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"L’Italia brucia, in Emilia morti due anziani", di Pino Stoppon

L’Italia brucia. Complice anche un caldo torrido e l’assenza di piogge, ieri è stata un’altra giornata di incendi in tutta la penisola. Sono scoppiati roghi in quasi tutte le regioni anche se solo l’Emilia ha pagato il tributo maggiore con due morti: anziani che, in due distinte occasioni, sull’Appennino bolognese e parmense, hanno dato fuoco a sterpaglie e sfalci, ma sono stati travolti da roghi sfuggiti al loro controllo. Mentre la Sicilia è ancora in piena emergenza, si fanno i primi bilanci: solo ieri ci sono stati 158 incendi boschivi; Campania e Lazio le regioni più colpite con 50 e 23 roghi.
Il primo decesso in mattinata a Sabbioni, vicino a Loiano, nel Bolognese. Lì un anziano di 88 anni ha acceso un fuoco per ardere sfalci e sterpaglie. Ma, complici le temperature che anche ieri non ha dato tregua all’Emilia, il fuoco è divampato, bruciando oltre 4mila metri quadrati. Non è ancora chiaro se l’uomo si sia sentito male o sia caduto, ma di sicuro la morte è riconducibile all’incendio.

Nel pomeriggio invece, nel Parmense nei pressi di Zerla, comune di Albareto, vicino al passo del Cento Croci, un altro pensionato (87 anni) è morto nell’incendio che ha anche distrutto parte di un bosco.
Secondo una prima ricostruzione, stava bruciando sterpaglie quando il vento ha fatto propagare le fiamme. Il pensionato ha cercato di fermarle, ma è stato soffocato dal fumo.
Resta però la Sicilia la regione più colpita dagli incendi. Numerosi roghi si sono sviluppati anche oggi nel Messinese. In azione due Canadair (mezzi che sono al lavoro anche sul Gargano), squadre di vigili del fuoco e della Forestale. La Procura di Trapani, nel frat- ììtempo, ha aperto un fascicolo contro ignoti per incendio doloso boschivo ai danni della riserva naturale orientata dello Zingaro, gravemente danneggia- ta nei giorni scorsi da un imponente rogo. Gli inquirenti cercheranno di scoprire chi e perché ha aggredito una delle più suggestive aree protette della Sicilia e se c’è una regia unica per gli altri incendi, verosimilmente dolosi, sviluppatisi, nelle stesse ore, ad Erice, Makari e Castelluzzo, sempre nel Trapanese.
Intanto l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Alessandro Aricò, ha annunciato che porterà all’ordine del giorno della prossima giunta di governo la proclamazione dello stato di calamità per le zone della Sicilia, in particolare del trapanese e del palermitano, colpite dall’emergenza incendi.
Roghi anche a Roma, in diversi quartieri, con difficoltà per spegnere le fiamme per la scarsità dei mezzi dei vigili del fuoco. Una situazione «drammatica» quella degli automezzi al Comando di Roma è la denuncia della Fp-Cgil. «Oggi – ha spiegato il sindacato – su 58 autopompe 28 sono fuori servizio per riparazione».

TOSCANA

Brucia anche la Toscana. A luglio c’è stato il record di incendi boschivi: sono stati 190, a fronte dei 179 del 2007, degli 80 del 2008, degli 87 del 2009, dei 60 del 2010 e dei 71 del 2011: «È stato un mese con dati assolutamente fuori norma che ha richiesto un notevole sforzo dell’organizzazione regionale antincendi ed uno spiegamento di forze decisamente superiore alle medie del periodo», ha rilevato ieri l’assessore ad Agricoltura e foreste della Regione Toscana Gianni Salvadori, presentando il report degli incendi a luglio e nei primi giorni di agosto. I 190 incendi boschivi hanno interessato 793 ettari di superficie boscata, ai quali si aggiungono 376 ettari di altra vegetazione, per un totale di 1.170 ettari bruciati. «Considerando che la media annuale di superficie boschiva bruciata ammonta in Toscana a circa 1100 ettari – ha spiegato Salvadori – risulta evidente l’eccezionalità degli oltre 790 ettari andati in fumo in appena un mese».

l’Unità 09.08.12

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