il superfluo c’è sempre tempo!

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